Skip to content

Aglio di Laino Borgo (CS): ARSAC per la biodiversità

(Agen Food) – Laino Borgo (CS), 01 mar. – di Pol. Cla. – La qualità dell’aglio prodotto coltivato in Italia è superiore a quella dell’aglio proveniente da altri Paesi (Cina, Spagna, Turchia, Egitto, Cambogia, per citarne alcuni). Tra i più famosi agli italiani abbiamo: Bianco Piacentino, Bianco Polesano, Aglio di Voghiera, Aglio di Resia, Aglio di Vessalico, Rosso di Paceco, Rosso di Sulmona, Aglio Testa Rossa Cardinale della valle dell’Esaro, in provincia di Cosenza. Con le loro caratteristiche organolettiche, questi prodotti esprimono la tipicità dell’area di coltivazione. Questa consapevolezza ha stimolato le aree di maggiore e tradizionale produzione a riorganizzare la coltivazione e la commercializzazione, istituendo anche marchi di protezione europea (Igp, Dop).

Questa premessa ha sollecitato il rilancio dell’Aglio di Laino Borgo, un ecotipo locale della specie Allium sativum che appartiene alla famiglia delle Liliaceae. Si coltiva prevalentemente nel territorio di Laino Borgo, in provincia di Cosenza, nel Parco Nazionale del Pollino, inserito in un’orticoltura tipica a basso impatto ambientale e di qualità, insieme ad altre specie come fagioli borlotti, pomodori, peperoni, zucchine, insalate, fagiolo poverello bianco a marchio De.Co, e altre.

Come nella tradizione, la semina dei “bulbilli” di questo ecotipo di aglio avviene manualmente alla fine di ottobre, con raccolta ai primi di luglio. Alla realizzazione della resa in bulbi secchi contribuiscono la fertilità del terreno, l’epoca di semina, l’andamento climatico e il peso/dimensione dei singoli bulbilli utilizzati per la semina. Si registrano abitualmente rese in bulbi secchi che vanno da un minimo di 70 a un massimo 150 quintali per ettaro. La semina dei bulbilli avviene in solchi paralleli distanziati 60-80 cm uno dall’altro. Lungo i solchi, i bulbilli vengono distanziati 10-15 cm e interrati ad una profondità di 5-8 cm. La raccolta dei bulbi secchi a fine ciclo avviene manualmente, ma può essere meccanizzata mediante scavatrici.


Attualmente questo ecotipo di aglio si commercializza sotto forma di trecce, di mazzetti, di bulbi o, in pochi casi, trasformato e conservato in vasetti di diverso peso. I programmi di valorizzazione realizzati dall’ARSAC per l’Aglio di Laino Borgo hanno determinato l’aumento dei consumatori, sia tra i residenti nel territorio del Parco Nazionale del Pollino sia tra i non residenti e stranieri. All’aumento della domanda di questo prodotto è corrisposto un aumento del prezzo, che ha stimolato la produzione.

Il comune di Laino Borgo, ha deciso di istituire la Denominazione Comunale (De.Co.) per questo ecotipo di aglio. L’ARSAC ha contribuito a questo importante riconoscimento fornendo la necessaria collaborazione tecnica agli amministratori, con incontri e sopralluoghi nelle aziende dei produttori. L’Aglio di Laino Borgo è stato seminato, in apposita parcella, presso il Centro Sperimentale Dimostrativo (CSD) dell’ARSAC di San Marco Argentano e si sta valutando la possibilità di inserirlo, insieme ad altri ecotipi, in un progetto di studio più complessivo in collaborazione con altre istituzioni di ricerca: CREA di Pontecagnano e UNICAL, per citarne alcuni.

Redazione Agenfood

Redazione Agenfood

Agen Food è la nuova agenzia di stampa, formata da professionisti nel campo dell’informazione e della comunicazione, incentrata esclusivamente su temi relativi al food, all’industria agroalimentare e al suo indotto, all’enogastronomia e al connesso mondo del turismo.

Torna su
Agenfood
×