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il futuro dell’agroalimentare italiano nelle ricerche Intesa San Paolo e Alix Partner

(Agen Food) – Torino, 14 set. – I primi passi per uscire dalla crisi legata alla pandemia e affrontare il futuro, per le imprese leader del settore agroalimentare italiano sono lo sviluppo digitale e la crescita della sostenibilità di tutta la filiera.
È l’analisi di Osservatorio Food -centro di raccolta e analisi dati di Food, società editoriale multicanale specializzata nell’agroalimentare italiano, da 30 anni punto di riferimento per il food&beverage nazionale – sulla base di due ricerche di settore, rispettivamente di Intesa Sanpaolo e Alix Partners Italia, che aiutano a tracciare le linee dello sviluppo del prossimo futuro di un settore economico che rappresenta circa il 4% del Pil nazionale complessivo.
I risultati delle due ricerche sono stati presentati nei giorni scorsi durante l’evento FoodSummit 2021, «Sintonizzati sul futuro. Visioni, sfide e strategie», organizzato da Gruppo Food coinvolgendo imprenditori e top manager delle principali industrie produttrici e della distribuzione.
Il settore agroalimentare ha retto alla crisi meglio di altri, soprattutto grazie all’export, che è lievemente cresciuto, segnando +1,2% tendenziale, anche nell’ annus horribilis 2020, mentre quasi tutti gli altri settori (tranne la farmaceutica) registravano cifre in rosso.
Tra le sfide per il futuro dell’agro-alimentare italiano, ci sono digitale, sostenibilità, biologico ed efficienza delle filiere: dall’indagine svolta da Intesa Sanpaolo che ha coinvolto la rete commerciale dei gestori, emerge che il 12% delle imprese ha in programma investimenti in soluzioni digitali nel processo produttivo e l’11% dedicherà risorse all’e-commerce e al marketing digitale, mentre il 34% sta ripensando le politiche di approvvigionamento a favore di fornitori italiani. Per quanto riguarda la sostenibilità, l’agro-alimentare italiano ha fatto grandi progressi negli ultimi dieci anni: l’analisi dei dati Eurostat mostra una riduzione del 22% nelle emissioni di gas serra del settore (kg per euro di valore aggiunto). Inoltre, le aziende che hanno investito nel biologico hanno realizzato un maggior incremento di Ebitda (+29%) rispetto alle tradizionali (elaborazioni su dati ISID- Intesa Sanpaolo Integrated Database).
“La sostenibilità della filiera agroalimentare nazionale sarà la principale leva di crescita per le aziende del settore nell’immediato futuro – sottolinea Paolo Dalcò, Ceo di Gruppo Food -. Grandi e piccoli player sono chiamati a una profonda trasformazione culturale, con tutti gli strumenti a loro disposizione, a partire dallo sviluppo digitale, nell’ottica di una transizione ecologica, che è la sfida più importante per il Paese, e alla ricerca di un giusto punto di equilibrio tra redditività e sostenibilità”.
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