skip to Main Content

Difesa del made in Italy e Biometano, Arborea alla conquista del Paese. Parla il Presidente Sequi

Tempo lettura: 7 minuti

(Agen Food) – Roma, 03 mar. – di Olga Iembo – L’uscita da un periodo difficile segnato dalla pandemia e la necessità di fare i conti con una evidente diminuzione del consumo di latte negli ultimi venti anni. Ma il Gruppo Arborea, terzo player nazionale nella produzione della preziosa materia prima, è pronto a ripartire, e punta alla conquista delle tavole di tutti gli italiani.

Fin da quando nasce la Cooperativa Arborea, nel 1956, a quando si espande acquisendo la locale Fattorie Girau, specializzata nel settore ovino e caprino, la toscana Caplac e Trentinalatte, l’obiettivo è trasmettere la propria identità orgogliosamente sarda, puntando su controllo e certificazione di filiera, sulla massima attenzione al benessere degli animali e a una produzione sostenibile anche con soluzioni tecnologiche ed impiantistiche all’avanguardia, sulla crescita e la formazione degli allevatori e, soprattutto, sulla tutela e la difesa del territorio.

La cooperazione e la crescita comune della Regione sono alla base della politica del Gruppo che, a tal fine, promuove e partecipa a numerosi progetti sul territorio: dall’educazione alimentare nelle scuole alla partnership con la clinica pediatrica Neonatale di Cagliari, dalla sponsorizzazione del Cagliari Calcio alla lavoro con la Scuola di Tifo del team, dal supporto alla rassegna annuale “Time In Jazz” fino al rivoluzionario Progetto Biometano che promette sorprese a breve. A parlare del Gruppo, dei suoi valori, delle sue aspirazioni e dei suoi nuovi progetti, è Remigio Sequi, Presidente della Cooperativa Latte Arborea.

Presidente Sequi, il Gruppo Arborea è il terzo player nazionale nella produzione di latte a lunga conservazione e leader nel comparto lattiero-caseario in Sardegna. E’ cresciuto sempre di più nel corso del tempo, ma come tutti ha dovuto fronteggiare due eventi eccezionali come la pandemia prima e la guerra alle porte di casa nostra adesso. Quali sono le problematiche maggiori che si sono presentate?  

“Le principali difficoltà del settore lattiero-caseario sono quelle riguardanti l’aumento dei costi dell’energia e delle materie prime. Un rialzo determinato dal periodo delicato che stiamo vivendo, pieno di incertezze. Le difficoltà di questo momento storico si sono tradotte in un calo di produzione per Arborea, che ha portato ad un taglio di alcune referenze non a brand. Per fronteggiare questo scenario, a ottobre, il CDA di Arborea ha presentato un piano industriale quinquennale, che consentirà di portare la remunerazione del latte a 0,60€ (litro latte IVA compresa) per i soci conferitori già dal 2023, un segnale importante della nostra vicinanza ai Soci in questo momento difficile”.

Il latte e i suoi derivati sono alimenti cardine della dieta mediterranea e dunque fortemente raccomandati. Ma gli italiani consumano meno latte di quanto esplicitamente consigliato in un apposito Decalogo del Ministero della Salute – la media pro capite è di 115 ml al giorno, contro i 375 suggerite dalle linee guida ministeriali -, e più in generale il consumo si è notevolmente ridotto negli ultimi anni. Quali sono le cause, e come si possono contrastare?

“Una delle cause può essere riscontrata nelle fake news che da anni investono il mondo del latte e dei suoi derivati. Tante volte abbiamo sentito dire che bere latte per gli adulti è innaturale, che la pastorizzazione uccide i fermenti lattici dello yogurt, che i grassi del latte favoriscono le malattie cardiovascolari. Si tratta di notizie false, più volte smentite da campagne di sensibilizzazione. L’informazione è un tema fondamentale per l’alimentazione e deve essere preso con la massima serietà, precisione, senso di responsabilità e, soprattutto, senza diffondere allarmismi infondati”.

A proposito di educazione alimentare, da diversi anni collaborate con il mondo della scuola e, in virtù di un protocollo scolastico regionale, inviate esperti di alimentazione nelle classi delle scuole primarie per parlare ai bambini di come si cresca meglio mangiando con consapevolezza. L’idea potrebbe espandersi a livello nazionale, avete pensato a un’interazione in tal senso con i Ministeri competenti?

Siamo orgogliosi dei nostri progetti di educazione nelle scuole, che abbiamo portato avanti per decenni. Abbiamo dovuto mettere queste attività in stand-by a causa della pandemia, ma contiamo di ripartire al più presto”.

Ci parli del fenomeno del falso made in Italy che ha un giro d’affari miliardario. Quanto è serio il problema e come si deve affrontare?

“Il fenomeno del falso Made in Italy attanaglia diversi settori, da quello della moda a dell’elettronica, ma è il settore alimentare ad essere in testa alla classifica dei prodotti più copiati. Nella classifica stilata da Coldiretti durante lo scorso anno, in cima vi sono infatti i formaggi. Il problema è molto serio – basti pensare che negli USA il fenomeno dell’italian sounding ha raggiunto un valore di 40 miliardi di Euro. È necessario uno stop a questo giro d’affari e alla contraffazione alimentare e mi trovo d’accordo quindi con Coldiretti, che chiede venga posto un freno all’agropirateria.
Nel mercato export, noi di Arborea proponiamo sempre prodotti – come il burro e la panna – da associare a ricette tipiche italiane, come il tiramisù, con l’intento di preservare la nostra tradizione culinaria e diffonderne il valore”.

Con l’insediamento dell’ultimo Governo avete dei nuovi interlocutori. Le principali questioni che portereste alla loro attenzione?

“Una delle questioni su cui da molti anni chiediamo attenzione in quanto azienda di riferimento della Sardegna è la questione dell’insularità, che per noi è soprattutto uno svantaggio. Uno dei gap che frenano lo sviluppo economico è sicuramente quello dei trasporti: siamo l’unica regione a non avere autostrade, ad avere una rete ferroviaria pensata durante l’Unità d’Italia e a essere continuamente “schiavi” di collegamenti aerei che, nonostante la continuità territoriale, oggi ci sono ma che domani non possono essere programmati. È dunque necessario, anche per quel che riguarda lo scambio delle merci tra Sardegna, Penisola e resto del mondo, che si attui in tempi brevi una vera rivoluzione dei trasporti con un piano infrastrutturale ormai non più rinviabile. Un secondo problema è quello dell’assenza del metano, anche questo un record tutto sardo. Noi di Arborea negli ultimi anni stiamo cercando di fare la nostra parte, almeno a livello aziendale, con un innovativo progetto legato al biometano”.  

Arborea adotta buone prassi per la tutela del territorio e vanta in tal senso relative certificazioni, che ritiene fondamentali nella caratterizzazione di un prodotto di qualità sempre riconoscibile, quali sono? Il Progetto Biometano si inserisce in questo contesto, di cosa si tratta?

“Grazie al nostro impegno, possiamo vantare di certificazioni su diverse tematiche, come ad esempio la Certificazione sul sistema gestione sicurezza e salute sul luogo di lavoro (UNI ISO 45001 · 2018) e la Certificazione del Benessere animale in allevamento (UNI ISO 14001 · 2015). Sul tema a novembre scorso abbiamo anche diffuso i risultati della nostra collaborazione con il dipartimento di Agraria dell’Università di Sassari per il Progetto Climalat, nato per studiare gli effetti delle ondate di calore sulle mandrie e sulla produzione di latte e per individuare le migliori strategie atte a rafforzare le condizioni di benessere animale in presenza di eventi metereologici eccezionali, come le elevate temperature. In relazione al progetto biometano al momento posso dire che stiamo finalizzando un appalto per la costruzione di un impianto dedicato con l’utilizzo dei reflui zootecnici per ridurre la quantità di azoto nei terreni che sarà oggetto di un’apposita comunicazione che condivideremo nei prossimi mesi. Altri temi per noi fondamentali sono quelli della sostenibilità (che intendiamo a 360 gradi), e degli investimenti in formazione. Come per la questione metano, noi di Arborea facciamo la nostra parte parlando di alimentazione nelle scuole, ma auspichiamo che la formazione e la crescita professionale diventino priorità delle agende politiche”.

Presidente, di recente lei ha fatto cenno a un piano industriale quinquennale che prevede prioritariamente un’importante valorizzazione del brand e delle produzioni. Qualche anticipazione?

“Con il piano industriale quinquennale presentato a ottobre, la società punta a raggiungere un maggior fatturato e soprattutto una giusta remunerazione ai nostri soci del latte conferito, l’obiettivo è quello di erogare un prezzo di 0,60€ litro IVA compresa. Abbiamo previsto nel piano industriale investimenti per 25 milioni in tecnologia con risparmi importanti di natura energetica, investimenti nel fotovoltaico e miglioramenti in termini di efficienza e controllo della qualità. La qualità dei prodotti Arborea e l’enorme potenziale di sviluppo in termini distributivi, soprattutto in Penisola, rappresentano i due presupposti alla base delle nostre prospettive di crescita, con cui puntiamo ad una crescita di fatturato in Penisola. Il nuovo piano industriale favorisce un meccanismo premiante per un aumento della produzione del latte alla stalla, atto a supportare le vendite in aumento nei mercati presidiati”.

Per questa prossima sfida è prevista, a breve, la partenza di una nuova campagna di comunicazione nazionale di brand, affidata alla McCann Worldgroup Italy, ed a Daniele Cobianchi, CEO McCann Worldgroup Italy e President Mediabrands Italy, che vogliamo chiedere: il binomio Gruppo Arborea-McCann torna dopo una precedente proficua collaborazione, adesso quali nuove strategie saranno messe in campo?

“Il nostro è un percorso iniziato insieme nel 2011 quando abbiamo lavorato alla strategia di brand di Arborea individuando una chiave distintiva rispetto al mercato locale con ottimi risultati per la marca. La nostra collaborazione riprende ora per continuare nel percorso di crescita e valorizzazione del brand. Obiettivo comune sarà identificare la nuova strategia di comunicazione partendo dalle nuove “regole del gioco” del settore alimentare per costruire un nuovo posizionamento che aiuti Arborea nella sua espansione su tutto il territorio nazionale. In Sardegna il brand ha una forte identità, noi abbiamo l’ambizioso obiettivo di portare la qualità, l’affidabilità e la bontà dei prodotti Arborea nelle tavole di tutti gli italiani”.

Redazione Agenfood

Agen Food è la nuova agenzia di stampa, formata da professionisti nel campo dell’informazione e della comunicazione, incentrata esclusivamente su temi relativi al food, all’industria agroalimentare e al suo indotto, all’enogastronomia e al connesso mondo del turismo.

Agenfood
Back To Top
×