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Confagricoltura Emilia Romagna a Regione: Indispensabili le misure attuate per peste suina, ma ora piano per i cinghiali

(Agen Food) – Bologna, 17 gen. – “Sono indispensabili le misure attuate nell’immediato per contenere la diffusione della peste suina africana, ma ora chiediamo alla Regione Emilia Romagna di predisporre un piano di eradicazione del cinghiale che è il principale vettore dell’infezione”.

Parla come un fiume in piena il Presidente di Confagricoltura Emilia Romagna, Marcello Bonvicini, dopo la riunione della sezione faunistico-venatoria con i rappresentanti provinciali dell’organizzazione agricola. La politica attuata finora nel Paese si è dimostrata inadeguata. Pertanto, salvaguardare la filiera suinicola dal pericolo PSA diventa un obiettivo prioritario.

Confagricoltura Emilia Romagna sollecita un cambio di passo per contrastare la moltiplicazione inarrestabile dei cinghiali. L’allarme lanciato più volte dall’organizzazione degli imprenditori agricoli non ha mai ottenuto l’attenzione dovuta da parte delle istituzioni e ora occorre una strategia efficace.

“Siamo d’accordo sulla sospensione dell’attività venatoria nelle province di Parma e Piacenza, vicine all’area infetta, tuttavia – prosegue il Presidente regionale degli agricoltori – non dobbiamo assolutamente bloccare i piani di controllo della specie cinghiale, anche quelli eseguiti in modalità collettiva, atti alla riduzione di questi ungulati”.

L’appello di Confagricoltura Emilia Romagna sottolinea quanto sia importante, in tutto il territorio regionale, non abbassare la guardia e continuare senza sosta l’unica attività di contrasto alla presenza eccessiva dei cinghiali, “con l’unico strumento utile in nostro possesso – rimarca Bonvicini – il Piano di controllo del cinghiale 2021-2026 (art.19 della legge n.157/1992 e art.16 della L.R. n.8/1994; e ultima delibera DGR-n.1973 – 22-11-2021). Tale intervento si reputa doveroso e necessario vista la pericolosità della malattia e le possibili ripercussioni commerciali sulle filiere delle carni DOP e IGP”.

“Bisogna modificare l’approccio al problema – conclude il Presidente di Confagricoltura Emilia Romagna – l’attività venatoria non è il fattore di rischio di diffusione dell’infezione. Adesso l’obiettivo su cui concentrare l’azione deve essere il prelievo selettivo del cinghiale da Piacenza a Rimini, per evitare danni economici e sociali incalcolabili. Ci attendiamo dalla futura politica una maggior capacità di ascolto delle istanze del territorio”.

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Redazione Agenfood

Redazione Agenfood

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