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Parla il Presidente del Consorzio Grana Padano: “La Dop più consumata al mondo, ma imitazioni più vendute dell’originale con un danno enorme”

Tempo lettura: 9 minuti

(Agen Food) – Desenzano del Garda (BS), 23 feb. – di Olga Iembo – “Quasi un millennio di tradizione custodito con cura”, così recita la presentazione del formaggio italiano più conosciuto al mondo, il Grana Padano.

La storia narra che il formaggio grana della Pianura Padana sia nato attorno al 1135 fra le storiche mura di pietra dell’Abbazia di Chiaravalle, oggi situata nel Parco Agricolo Sud di Milano. Qui, in caldaie all’interno del monastero, antenato di un moderno caseificio, fu ideato dai monaci un processo di caseificazione di un formaggio duro e destinato a migliorare con il tempo attraverso la stagionatura. I monaci lo chiamarono caseus vetus, formaggio vecchio.

Un concentrato di latte: per farne 100 grammi occorrono 1,5 litri di latte fresco proveniente dalla Pianura Padana. La zona di produzione comprende 34 province in cinque Regioni: Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Trentino Alto Adige – fa parte della DOP anche la Trentingrana, che è sostanzialmente un Grana Padano prodotto nella provincia autonoma di Trento-. Sano e buono dall’inizio alla fine di ogni forma compresa la crosta, che può essere mangiata e il cui uso in alcune ricette è addirittura previsto.

Il Consorzio Tutela Grana Padano nasce con la stesura dello Statuto stipulato e depositato a Lodi il 18 giugno 1954 e, da oltre sessant’anni, riunisce produttori, stagionatori e commercianti per garantire il rispetto della ricetta tradizionale e la sua alta qualità riconoscibile e ritrovabile in ogni singola forma. Il 24 aprile 2002 un decreto del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali riconosce al Consorzio le funzioni di tutela, promozione, valorizzazione, informazione del consumatore e cura generale degli interessi relativi a Grana Padano nella sua natura di prodotto DOP, ovvero a Denominazione di Origine Protetta.

Col tempo Grana Padano si è imposto all’attenzione del mondo, come racconta Renato Zaghini, Presidente del Consorzio.

Presidente Zaghini parliamo del Consorzio che ha funzione di promozione e tutela, indispensabile considerata la prepotente diffusione del fenomeno dell’Italian sounding nel mondo. Quanto costano ai vostri produttori l’attività di contraffazione, l’uso improprio della denominazione e altri illeciti? E come contrastarli?

“Dare una risposta esatta a questa domanda non è semplice. In quanto tale, l’agropirateria sfugge infatti da stime certe ed ufficiali. Mancando la tracciabilità che appartiene al sistema dei prodotti a denominazione geografica, come è la nostra DOP, mancano dati puntuali sulla produzione, sulla diffusione e sulle vendite. Quello che possiamo dire è che, insieme ad altri formaggi DOP italiani, il Grana Padano è tra quelli maggiormente colpiti dalla prolificazione delle copie e che addirittura le imitazioni vendute avrebbero superato quella degli originali come nel caso del ‘reggianito’ argentino diffuso in tutti i continenti. Coldiretti, che svolge una encomiabile attività di elaborazione del fenomeno della contraffazione, stima che nel mondo il valore dell’Italian sounding agroalimentare nel suo complesso sia salito a 120 miliardi di euro. Se pensate che il valore al consumo nel 2023 di Grana Padano ha superato i 3 miliardi di euro, fate un po’ i vostri conti sul potenziale danno che subiscono i nostri caseifici che per altro stanno dimostrando una forte propensione verso l’export, visto che ormai quasi il 50% del Grana Padano finisce sugli scaffali di tutto il mondo con un fatturato al consumo di 1,9 mld di euro, superiore di quello in Italia che pur ha raggiunto nel 2023 1,8 mld di euro.

Il modo migliore di contrastare il fenomeno – oltre quello di denunciare gli illeciti quando vengono scoperti e di sollecitare i governanti a fare in modo che le nostre produzioni siano riconosciute in tutto i paesi dove esistono accordi di scambio – è continuare a fare quello che facciamo da quasi un millennio producendo un’eccellenza con maestria, onestà e passione e con materie prime di prima qualità. Il risultato è evidente, Grana Padano non è soltanto la DOP più consumata al mondo, ma anche la più imitata e per quanto ci riguarda il motivo è perché siamo considerati nella categoria i migliori nel rapporto qualità/prezzo e facciamo un prodotto più buono, più sano e garantito rispetto ai nostri volgari cloni”.

Grana Padano è un prodotto buono e sano, “un concentrato di latte” non a caso scelto da tanti consumatori, anche per via del suo prezzo più contenuto rispetto ad altri prodotti analoghi.  Di recente, però, lei ha avuto modo di rilevare che la crescita dei consumi domestici ha rallentato. E’ per via della difficile congiuntura che abbiamo attraversato e da cui non siamo ancora usciti? Come ha inciso sui vostri prezzi?

“Gli ultimi dati di cui disponiamo ci dicono che il fatturato è cresciuto per effetto dell’incremento dei prezzi, ma anche i consumi di Grana Padano sono aumentati nel 2023. In particolare, riscontriamo per il 2023 un incremento complessivo dei volumi di mercato al 3,5% di cui quasi il +6% per le esportazioni rispetto al 2022.

A novembre vedevano una crescita dei consumi in Italia dell’1,6%, con uno share che lo conferma leader nel retail e assoluto e una crescita nell’Ho.Re.Ca di oltre il 14% in volume e del 22% in valore. I consumi all’estero, che fanno invece prevedere un incremento vicino al 6% ulteriore, come ho già detto, sono trainati da una forte spinta del grattugiato. Ci tengo comunque a dire che per il sistema Grana Padano è fondamentale mantenere saldo il rapporto tra produzioni e consumi, secondo la logica del Piano Produttivo, strumento introdotto proprio dal Consorzio circa una ventina di anni fa. Se vogliamo mantenere questo delicato rapporto tra quanto si produce, quanto il mercato consuma e il valore remunerativo alla produzione occorre regolare gli interventi ed evitare di perdere di vista l’equilibrio. Il Piano Produttivo che adottiamo consente di ritrovarlo ed evita che una coperta tirata troppo da una parte rischi di lasciare tutti al freddo”.

Altri temi fondamentali in questo settore e ormai imprescindibili per tutti: benessere animale e sostenibilità ambientale

“Il ‘sistema Grana Padano DOP’, da sempre, pone grande attenzione alla qualità della produzione ed alle modalità con le quali si opera quotidianamente per offrire tale qualità, garantendo al consumatore un prodotto sano e genuino. La qualità non si costruisce da un giorno all’altro, ma si ottiene investendo costantemente impegno e risorse nella ricerca e nell’applicazione di azioni che rispettino le norme vigenti in materia e i criteri di sostenibilità ambientale, sociale ed economica. Le 4.000 stalle che conferiscono latte ai caseifici produttori di Grana Padano DOP lo sanno, ed il Consorzio di Tutela pone grande attenzione a questo fattore di sensibilità e rispetto, chiedendo con decisione ai caseifici consorziati di raccomandare alle stalle conferenti comportamenti rispettosi del benessere animale e procedure di produzione virtuose. Anche perché non dimentichiamoci che una vacca da latte curata e quindi sana produce un latte migliore sotto ogni profilo, anche da quello caseario. È quindi interesse di ogni produttore capace e intelligente prestare estrema attenzione al proprio allevamento a tutela della propria attività e, soprattutto, a garanzia del consumatore. Sostenibilità è un altro tema che assume per noi il medesimo valore della qualità. Non è per il Consorzio un fattore di marketing, nè uno slogan, ma un elemento che appartiene al DNA del Grana Padano che nasce come ricetta volta ad evitare lo spreco del latte. Tanto è vero che l’impegno dei Consorziati a rendere il proprio sistema sempre più sostenibile si concretizza in investimenti importanti volti a migliorare l’intero processo di produzione che coinvolge la filiera. Anche grazie al PNRR e ai Bandi indetti dal MASAF, potremmo presto realizzare investimenti di oltre 200 milioni di euro che consentiranno di limitare ulteriormente sprechi e di ridurre la cosiddetta ‘impronta ambientale’ della filiera”.

Diamo un po’ di numeri. Grana Padano: 5.456.349 forme totali prodotte nel 2023, da 141 caseifici produttori, per circa 50.000 addetti. Come sono cambiati questi numeri nel corso del tempo?

“Alcuni dati che amo sempre ricordare anche a me stesso:  Nel 1996 si producevano 3.600.000 forme marchiate. Dieci anni dopo, nel 2006 le forme marchiate passano a 4.356.881. Nel 2023 abbiamo raggiunto un totale di 5.456.349 forme. Nel 1996 esportavamo 351.704 forme nel mondo. Nel 2005 abbiamo oltrepassato il tetto del milione di forme esportate con un valore pari a 1.002.007. Nel 2022 siamo a 2.363.706 di forme destinate all’estero”.

Grana Padano, dunque, è il prodotto Dop più esportato al mondo: 2.363.706 forme nel 2022, dopo un 2021 che già aveva fatto registrare un aumento record. Quali i numeri del 2023, per quale indotto, e quali sono i paesi in cui esportate di più?

“Del Consorzio Tutela Grana Padano oggi fanno parte 129 aziende di lavorazione, che gestiscono 137 caseifici produttivi, 149 stagionatori e 200 preconfezionatori. Nel 2023 sono state lavorate 5.456.500 forme con un aumento del 4,69% rispetto all’anno precedente. Nel 2022 la produzione è stata di 5.212.103 forme, pari a 202.051,4 tonnellate, trasformando circa 2,760 milioni di tonnellate di latte munto in 3.835 stalle. L’intera filiera produttiva del prodotto a denominazione d’origine protetta più consumato nel mondo conta così su 50mila persone coinvolte. In crescita anche l’export, che nel 2022 ha segnato un +6,19% rispetto al 2021 con 2.363.706 forme esportate, pari a circa il 47% del totale delle forme marchiate. Nel 2022 la produzione lorda vendibile di formaggio stagionato alla consegna franco punto vendita è stata di 1,7 miliardi di euro, che al consumo è salita a 3,2 miliardi di euro, di cui 1.550.000.000 in Italia e 1.650.000.000 all’estero. Queste performance lo rendono il formaggio DOP più consumato nel mondo, come ribadiscono i dati disponibili dell’export, relativi ai primi dieci mesi del 2023, che vedono un aumento complessivo del 6,44% per un totale di 2.068.000 forme esportate, superando così la soglia dei 2 milioni di forme consumate oltreconfine. Con uno sguardo ai vari mercati nazionali, la Germania conferma la sua leadership per il Grana Padano all’estero con 504.528 forme e ha doppiato la Francia, al secondo posto con 247.308 forme. Al terzo posto seguono gli Stati Uniti con 163.118 forme, davanti alla Spagna con 121.719 forme, che ha così superato il Regno Unito con 117.571 forme, tallonato dalla Svizzera con 115.972 forme. Settimo in graduatoria è il Belgio con 87.158 forme, seguito dai Paesi Bassi con 82.255 forme, dall’Austria, nona con 64.310 forme, e dalla Svezia, che chiude la top ten con 53.623 forme. Se il trend sull’export venisse confermato dalle vendite nell’ultimo bimestre la crescita dei consumi globali, composta dall’estero più l’Italia, si avvicinerebbe al 4%. Considerando, inoltre, un incremento dei prezzi al dettaglio di Grana Padano superiore al trend dell’inflazione, l’incremento della spesa mondiale di Grana Padano sarebbe di circa il 15%. Un risultato in controtendenza, quindi, con quello di altri settori del food che hanno visto crescere i volumi solo a fronte di crescita dei prezzi al consumo al di sotto il trend dell’inflazione, quindi a valori inferiori. Questo straordinario traguardo raggiunto da Grana Padano rappresenta un incoraggiante segnale per il futuro, perché denota un apprezzamento costante da parte dei consumatori in tutto il mondo e un ottimo rapporto qualità-prezzo del nostro formaggio”.

Quali strategie per ampliare diffusione e vendita, su cosa e su quali paesi punterete? A cominciare dall’importantissima partnership tra Grana Padano e Milano Cortina 2026…

“L’attività di marketing innovativa, introdotta dalla strategia messa a punto dalla società di consulenza Kpmg è risultata vincente e nel 2023 ha visto svilupparsi la stessa campagna con il claim ‘Grana Padano – Un’emozione italiana’ in Italia e sui principali mercati esteri, con un investimento di 40,3 milioni di euro. Continueremo su questa strada, pertanto, e la novità più saliente riguarda il budget per il 2024 che sale a 43,3 milioni, tre milioni in più del 2023 e ventuno dei quali destinati all’estero, e portando la crescita degli investimenti a +40% in cinque anni.

Importantissima la partnership con le Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026 che ci consente di consolidare un rapporto con il territorio e i concetti di benessere, salute, sana e corretta alimentazione legato allo sport. Ma anche tante altre attività sono importanti tra cui il sostegno alle iniziative culturali e sociali che realizziamo insieme a numerosi stakeholder di rilevanza internazionale anche grazie alla Fondazione Grana Padano, un ente che abbiamo fortemente voluto e costituito lo scorso anno e di cui siamo molto fieri”.

Redazione Agenfood

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