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Dopo 25 anni Sebastian Bernardez torna al bancone
(Agen Food) – Milano, 25 nov. – Arrivato in Italia nel 1991, Sebastian Bernardez nel 2022 festeggia un quarto di secolo di attività da imprenditore. “Mese più, mese meno”, specifica con un sorriso. Ex barman, è fondatore, insieme al fratello Alejandro Bernardez e a Fabio Acampora, di Dorrego Company, società con alle spalle oltre venti aperture tra ristoranti e locali notturni, titolari oggi di dieci strutture tra Milano e Roma. L’ultimo nata, il Flores Cócteles, cocktail bar milanese adiacente al ristorante argentino El Porteño Prohibido.
Il ritorno al bancone di Sebastian Bernardez martedì 29 novembre al Flores Cócteles di via Melloni 9 è un evento più unico che raro, da non perdere.
Per amici ed ex clienti sarà un ritorno al passato, per gli appassionati di nightlife rappresenterà l’occasione di degustare cocktail classici evergreen e di soddisfare le proprie curiosità sui cambiamenti della Milano by Night.
Sì, perché non c’è dubbio: in pochi conoscono come Sebastian Bernardez segreti, aneddoti e retroscena della Milano da bere degli ultimi 30 anni.
Oltretutto, il suo è uno sguardo fuori dal coro. Arrivato nel capoluogo lombardo a inizio Anni ’90 giovane e pieno di speranze, forza e volontà ma senza reti, nel tempo è diventato uno degli imprenditori di maggior successo della movida meneghina.
“Mi sono costruito da solo. E, a essere sincero, per molto tempo ho affrontato il mondo del lavoro con leggerezza e incoscienza. Sarà stato per carattere o per l’età, non lo so. Sta di fatto che all’inizio ho fatto i lavori più disparati, dall’imbianchino al pony express. E per diverso tempo mi sono dovuto adattare a condividere l’appartamento con altre persone e a stare attento ad ogni singola spesa. Senza scordare la fase della mia vita in cui la mia casa era una roulotte. La svolta professionale? Il mio ingresso nel mondo dei bar. La mia prima esperienza è stata al bar tabacchi “Valerio” in via Cesare Correnti, a due passi dal Duomo, ai tempi affacciato sulla discoteca più cool dell’epoca, il “El Sabor Tropical”. Poi sono passato alle discoteche latino-americane. E così ho trovato modo di realizzarmi prima come bartender e poi, dal 1995, come imprenditore.”, racconta.
Erano gli anni della Milano da bere.
Gli anni di Tangentopoli.
Gli anni dell’happy hour di Vinicio. Con i banconi pieni zeppi di appetizer.
Vinicio… Uno dei personaggi di spicco dell’epoca, che Sebastian ha conosciuto bene. “Oggi per quanto ne so è fuori dal giro. Ma allora tutti lo conoscevano: aveva introdotto per primo a Milano la formula dell’happy hour e cambiato i costumi della città. Un vero mito, senza dubbio. La verità? Per me, e per tanti colleghi, è stato una fonte d’ispirazione determinante.” ricorda.
La serata chiude il calendario 2022 della prima parte delle Flores Classic Drink Night. One Night pensate per diffondere la conoscenza dei cocktail classici e della loro rivisitazione nel rispetto delle ricette originali. E non ultimo del bere consapevole e responsabile.
Per la prima parte delle Flores Classic Drink Night dal 20 settembre si sono susseguiti:
• LUCA PICCHI – La storia del NEGRONI, incontro e degustazione
• ALBERTO CORVI (Doping Bar, Milano) – Twist on Classic One Night
• ROBERTO PELLEGRINI – La storia dello SPRITZ, incontro e degustazione
• PATRICK PISTOLESI (Drink Kong, Roma) – Twist on Classic One Night
• MARCO ROSSI (Officine Sbiellate, Milano) – Twist on Classic One Night
• IVAN ORSINI (American Bar, Hotel Savoy Londra) – Twist on Classic One Night
• ALEX FREZZA (L’Antiquario, Napoli) – Twist on Classic One Night
• CRISTIAN BUGIADA (Freni e Frizioni | La Punta Expendio de Agave, Roma) – Twist on Classic One Night
Tutte iniziative appartenenti a un ambizioso progetto che si pone l’obiettivo di divulgare la cultura del bere miscelato e di accreditare Flores Cócteles come un hub della mixology in Italia e nel mondo.
“Il mondo degli spiriti è cambiato profondamente nell’ultimo secolo. In generale, oggi abbiamo a disposizione ingredienti di maggior qualità rispetto al passato. Del resto, nel corso del tempo, le ricette di liquori e distillati sono state modificate per venire incontro al gusto dei clienti, in continua evoluzione. E poi, nell’ultimo ventennio in particolare, si sono moltiplicati prodotti e referenze. Ormai sul mercato troviamo di tutto, il che permette ai bartender di dare massimo sfogo alla propria creatività”, spiega Sebastian Bernardez.
Non basta. “Sia chiaro, in ogni campo sperimentazione e innovazione sono alla base dell’evoluzione e quindi essenziali. E a noi piace molto la creatività. Detto questo, prima di dedicarsi alla cucina molecolare, Ferran Adrià aveva appreso come fare un brodo perfetto. La verità? La creatività senza conoscenza serve a poco. Anzi. Troppo spesso, ultimamente, i bartender firmano lunghe cocktail list di signature senza però padroneggiare perfettamente le ricette che hanno fatto la storia. Non stupisce che di frequente i drink siano poco equilibrati o comunque non memorabili. Senza basi non si può sperimentare con successo. Tra l’altro, non di rado, i signature in carta non tengono conto dei gusti dei clienti. Sono autocelebrazioni, miscele pensate per stupire e fare parlare di sé più che per soddisfare gli avventori. Ed è un errore. Chi si occupa di ospitalità ha una mission primaria, ovvero prevedere e appagare i desideri degli ospiti. Che oggi hanno sete di conoscere i grandi classici che hanno fatto la storia”, aggiunge.
#SebastianBernardez
