(Agen Food) – Roma, 11 set. - "Il traguardo dei 25 anni rappresenta per Confeuro…

Agricoltura: sì ad accordi di filiera e sostegno ai giovani
(Agen Food) – Roma, 11 ott. – di Olga Iembo – “La redditività in agricoltura tra programmazione e strategia” è il tema del convegno che si è tenuto ieri a Roma, organizzato da Copagri. Un incontro necessario per un confronto a tutti i livelli, soprattutto quello istituzionale, considerato il periodo storico caratterizzato da “scarsa redditività del Primario, aumento dell’inflazione, forte incremento dei costi di produzione e dell’energia, bassi prezzi di vendita e ricadute del cambiamento climatico”, ha detto Tommaso Battista, presidente della Copagri, che impongono di “ripensare le logiche economiche alla base del settore, agendo su diverse leve, a partire da quella fiscale, e puntando con sempre maggiore determinazione sulla promozione della multifunzionalità, del ricambio generazionale e dell’aggregazione”.
E proprio sul tema dell’impegno del governo per la redditività delle imprese agricole si è soffermato il sottosegretario del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Patrizio La Pietra, il quale ha rimarcato che “gli accordi di filiera sono fondamentali per la crescita della redditività in agricoltura”. “Gli accordi sottoscritti quest’anno – ha spiegato il Sottosegretario La Pietra – sono l’esempio lampante del valore aggiunto a cui dobbiamo puntare. Chi vi ha aderito registra incrementi di fatturato del 10,9%, mentre chi resta fuori dagli accordi registra un calo del 14,5 per cento. Il gap in termini di redditività, insomma, è superiore al 25 per cento. L’accordo di filiera funziona – ha incalzato – e porta a risultati economici molto positivi anche in termini di ricavi per unità di lavoro, che aumentano per le aziende che aderiscono (10,7%), a fronte di un calo in quelle non aderenti (-9,1%). I contratti di filiera rappresentano uno strumento fondamentale per lo sviluppo di produzioni 100% italiane, capaci di dare opportunità di lavoro e far crescere l’agricoltura made in Italy, in un contesto caratterizzato da una grande instabilità internazionale, ma anche dall’impatto sempre più rilevante dei cambiamenti climatici sull’attività di impresa. Il Governo Meloni intende difendere il made in Italy, gli interessi nazionali, cioè gli interessi delle categorie, cambiando completamente approccio nei confronti dell’Europa. Da un anno a questa parte, fin dal primo giorno del nostro insediamento alla guida del Paese, andiamo a Bruxelles facendoci carico di quelle che sono le reali esigenze dei nostri agricoltori, allevatori e pescatori. Un approccio completamente diverso dai governi che ci hanno preceduto e che sta dando i suoi frutti. Questo cambio di passo – ha concluso il sottosegretario La Pietra – si concretizza anche attraverso la predisposizione del decreto attuativo del Fondo per la sovranità alimentare, che stanzia 100 milioni a sostegno pluriennale delle imprese agricole”.
E anche il grave problema del ricambio generazionale in agricoltura è stato al centro dell’incontro, proprio perché “la redditività media dell’impresa agricola è oggi a livelli pericolosamente bassi – ha detto ancora il presidente di Copagri, Battista, fatto questo che, oltre a rendere il comparto poco attrattivo, in particolare per i giovani imprenditori, non consente ai produttori di programmare con serenità il proprio futuro”. Un tema di stretta attualità, considerato che dagli ultimi dati Istat è emerso che negli ultimi dieci anni si è perso circa il 20% delle aziende guidate da un soggetto under 35, e su cui, in particolare, è intervenuto il presidente della Commissione Agricoltura della Camera, Mirco Carloni, che ha ammonito: “Senza i giovani imprenditori non ci sarà più il settore agricolo. Eppure questo non sembra essere una priorità tra gli obiettivi trasversali della PAC. Ma l’argomento non può essere marginale”.
“Per questo la Lega – Salvini Premier sta portando avanti una legge per il ricambio generazionale” ha aggiunto Carloni riferendosi alla Proposta di Legge (C. 752 Carloni) per favorire il ricambio generazionale, la promozione e lo sviluppo dell’imprenditoria giovanile nel settore agricolo, che prevede fra l’altro un Fondo con una dotazione di 100 milioni di euro per favorire il primo insediamento dei giovani in agricoltura, nonché disposizioni in materia di regime fiscale agevolato per il primo insediamento delle imprese giovanili. “Dobbiamo capire come l’agricoltura possa essere considerata dalle future generazioni e dar loro una visione positiva – ha ragionato Carloni -. I giovani potranno portare avanti questa attività se ci sarà una redditività del lavoro ma anche un riconoscimento sociale. Io credo che dobbiamo agire sul ruolo dell’imprenditore agricolo dandogli una visione meno assistenzialistica del passato e più imprenditoriale, che li sostenga spingendoli a investire il proprio impegno in questo settore strategico”.
