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Erbe, spezie e identità territoriali: da Settimio un quattro mani per attraversare il Mediterraneo

(Agen Food) – Roma, 03 nov. – Il 6 novembre, alle ore 20:00 Settimo Panoramic Flavours of Rome, l’esclusivo rooftop del Sofitel Roma Villa Borghese, fa da cornice a un’inedita cena a quattro mani che vede protagonisti l’executive chef Giuseppe D’Alessio e Alessio Signorino, Head Chef di Terra, ristorante fine dining di Palazzo Tirso a Cagliari. Dall’incontro tra le rispettive visioni prende vita un racconto gastronomico tessuto su due diverse interpretazioni del Mediterraneo, accomunate dal rispetto per la materia prima e da un’autentica valorizzazione delle radici territoriali. Da questo connubio nasce un menu speciale e originale, che affiancherà la proposta à la carte di Settimo fino a domenica 15 novembre.

Affacciato sui tetti della Capitale, con lo sguardo che abbraccia il verde di Villa Borghese, le cupole ei monumenti che disegnano lo skyline della Città Eterna, Settimo Panoramica Flavors of Rome è molto più di un luogo in cui concedersi una serata speciale. È uno spazio in cui la cucina incontra il paesaggio e diventa uno strumento per esplorare territori, cultura e identità gastronomiche. In questa cornice sospesa tra cielo e città, venerdì 6 novembre alle ore 20:30 prende vita una cena a quattro mani che mette in relazione la cucina di Giuseppe D’Alessio, executive chef del Sofitel Roma Villa Borghese, e quella di Alessio Signorino, head chef del ristorante Terra di Palazzo Tirso MGallery a Cagliari. Due interpreti della cucina italiana contemporanea, uniti da una sensibilità comune verso la materia prima e da un’idea di cucina che trova nel territorio la propria origine e nella ricerca il modo di esprimerlo. Da una parte Roma e il Lazio, con il patrimonio di ricette, ingredienti e sapori che appartengono alla memoria gastronomica della Capitale; dall’altra la Sardegna, terra di mare, vegetazione spontanea e tradizioni antiche, che Signorino interpreta con uno sguardo personale, attento al gusto e alla stagionalità.

La cucina di Alessio Signorino nasce dal ricordo dei sapori familiari, dalle prime esperienze accanto al padre al mercato ortofrutticolo e dal legame con il mare della sua città, Cagliari. Un’identità che si è arricchita attraverso esperienze professionali di rilievo, maturate anche in importanti cucine nazionali e internazionali, tra le quali Geranium, Pont de Ferr di Matias Perdomo e l’Enoteca Pinchiorri, che oggi trova espressione in una proposta gastronomica profondamente radicata nella sua isola. Il rispetto dell’ingrediente, la ricerca dell’equilibrio e la volontà di esaltarne il gusto, senza snaturarlo, sono alcuni dei principi che contraddistinguono il suo approccio che porta nei piatti la freschezza, i profumi della macchia mediterranea e la forza identitaria della Sardegna.

Giuseppe D’Alessio, originario di Salerno, ha costruito il proprio percorso professionale attraverso esperienze in Italia e all’estero, maturando una formazione che lo ha portato anche nelle cucine di ristoranti stellati a Londra e in Francia. Arrivato a Roma nel 2004, dal 2011 è alla guida della cucina di Settimo, dove interpreta la tradizione gastronomica italiana con quel tocco di eleganza francese distintiva del brand Sofitel. Nella cornice romana di Settimo, il suo lavoro si confronta con un patrimonio gastronomico ricco di ingredienti e preparazioni identitarie, dalle verdure di stagione come i carciofi, fino alle erbe mediterranee che contribuiscono a definire il carattere di molti piatti della tradizione laziale. È proprio su queste affinità che si costruisce l’incontro tra i due chef, non una semplice successione di interpretazioni individuali, ma un confronto tra personalità capaci di riconoscersi in una comune cultura mediterranea. A rendere leggibile questo incontro è un elemento spesso discreto, ma in grado di imprimere un’identità profonda su un piatto: il profumo.

Erbe aromatiche e spezie diventano così la chiave di lettura di questo inedito menu a 4 mani , una trama sensoriale che accompagna gli ospiti dal Lazio alla Sardegna, restituendo attraverso aromi e fragranze il carattere dei luoghi e la memoria delle loro tradizioni. Da una parte Roma e il Lazio, con una cucina costruita su sapori riconoscibili e ingredienti stagionali; dall’altra la Sardegna, con il suo profumo di iodio e la vegetazione spontanea, in cui i profumi della macchia mediterranea si intrecciano con una cultura gastronomica profondamente legata alla natura, la terra e ai suoi ritmi. Un racconto che, attraverso il linguaggio silenzioso e potente degli aromi, parte dalle radici del Lazio, attraversa il Mediterraneo e approda in Sardegna, dimostrando come, a volte, basti una foglia, un fiore o una spezia per evocare un luogo e trasformare una cena in un viaggio.

IL MENU

Il menu si apre con tre assaggi che anticipano le coordinate di questo itinerario: il Cannolo croccante con mousse alla carbonara e tartufo, la T artelletta al burro con sale marino e bottarga e la Sfera di mozzarella con cuore di pomodoro. Tre piccoli racconti che si impongono prepotenti al naso. Il tartufo accompagna in una dimensione boschiva, mentre la bottarga rimanda immediatamente alla forza del mare e il pomodoro, infine, con la sua freschezza riporta a un ambiente solare che evoca la semplicità della tradizione mediterranea. Tra le note balsamiche dell’alloro, che imprime forza e profondità, e quelle vegetali del sedano rapa, si costruisce il sottile gioco di equilibrio tra il mare e la terra che contraddistingue l’antipasto, il Muggine arrosto, accompagnato da sedano rapa marinato e salsa all’alloro. Segui poi ilFusillo lungo ceci, sarde e fondo vegetale, che in perfetta coerenza narrativa mette in relazione gli elementi lasciando emergere la ricchezza del mondo vegetale e l’intensità delle note marine. Il secondo si apre a due diverse interpretazioni per andare a incontrare le preferenze degli amanti della carne o del pesce. Per chi ama il mare il menu propone la Variazione di Baccala Morro, Croccante e cremoso, puntarelle ed estratto di peperone di Pontecorvo e Aria di emulsione di baccalà al limone. Qui le note amaricanti delle puntarelle, quei dolci del peperone e infine le agrumate del limone contribuiscono ad esaltare il sapore del pesce, proposto in diverse consistenze, senza perdere la propria riconoscibilità. Per chi ama la terra la seconda proposta guarda alla tradizione romana con la Costoletta di agnello in crosta di patate e porcini, accompagnata da carciofo alla giudia e salsa alle erbe mediterranee. Il gioco delle chiavi aromatiche si manifesta in modo evidente in un piatto che diviene ritratto del territorio laziale. Il profumo dei porcini evoca il sottobosco mentre le erbe mediterranee ammansiscono la forza dell’agnello e il carciofo si impone come simbolo della cucina capitolina. A segnare il passaggio verso la conclusione di questo percorso, che unisce idealmente il Lazio alla Sardegna, sono ancora gli aromi della macchia mediterranea. Il pre-dessert, Mela verde, ricotta, pinoli e miele al rosmarino, accompagna delicatamente il palato verso il dolce finale, una Millefoglie con mandorla, zafferano e sorbetto alle pere. Qui, l’oro rosso della Sardegna, con il suo profumo intenso e le sue sfumature calde e avvolgenti, incontra la nota delicata della mandorla e la freschezza della pera. Una spezia preziosa, profondamente legata alla tradizione agricola dell’isola, che diventa il richiamo conclusivo alla Sardegna.L’esperienza non si esaurirà in una sola serata, il menu sarà infatti disponibile da Settimo anche per tutta la settimana successiva, offrendo agli ospiti l’opportunità di ritrovare il dialogo tra le cucine dei due chef nell’incanto del roof del Sofitel Roma Villa Borghese.

Redazione Agenfood

Redazione Agenfood

Agen Food è la nuova agenzia di stampa, formata da professionisti nel campo dell’informazione e della comunicazione, incentrata esclusivamente su temi relativi al food, all’industria agroalimentare e al suo indotto, all’enogastronomia e al connesso mondo del turismo.

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