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Vino e relazione Beca. “Soddisfatti per l’esito della votazione in Parlamento europeo, evitato uno scempio”
(Agen Food) – Roma, 17 feb. – All’apprendere l’esito della votazione del Parlamento europeo sulla relazione della commissione Beca, il Consorzio Pignoletto Emilia-Romagna esprime soddisfazione per una situazione dagli effetti potenzialmente esplosivi recuperata in extremis, nel rispetto delle specificità e della storia millenaria di un prodotto chiave per l’Italia come il vino.
“Siamo davvero lieti che abbia prevalso una linea equilibrata e che siano stati accolti gli emendamenti proposti da alcuni europarlamentari, che ringraziamo di cuore per aver fatto propria la nostra battaglia” commenta Carlo Piccinini, Presidente del Consorzio Pignoletto Emilia-Romagna.
“Il nostro Consorzio, così come altre realtà italiane e le principali associazioni di categoria, ha da subito percepito il grande rischio che si celava tra le righe della relazione Beca. Un rapporto che, se approvato tale e quale, non avrebbe incredibilmente fatto distinzione tra un uso e un abuso di bevande alcoliche genericamente intese, tra cui anche il vino. Un’interpretazione rigida, quella precedente, che fortunatamente è stata perfezionata ieri con alcune doverose specifiche. Il vino non è alcol tout court, al contrario. È frutto di una lunga tradizione ed è parte integrante della nostra cultura e della nostra identità, oltre ad essere uno dei pilastri dell’economia italiana e del made in Italy: sarebbe stato assurdo non recepirne e tutelarne le specificità”.
Il Consorzio Pignoletto Emilia-Romagna conta oggi 26 soci e circa 8000 viticoltori, che vinificano direttamente o conferiscono le uve raccolte. Il Consorzio tutela un vino in grande crescita unendo le zone antiche di produzione lungo la via Emilia, da Modena a Faenza. Seconda denominazione enologica della regione dopo il Lambrusco, con una produzione di circa 14 milioni di bottiglie all’anno e 2300 ettari vitati, rappresenta un’importantissima fonte di reddito per il territorio e ha il suo mercato di riferimento principale in Italia cui affianca un export del 20% in Regno Unito.
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