(Agen Food) – Roma, 02 set. - Il ragù napoletano non è soltanto una ricetta…

La pausa pranzo secondo Misale: a Milano il gusto si prende il suo tempo, anche quando è poco
(Agen Food) Milano, 02 set. – Una pausa pranzo capace di sorprendere il palato senza allungare la giornata lavorativa. È questa la proposta di Misale, il ristorante di via Alfonso Lamarmora 38, che porta nel cuore di Milano una cucina regionale italiana interpretata con tecnica, sensibilità contemporanea e grande attenzione alla stagionalità. In una città dove il pranzo è spesso sinonimo di velocità, Misale offre un’alternativa pensata per chi desidera mangiare bene senza rinunciare all’efficienza.
Tra le proposte principali c’è la focaccia del giorno, le cui preparazioni variano a seconda dell’ispirazione e delle materie prime scelte dallo chef, insieme a piatti leggeri sempre equilibrati dall’abbinamento tra verdure e proteine, e grandi icone della tradizione come pane e ragù, pensati per trasformare anche una pausa veloce in un momento di autentico piacere. È proprio la scarpetta a diventare il gesto che racconta l’identità di Misale: il finale naturale di un pranzo gustoso che invita a non lasciare nulla nel piatto, simbolo di una cucina sincera, conviviale e profondamente italiana. Ad affiancare e valorizzare ogni portata, è l’accurata selezione dei vini che riflette la filosofia del locale, privilegiando etichette di piccoli produttori, sia italiani che internazionali.
Il richiamo alla tavola come luogo di incontro e condivisione si trova anche nel nome del locale che deriva dall’antico termine greco Misalion, che significa “tovaglia”. Una visione che prende forma in un ambiente essenziale dal carattere contemporaneo, pop ed accogliente, dove ogni dettaglio è pensato per offrire un’esperienza autentica e rilassata. Più che stupire con effetti speciali, Misale costruisce un rapporto di fiducia con i propri ospiti attraverso una cucina riconoscibile, concreta e curata, che mette il gusto al centro dei suoi piatti da assaporare fino in fondo.
