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Terraviva, Pomodoro Piennolo del Vesuvio DOP: tradizione nella trasformazione
(Agen Food) – Monsummano Terme (PT), 06 nov. – di Claudia Pollara– TerraViva è un’azienda giovane, dislocata all’interno del Parco Nazionale del Vesuvio. Costituita da circa 45 ettari totali, è ubicata ai piedi del Monte Somma, l’antico cratere del vulcano. Le coltivazioni si estendono sui terreni dove sono presenti le sorgenti dell’Olivella che, per la loro natura, sono uniche in tutto il Parco Nazionale del Vesuvio, oltre alle sorgenti Chiatanelle, nascoste dal verde della montagna. Il Pomodorino del Piennolo del Vesuvio DOP è un frutto che – oltre a derivare da una peculiarità genetica – è il risultato di un metodo di coltivazione sottoposto a un rigido disciplinare, collegato alla Denominazione di Origine Protetta (DOP).
Giannina Manfellotto, titolare di TerraViva, l’azienda di famiglia fondata dal nonno Raffaele e oggi guidata da Giannina e i fratelli Raffaele e Anna, riferisce che la campagna del pomodoro Piennolo del Vesuvio DOP è andata bene, grazie al clima favorevole. Ci saranno sui mercati volumi ragguardevoli, grazie all’incremento dei terreni investiti da 23 a 35 ettari nell’ottica anche della lavorazione del piennolo fresco. L’obiettivo è portare avanti una tradizione tipica del territorio: la procedura di conservazione del piennolo fresco parte dalla raccolta e conservazione del pomodoro fresco in un luogo fresco e asciutto, successivamente i pomodori vengono appesi su spago, in grappoli dal peso di circa 1,5 chilogrammi.
Le peculiarità del “Pomodorino del Piennolo del Vesuvio DOP” sono: la elevata consistenza della buccia, la forza di attaccatura al peduncolo, l’alta concentrazione di zuccheri, acidi e altri solidi solubili che lo rendono un prodotto a lunga conservazione, durante la quale nessuna delle sue qualità organolettiche subisce alterazioni. Il conservato fresco al piennolo ha le seguenti caratteristiche: colore della buccia rosso scuro, polpa di buona consistenza di colore rosso, sapore intenso e vivace.
Tra gli aspetti di questo particolare pomodoro da tutelare c’è l’antica pratica di conservazione “al piennolo”, cioè una caratteristica tecnica di legare fra di loro alcuni grappoli o “scocche” di pomodorini maturi, fino a formare un grande grappolo che può essere consumato fino al termine dell’inverno. Infatti nel corso dei mesi il pomodorino, pur perdendo il suo turgore, assume un sapore unico e delizioso. Tra le novità di prodotto anche la lavorazione del pomodoro del Piennolo semi-dry, che si lascia essiccare al sole per sei ore, in modo da conservare tutto il sapore del pomodoro fresco.
Nei mesi di aprile maggio e giugno inizia la nuova produzione che solitamente viene ordinata in pre-campagna dai nostri clienti storici. Si trasforma Pomodorino del Piennolo DOP rosso, ma anche varietà di colore giallo, che però non possono fregiarsi della Denominazione di Origine Protetta. Queste sono destinate principalmente per il canale horeca, in particolare pizzerie di fascia alta.
Nel mese di ottobre fino a inverno inoltrato, invece, comincia la trasformazione – a grande richiesta dai mercati esteri (Spagna, Usa, Germania) – dei friarielli sottolio (non in aceto), semplicemente scottati a vapore. Vengono conservati in vaso di vetro con olio extra vergine d’oliva in formato da 1 kg per la ristorazione e per i negozi specializzati. Le cimette con le foglie più tenere vengono condite con olio, aglio e peperoncino. Dapprima utilizzati solo in Campania, i friarielli sono oggi diventati un must non solo per farcire pizze dal sapore autentico in Italia, ma anche all’estero.
