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I vini di Elemento Indigeno a Vinitaly 2023
(Agen Food) – Verona, 04 apr. – Elemento Indigeno, il progetto di ricerca di Compagnia dei Caraibi dedicato all’universo enologico, torna a Verona dal 2 al 5 aprile, in occasione della più importante kermesse italiana dedicata al mondo del vino e dei distillati, portando in degustazione le etichette più rappresentative del catalogo che tocca tutti gli angoli del globo.
“Choose Your Taste” è il concept in scena a Vinitaly, che si fa portavoce dell’approccio inedito del brand: un’esplorazione del mondo vitivinicolo con una prospettiva del tutto originale, capace di travalicare confini territoriali, percezioni sensoriali, convenzioni e preconcetti radicati.
Un concetto espresso dall’innovativo progetto allestitivo, ispirato all’antica tradizione delle buchette fiorentine – le singolari aperture nei muri dei palazzi da cui veniva venduto il vino ai passanti in maniera discreta – rivisitata in chiave moderna. Una parte dello stand sarà infatti riservato alla degustazione alla cieca che avverrà attraverso una parete nera dotata di una singola apertura: l’ospite sarà invitato a “bere secondo gusto”, scegliendo tra 4 comandi riferiti ad altrettanti gusti: acido, sapido/minerale, amaricante/speziato, ossidativo. Un momento di assaggio decisamente interattivo che porta con sé tutti i valori di abbattimento del pregiudizio e rivalutazione dei sentimenti di scoperta ed esplorazione, alla base dell’identità del brand.
Anche la selezione dell’etichette in mostra sposa il concetto di contaminazione promosso da Elemento Indigeno: 10 i produttori inediti che entrano a far parte del catalogo, frutto degli ultimi viaggi di ricerca, di cui due provenienti dalla “culla del vino” per antonomasia, la Georgia: Chona’s Marani che produce vino naturale da generazioni e Tevza Winery, micro-realtà vinicola alle porte di Tbilisi. Numerosi i nuovi ingressi d’Oltralpe con Chateau de Cranne nella zona della Garonna, Domaine Alain Mathias dalla regione di Chablis, Boisson Vivante dal dipartimento della Touraine, Vinilibre dalla Loira atlantica, Vindiounella parte settentrionale della Valle del Rodano. Dalle varietà autoctone georgiane fino ai due amari premium di Trombino & Sons, nuovo progetto di Vecchio Magazzino Doganale, passando per l’omaggio al Secolo dei Lumi di Guillame Ferroni con Serie des Lumieres, serie di liquori antichi del sud della Francia, fino ai sidri artigianali dell’azienda svedese Pomologik. Ma non solo, il “Diario di Atlante” di Elemento Indigeno si popola delle nuovissime referenze di aziende già a catalogo.
Vinitaly sarà infatti l’occasione per un’anticipazione del nuovo fascicolo (in presentazione nei prossimi mesi), che andrà ad ampliare il catalogo eterogeneo e strutturato del brand, che ad oggi vanta oltre 400 etichette in più di 70 regioni enologiche. Nuove storie autentiche che fanno proprio il DNA del progetto guardando ad un orizzonte inclusivo capace di abbattere i confini fisici e di pensiero e stimolare la convivialità.
In occasione di Vinitaly, Elemento Indigeno ribadisce l’importanza di tornare all’essenza del vino, al suo gusto intrinseco, rivolgendosi a coloro che fanno proprio il concetto di “bere senza pregiudizio”, senza condizionamenti verso aree geografiche, disciplinari di produzione o fama delle etichette, lasciandosi guidare solo dalla propria idea di gusto – all’insegna del motto “de gustibus non disputandum est” – e potendo contare sulla selezione di un mentore d’eccellenza come Elemento Indigeno.
Una mission espressa anche dalla scelta di avere in fiera un unico spazio per raccontare tutte le anime Beverage del gruppo, perché il gusto non conosce categorie e si apre alle contaminazioni di genere: in mostra non solo i vini di Elemento Indigeno ma anche gli spirits, i soft drinks e la nuova selezione di birre RightBeer.
