(Agen Food) - Roma, 16 sett. - Ogni giorno facciamo scelte apparentemente automatiche: decidiamo cosa…

Just Hemp punta sul green: solo cannabis 100% biologica e certificata
(Agen Food) – Roma, 07 mar. – L’attenzione che i consumatori attribuiscono alla provenienza e all’impatto sull’ambiente dei prodotti che si utilizzano quotidianamente – dal cibo al beauty, dalle bevande all’abbigliamento – ha subito un netto incremento negli ultimi anni. Al giorno d’oggi sono ancora in pochi ad effettuare delle scelte basandosi esclusivamente sulla fiducia. I consumatori non si accontentano più delle sole parole, ma esigono massima trasparenza e dati verificabili, a cui si aggiunge un fattore imprescindibile: il rispetto dell’ecosistema. Dal canto loro le aziende forniscono informazioni sempre più dettagliate sull’origine delle materie prime e sul loro coinvolgimento nella tutela dell’ambiente, per garantire ai clienti una conoscenza a 360° di quello che si apprestano a consumare.
Di questo scenario sono consapevoli Francesco Garassino e Giorgio De Angelis, giovani founder del delivery di cannabis light Just Hemp, un e-commerce innovativo nel settore, nato del 2018, su cui è possibile acquistare prodotti con un basso contenuto di Thc, privi di effetti stupefacenti, e avere con un clic la consegna a domicilio in un’ora su Roma e Milano. Consci di quanto il settore sia in costante crescita, i due soci hanno voluto differenziare il proprio servizio puntando su un prodotto proveniente da coltivazioni 100% Made in Italy, biologiche certificate e selezionate con cura.
Garantire la provenienza del prodotto e assicurare il basso impatto sull’ambiente è infatti una delle prerogative di Just Hump, che propone soltanto cannabis light derivata da infiorescenze e sementi 100% biologiche e certificate, interamente prodotte in Italia, così da permettere un maggiore controllo e tracciamento della filiera a partire dal territorio in cui viene coltivato il fiore. Del resto i dati relativi al 2021 descrivono in maniera puntuale lo stato del settore: il consumo di prodotti biologici in Italia continua a crescere, con vendite di circa 4,6 miliardi di euro registrate nel 2021, con un aumento del 5% rispetto al 2020. L’89% degli italiani ha acquistato almeno un prodotto biologico nell’ultimo anno, contro il 74% di cinque anni fa, pari a 23 milioni di famiglie italiane, 10 milioni in più rispetto al 2012.
Questi dati risultano particolarmente significativi se confrontati con quelli inerenti l’acquisto di cannabis legale in Italia, secondo paese in Europa dopo la Francia. Coltivare cannabis, infatti, fa bene all’ambiente, ma anche all’economia. Nel 2020 l’intero mercato è valso 200 milioni di euro, contro i 150 milioni del 2018. Le previsioni lasciano ben sperare sullo sviluppo del settore nei prossimi anni, considerato l’aumento dei terreni destinati a queste coltivazioni e il crescente interesse per i prodotti a base di canapa (farmaci, cosmesi, food, packaging, edilizia e design). Il mercato della cannabis potrebbe infatti arrivare a un valore di 123 miliardi di euro entro il 2028.
Del resto l’impiego di questa pianta in numerosi settori dell’industria coinvolge una filiera produttiva in cui partecipano numerosi attori, dai coltivatori ai chimici, dai commercianti ai tecnici, fino agli imprenditori. Ciò rappresenta un’opportunità per l’economia nazionale, grazie alla nascita di nuovi posti di lavoro e professionalità sempre più specializzate. Un ruolo da protagonisti spetta ai giovani: sono proprio loro infatti il motore dello sviluppo del settore, avendone intuito le potenzialità e portando avanti scelte imprenditoriali coraggiose che, esattamente come Just Hemp, creano posti di lavoro e danno una spinta all’economia.
A confermare ulteriormente la centralità che l’intero settore sta conquistando nel dibattito pubblico, ha contribuito la raccolta firme per il referendum sulla depenalizzazione della detenzione di cannabis e della coltivazione per uso personale, che prevederebbe la cancellazione delle pene (carcere da 2 a 6 anni e multe da 26mila a 260mila euro) e della sanzione amministrativa della sospensione della patente. L’interesse dell’opinione pubblica nei confronti del tema, ancora controverso e tabù, è un chiaro indicatore della volontà di restituire dignità a questa materia prima, riconoscendone i pregi e ridimensionando la sua associazione all’illegalità e agli effetti stupefacenti.
Il metodo di coltivazione della cannabis prevede che le piante crescano nel modo più naturale possibile, preservando l’ambiente circostante e riducendo al minimo necessario l’intervento umano. Si tratta di una pianta forte e resistente, dalle enormi capacità adattive, anche dal punto di vista climatico. La coltura biologica non include l’utilizzo di fertilizzanti, pesticidi, insetticidi o altri composti chimici dannosi per il terreno e per l’acqua ma sfrutta i meccanismi naturali dei microrganismi presenti nel letame e nel compost, che interagiscono con la pianta instaurando una relazione di reciproco scambio da cui entrambi ricavano benefici. Questi organismi migliorano naturalmente la fertilità del suolo e permettono di ottenere tutti i nutrienti necessari alla pianta per svilupparsi. Gli erbicidi, utilizzati generalmente per combattere le piante infestanti, sono sostituiti con piante frangivento – in grado di arginare l’invasione dei campi da parte di altre specie – o metodi alternativi come il diserbo meccanico o termico. E’ importante sapere, inoltre, che la canapa costituisce un ottimo “ingrediente” per il terreno, utile per favorire la rigenerazione ambientale. La pianta, infatti, riduce al minimo le erosioni del suolo e allo stesso tempo lo bonifica, grazie al gambo e alle foglie ricche di nutritivi che rinnovano e mantengono fertile il terreno anche per le colture successive.
Questo tipo di coltivazione non accelera i tempi naturali di crescita, ma dà alla pianta il tempo necessario per assorbire tutti i nutrienti dal terreno e sviluppare così al meglio tutte le sue proprietà, sempre più richieste nei settori dell’abbigliamento, del beauty e perfino dell’edilizia.
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