(Agen Food) - Roma, 24 apr. - di Laura Caldara - Entriamo in un ristorante…

USA liberalizza carne pollo sintetica. Confeuro: è attacco alla salute
(Agen Food) – Roma, 27 giu. – Gli Stati Uniti hanno dato il via libera alla la vendita di carne di pollo coltivata in laboratorio da cellule animali. Se ne parlava già da tempo ma adesso è arrivata l’ufficialità. Le società che potranno iniziare a vendere carne di pollo sintetica sono le californiane: Upside Food e Good Meat.
Il Dipartimento dell’agricoltura americano ha autorizzato queste due società a offrire carne da laboratorio a ristoranti e in futuro ai supermercati. Si tratta di una decisione inopportuna che potrebbe aprire la strada ad altri alimenti simili in un futuro prossimo – afferma Andrea Michele Tiso, Presidente di Confeuro.
Si giustifica la produzione e commercializzazione di tali prodotti con affermazioni quali “non richiedono sofferenza per gli animali” e “riducono l’impatto ambientale del pascolo e della coltivazione di alimenti per gli animali” nonostante i dati di recenti ricerche dimostrino il contrario – prosegue il Presidente Tiso.
Questo tipo di atteggiamento dimostra come gli USA non siano attenti alla salute dei propri cittadini e all’ambiente. Negli Stati Uniti esiste un problema diffuso di cattiva alimentazione, obesità e sono in molti ad essere esposti a rischio di malattie cardio-vascolari. Il Dipartimento dell’Agricoltura USA dovrebbe concertare con il Ministero della Salute e cercare di prevenire ulteriori danni alla salute dei propri consumatori.
Assistiamo invece a una crescente produzione e vendita di prodotti di dubbia qualità salutare, spesso aggravata dall’apposizione di etichette che richiamano il Nostro Paese per avallarne la presunta bontà. L’Italian sounding deve essere bloccato e i consumatori devono essere informati in modo migliore.
Rivolgiamo quindi un appello ai consumatori americani affinché prendano coscienza dei rischi derivanti dal consumo di tali alimenti e non si facciano turlupinare da industrie chimiche-alimentari che hanno a cuore solo i propri interessi economici – conclude il Presidente della Confederazione degli agricoltori europei e del mondo.
