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L’acqua di fiori di arancio nella distilleria Guglielmi
(Agen Food) – Vallebona (IM), 04 ott. – di Pol. Cla. – Acqua di sciùra de citrùn è l’Acqua di fiori di arancio che deriva dalle coltivazioni di arancio amaro di Vallebona in Liguria. Usata per i dolci o bevuta per un effetto curativo, a Ventimiglia era ancora attiva fino a poco tempo fa la distilleria Vacca e la distilleria Postiglietto nei pressi di Bordighera.
Proprio a Vallebona nel 1856 la famiglia Guglielmi aveva una distilleria che chiuse all’inizio degli anni ’60.
Nel 2004 un giovane erede della famiglia Guglielmi, Pietro, ha deciso di riaprire la storica distilleria e riproporre l’acqua di fiori di arancio amaro insieme ad altri oli ed essenze.
Anche se l’estrazione dell’acqua di fiori di arancio ad oggi è molto limitata, in Vallebona si è adottato un nuovo procedimento riproponendo una antica tradizione artigiana sul territorio e storica per tutta la valle.
Pietro Guglielmi ha introdotto l’estrazione a vapore. Alla base del recipiente il vapore scorre verso l’alto attraversando la massa dei fiori, giunge in un condotto dove avviene la distillazione. In questo vaso fiorentino l’acqua sale verso l’alto e nel fondo deposita l’olio conosciuto e molto usato in cosmesi, l’olio di neroli. Per estrarre un chilogrammo questo olio servono una tonnellata di fiori, per due litri di acqua un chilogrammo.
La distilleria Guglielmi in Pietro Guglielmi incarna il recupero di un’eccellenza quasi estinta e anche la tenacia. Nel 2012 la produzione della distilleria è entrata come quinto presidio Slow Food nella provincia di Imperia.
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