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Sam, l’influencer di cucina giapponese ci racconta “La via dei ciliegi”
(Agen Food) – Roma, 20 feb.- di Giulia Ippolito – “La via dei ciliegi” è il nuovo show di cucina giapponese girato interamente in Italia, alla scoperta dell’Hanami, il periodo della fioritura dei ciliegi.
La serie tv, composta da nove puntate, è disponibile ora su Prime Video Italia e si presenta come un format decisamente innovativo, che unisce cucina, intrattenimento e approfondimento culturale.
Un viaggio on the road verso splendide location, da Genova, a Firenze, fino ad arrivare a Roma, con ospiti internazionali ed esperti della cucina orientale.
Ad accompagnarci alla scoperta dell’Hanami sarà Samuele Nazionale, food influencer che conta più di 49 mila followers sul suo account Instagram @pranzoakonoha, pagina dedicata alla cucina e alla cultura nipponica, che ad Agen Food si è raccontato, svelando anche qualche retroscena inedito su “La via dei ciliegi”, prodotta da Millennium Cinematografica.
Sam, da dove nasce la passione per la cultura giapponese?
L’amore per l’Asia mi accompagna in generale da quando sono bambino. Ho scoperto l’Oriente da piccolissimo guardando Mulan, quindi inizialmente ho esplorato la cultura cinese. Crescendo, anche grazie agli anime che guardavo tornando da scuola, mi sono poi avvicinato al Giappone. Anche se l’inizio è stato giocoso, ho cominciato a coltivare la passione sempre più seriamente!
La prima volta che un’amica giapponese ha cucinato per me sono rimasto letteralmente folgorato da quei sapori.
Ero a Londra, avevo 18 anni, e da quel momento ho sentito che la mia vita stava per cambiare. Quando sono rientrato in Italia ho iniziato a studiare cucina giapponese, a contattare le comunità giapponesi nel nostro paese e a studiare sotto la loro guida le ricette tipiche.
Anche a casa, un manuale alla volta, non sono stato nemmeno un giorno senza studiare e praticare la cucina giapponese. È un viaggio lungo che mi auguro possa accompagnarmi per tutta la vita, crescendo insieme a me un piatto alla volta.
“La via dei ciliegi” è un viaggio alla scoperta dell’Hanami, perché è considerato un periodo dell’anno così importante?
Per tantissime ragioni! La cultura giapponese è tale in gran parte proprio grazie all’ Hanami. La fioritura dei ciliegi si incastra in maniera nevralgica nella storia e nel modo di pensare tipici del Giappone, e anche se ad un occhio occidentale potrebbe sorprendere, quasi tutto l’anno giapponese è scandito dall’inizio e dalla fine di questo periodo.
In cucina il collegamento è immediato e, come si vedrà nella serie, i piatti presentano in maniera molto diretta la bellezza e il valore dei Sakura in fiore. Anche tutto il resto, però, assume connotazioni speciali in quel momento dell’anno, ed è per questo che abbiamo scelto di accompagnare alle ricette molti interventi culturali: spero che permettano di avvicinarsi più possibile al comprendere la meraviglia tutta nipponica della fioritura dei ciliegi.
Qual è il piatto che ti ha più divertito cucinare? E con quale ospite?
I piatti sono stati tutti quanti una scoperta meravigliosa. Di alcuni avevo sentito parlare, altri li avevo visti in anime o film. Gli ospiti sono stati tutti di una generosità impressionante, e imparare con loro è stato davvero un grande onore.
Porto nel cuore le qualità speciali di ognuno, che hanno reso la preparazione di ogni piatto qualcosa di unico e indimenticabile. Avrei ascoltato Jun Ichikawa parlare per ore, e potrei stare all’infinito a sentire i profumi della cucina di Emiko Davies. Cucinare con Mime Kataniwa è sempre un’avventura magica e divertente, che lei riesce a condire vivacemente con i suoi ricordi e le sue storie… questo solo per parlare di alcuni!
Anche gli interventi di esperti italiani sono stati illuminanti, e non smetterò mai di ringraziare a sufficienza Paolo Linetti, Aurora Canepari e Megumi Akanuma per il dono inestimabile che ci hanno fatto con la loro partecipazione.
Quale ricetta consiglieresti di riproporre a casa per chi si appresta a scoprire la cucina giapponese?
Probabilmente per qualcuno “all’inizio” proporrei il Bento di Hanami che abbiamo cucinato con Kenta Suzuki a Roma. Nel bento sono presenti diverse preparazioni, che nonostante la quantità di elementi sono tutte piuttosto lineari e senza eccessive difficoltà. Il risultato è incredibile, perché i Bento sono veri scrigni del tesoro grazie ai quali scoprire i sapori autentici del Giappone.
La realtà di questo tipo di pasto affonda le radici nell’antichità della storia del Sol Levante, e per questo permettono un contatto diretto con i gusti più profondi della cultura giapponese.
Cucinare un bento è quasi un rituale che accompagna i giapponesi ogni giorno. Farlo insieme a Kenta e alla maestra Aiko Kanaya è stata un’esperienza unica, ma ho fede che anche chi volesse farlo a casa potrà vivere un po’ di quella magia, e mangiando condividerà il nostro entusiasmo.…
“La via dei ciliegi” è uno show itinerante, con location suggestive. In quale città hai avvertito di più l’atmosfera orientale? All’interno di quale luogo storico ti ha emozionato di più girare?
Sicuramente l’esperienza della cerimonia del tè con la maestra Makiko Wakita è stata quella più immersiva. Nella sua sala da te è riuscita a far fiorire una gemma di Giappone che non credevo immaginabile: alla fine delle riprese mi sono commosso, per rendere l’idea.
I luoghi storici che hanno ospitato il progetto sono state splendide scoperte non solo del Giappone, ma anche della ricchezza del patrimonio culturale italiano. Mi ha colpito in modo particolare Villa Migone, perché pur vivendo a Genova da qualche anno non avevo mai potuto visitarla.
“La via dei ciliegi” è una lettera d’amore al Giappone, all’Italia e all’amicizia tra i nostri meravigliosi paesi.
