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Antica distilleria Petrone: limoncello curato in mare 12 mesi
(Agen Food) – Mondragone (Ce), 12 ott. – di Claudia Pollara – L’immersione è avvenuta a Napoli, nelle acque del porticciolo di Santa Lucia, poco distante dal celebre Castel dell’Ovo. È stata immersa in mare una cassa contenente 450 bottiglie di limoncello dell’Antica Distilleria Petrone. Una volta riportato in superficie, verrà sottoposto a un programma di ricerca effettuato dal Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, che valuterà gli effetti della permanenza subacquea sulla maturazione dei distillati.
Siamo a Mondragone, sul litorale casertano, località dove, su circa 8 ettari di terreni, l’azienda coltiva limoni naturali destinati alla trasformazione in un’ampia varietà di articoli. Nel 1975, l’azienda si trasformò in un liquorificio, creando infusi per l’epoca innovativi. In anni in cui gli Anici e i Rum andavano per la maggiore, i Petrone puntarono sui rosoli e, in particolare, sul limoncello. Negli anni ’90, poi, arrivarono le creme di liquore e tanto altro. Oggi i prodotti dell’azienda vanno dal pluripremiato limoncello all’Elixir Falernum, alle creme o all’AmaRè fino alla Guappa, primo e unico liquore a base di latte di bufala e brandy, invecchiato 3 anni. Il prodotto di punta è naturalmente il Limoncello e poi, nell’ordine, Guappa, AmaRè e le Creme di Liquore alla frutta.
Andrea Petrone, CEO dell’Antica Distilleria, sottolinea che l’immersione è per ottenere un pregiato limoncello prodotto dalle storiche limonaie locali, dove è vietato trattare i limoni, proprio perché dalla loro buccia si ottiene un liquore aromatico inconfondibile. Studi scientifici effettuati in precedenza sull’Elixir Falernum, hanno dimostrato che l’affinamento sottomarino conferisce al liquore una densità maggiore, aromi e sentori più spiccati.
Nella produzione del limoncello Antica Distilleria non ha scisso la tradizione dall’innovazione: il limoncello, ad esempio, è tuttora prodotto dalla sola infusione in alcool di bucce di limoni provenienti dalla piantagione aziendale, situata in una cava di tufo naturale. La pietra tufacea conferisce al limone degli oli essenziali che rendono il prodotto unico e diverso dagli altri della stessa tipologia. Dunque solo erbe aromatiche e agrumi senza aggiunta di aromi artificiali o coloranti. Per l’affinamento in mare del liquore simbolo della Campania e dell’intera Italia è stato scelto il tratto di Castel dell’Ovo. Il liquore resterà per circa un anno a 15 metri di profondità, dove maturerà cullato dalle correnti marine, a temperatura costante, al completo riparo dalle fasi lunari e in assenza di luce e ossigeno.
Questa prima immersione dei liquori nel golfo di Napoli ha anche un’impronta sociale. Sono stati coinvolti l’ArcheoClub d’Italia e i ragazzi dell’Area Penale di Napoli che partecipano al progetto MareNostrum e Bust Busters. Rosario Santonastasio, presidente nazionale Archeoclub d’Italia, commenta che grazie al progetto Bust Busters i partecipanti hanno seguito corsi di immersione subacquea, ma anche corsi di teoria attraverso i quali hanno conosciuto il patrimonio geologico, ambientale, storico. Dunque una giornata memorabile che ha unito il sociale alla ricerca scientifica.
