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Dalla campagna Spreco Zero di Last Minute Market le prime anticipazioni sugli alimenti più sprecati nell’estate 2022

  • Redazione Agenfood
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(Agen Food) – Roma, 27 set. – Per il secondo anno, è italiano il primo rapporto globale sul rapporto fra cibo e spreco: un’indagine firmata da Waste Watcher, International Observatory on Food & Sustainability, promossa dalla campagna Spreco Zero di Last Minute Market con il monitoraggio Ipsos, realizzata in 9 Paesi del mondo: Italia, Spagna, Germania, Francia, Regno Unito, Stati Uniti, Sudafrica, Brasile, Giappone. Sono i dati del secondo Cross Country Report, una panoramica globale sulle abitudini di consumo e spreco intorno al pianeta, raccolta in vista della 3^ Giornata internazionale di consapevolezza sulle perdite e gli sprechi alimentari in calendario il 29 settembre 2022, e della Giornata mondiale del cibo, il World Food Day in calendario il prossimo 16 ottobre. Proprio in occasione del World Food Day sarà integralmente diffuso il Rapporto, che quest’anno estende il suo sguardo ai consumi nel continente africano, e inoltre in Francia e in Giappone.

Waste Watcher integra così, con una rilevazione estiva, lo storico monitoraggio che viene diffuso in occasione della Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco, il 5 febbraio, attraverso rilevazione invernale. In questo modo le indagini, nel tempo, potranno monitorare l’andamento dello spreco alimentare domestico in Italia con attenzione alla stagionalità dei consumi: «un aspetto – spiega il fondatore Spreco Zero Andrea Segrè – certamente essenziale per restituire dati specifici e attendibili, focalizzati sulle abitudini di ciascuno in conseguenza della dieta adottata e degli alimenti realmente consumati». All’indagine hanno preso parte 9mila cittadini, con un campione statistico di 1000 interviste per ciascun Paese:. «Il Cross Country Report Waste Watcher International offre, con una metodologia di indagine sui comportamenti di consumo mai testata prima a questo livello, una “istantanea” sulle abitudini alimentari a livello mondiale –spiega il Direttore scientifico Waste Watcher International Andrea Segrè, fondatore della campagna Spreco Zero, ordinario di Politica agraria internazionale all’Università di Bologna – Intendiamo promuovere annualmente questo Rapporto come punto di partenza per promuovere politiche pubbliche e private e iniziative internazionali di sensibilizzazione finalizzate a concretizzare gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, in particolare al punto 12.3 dove si prevede di dimezzare gli sprechi alimentari entro il 2030. Il Rapporto conferma con dati puntuali il forte collegamento fra abitudini di consumo, spreco alimentare e diete sane, sostenibili e tradizionali come la Dieta mediterranea. Aumentare la consapevolezza dei cittadini e delle istituzioni in tutto il mondo permette di promuovere un’alimentazione sana e sostenibile, com’è appunto la Dieta Mediterranea, e di prevenire e ridurre lo spreco alimentare a livello domestico. Anche il consumo e la cucina domestica permettono di ridurre lo spreco: chi è abituato a mangiare fuori spreca di più in casa. Sono questioni che i cittadini ma anche e soprattutto le governance del pianeta devono adesso affrontare in modo strutturale».

E osserva il Direttore scientifico Ipsos, Enzo Risso: «L’edizione 2022 dell’osservatorio non solo si è ampliata, ma ha voluto anche toccare Paesi di quasi tutti i continenti, per iniziare a realizzare una mappa globale dello spreco alimentare nelle diverse culture. In particolare si è osservato in che modo e in che forme la cultura culinaria di ogni paese incide sullo spreco. Così abbiamo l’Italia che con Germania, Spagna e Gran Bretagna guida la classifica dello spreco di frutta. Il Brasile, invece, svetta nello spreco di cereali e riso cotti e di tuberi in generale. In Giappone, lo stile culinario porta a gettare maggiormente verdure, tuberi e cipolle. Pane fresco e frutta, infine, sono i prodotti che finiscono maggiormente nella spazzatura negli USA. Se un tempo si poteva dire Paese che vai usanza che trovi, oggi possiamo classificare i diversi paesi parafrasando il vecchio motto: Paese che vai spreco che trovi”.

Emergono intanto le prime anticipazioni del 2° Cross Country Waste Watcher International: è la frutta l’alimento più sprecato del pianeta, lo confermano i dati raccolti lo scorso agosto. In Italia gettiamo individualmente 30, 3 grammi di frutta alla settimana, segue l’insalata con una media di 26,4 grammi pro capite, e il pane fresco con 22,8 grammi. Ci superano però gli Stati Uniti, con 39,3 grammi a testa, la Germania con 35,3 e il Regno Unito che si attesta su uno spreco settimanale di 33,1 grammi a testa. In tema di spreco della frutta vanno meglio il Sudafrica (11,6 grammi) o la Francia (25, 8 grammi). E ancora, in Italia gettiamo ogni settimana 21 grammi di verdure e ben 22,8 grammi di tuberi, aglio e cipolle. Mentre altrove, nella nefasta “hit” degli alimenti più sprecati, entrano per esempio latte e yogurt (38,1 grammi settimanali negli Stati Uniti, 27,1 in Germania), o ancora gli affettati e salumi (21,6 grammi in Francia, 14,2 grammi settimanali in Giappone), ma anche riso e cereali che in Brasile si gettano per 27,2 grammi settimanali, o i cibi pronti che i giapponesi sprecano in misura media di 11,5 grammi settimanali.

Redazione Agenfood

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Agen Food è la nuova agenzia di stampa, formata da professionisti nel campo dell’informazione e della comunicazione, incentrata esclusivamente su temi relativi al food, all’industria agroalimentare e al suo indotto, all’enogastronomia e al connesso mondo del turismo.

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