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Coldiretti: nubifragi e tromba d’aria sradicano ulivi secolari
(Agen Food) – Brindisi, 26 nov. – Ulivi sradicati e campi allagati in Puglia dopo il violento nubifragio e la tromba d’aria che si sono abbattuti nelle campagne, con gli ulivi anche secolari strappati dal vento, sradicati o spaccati in due, strutture e muretti ridotti in pezzi, canali esondati e distrutti dalla violenza dell’acqua e del vento. E ‘ quanto emerge dal monitoraggio della Coldiretti sugli effetti dell ondata di maltempo.
A pagare un conto salato in autunno – sottolinea la Coldiretti – è l’agricoltura con la raccolta delle olive in corso, mentre nei terreni sono maturi gli ortaggi autunnali e bisogna effettuare le tradizionali semine primaverile ostacolate dal maltempo. Il risultato – sottolinea la Coldiretti – è un conto dei danni che sale ad oltre 2 miliardi di euro nel 2021, tra perdite della produzione agricola regionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne. Alla perdita del raccolto stagionale infatti si aggiungono in molti casi danni destinati a durare nel tempo come per le piante divelte dalla furia delle acque per le quali – continua la Coldiretti – occorreranno anni prima che possano tornare a produrre.
Siamo di fronte – conclude la Coldiretti – alle conseguenze dei cambiamenti climatici anche in Puglia dove l’eccezionalità degli eventi atmosferici è ormai la norma, con una tendenza alla tropicalizzazione che si manifesta con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo.
“Il quadro è apocalittico. Vedere alberi di dimensioni notevoli sradicati e le campagne ridotte a campi di battaglia è desolante”, denuncia il presidente di Coldiretti Brindisi, Filippo De Miccolis. “E’ un disastro naturale incalcolabile che ha avuto come epicentro le campagne di Francavilla Fontana, per cui i nostri uffici si sono attivati per le verifiche in campo. Chiederemo di attivare le procedure per l’accertamento del danno di inusitata gravità e richiedere lo stato di calamità naturale, sburocratizzando il più possibile le procedure per ristorare tempestivamente gli agricoltori”.
L’assoluta mancanza di liquidità e le gravi situazioni debitorie che ne conseguiranno necessitano di interventi non riconducibili alle calamità ordinarie– conclude Coldiretti – bensì a strumenti straordinari che, oltre a dare sollievo economico alle imprese agricole, di cui in alcuni casi non si riconoscono più neppure i confini aziendali, dovranno prevedere urgenti opere di manutenzione per ripristinare il patrimonio produttivo, ricostruire le strutture aziendali e riprendere l’attività agricola.
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