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Cosa mangeranno gli italiani nel futuro? Il Forum Impresa Persona racconta come cambiano mercati e consumi

  • Redazione Agenfood
  • FOCUS, ZNL

(Agen Food) – Milano Marittima (Ra), 02 feb. – Il consumatore è disposto a spendere, ma solo se riconosce valore. È da questa consapevolezza che si è aperto il confronto al Forum Impresa Persona Agroalimentare, giunto alla 23ª edizione, in corso a Milano Marittima, che ha riunito oltre 400 imprenditori e manager dell’agroalimentare italiano.

I dati e le analisi presentati da NielsenIQ restituiscono un quadro meno pessimista di quanto spesso raccontato. “La narrativa di un’inflazione che deprime i consumi è solo in parte vera – ha spiegato Matteo Bonù, Food Industry Leader di NielsenIQ –. Il consumatore non cerca solo risparmio, ma valori per cui è disposto a spendere, e valori che non sono esclusivamente monetari”. Crescono infatti categorie come caffè in capsule, yogurt greco, kiwi giallo, creme di frutta secca e prodotti ad alto contenuto proteico, segnale di una domanda orientata a servizio, benessere, convivialità e sperimentazione.

Nel largo consumo, ha evidenziato Stefano Galli, Global Business Partner di NielsenIQ, “per la prima volta osserviamo una crescita così sostenuta trainata dai prodotti freschi, insieme a un miglioramento sostanziale dell’offerta”. Cambiano i carrelli, cambiano le priorità: cresce l’attenzione a salute e innovazione, avanza il free from, mentre la marca del distributore continua a rafforzarsi. I prodotti che mostrano i trend di crescita a volume maggiore sono mango, kefir, avocado, semi, frutti di bosco, yogurt greco colato e kiwi.

Guardando al futuro, Galli ha indicato alcune discontinuità destinate a incidere profondamente sull’offerta: nutrizione funzionale, porzioni più piccole legate ai farmaci GLP-1 e intelligenza artificiale applicata alla spesa, a cui si affiancano criticità come la volatilità ormai strutturale delle materie prime e la crescente pressione sui margini delle aziende. “Vinceranno le aziende capaci di anticipare questi cambiamenti, trasformandoli in leve di innovazione e fiducia”, ha ribadito Galli.

E il vino, simbolo del Made in Italy, è davvero in difficoltà? Per Riccardo Cotarella, presidente nazionale e internazionale degli enologi, la risposta è netta: “Il vino non soffre nei consumi. Il vero tema è il rapporto con i giovani, che non si avvicinano al vino come dovrebbero, e la responsabilità è del settore”. Cotarella ha richiamato l’urgenza di tornare a raccontare il vino come cultura, territorio e identità, più che come semplice prodotto: “Non è l’uva che fa il vino, ma il territorio che gli dà il Dna”.

Dal punto di vista della distribuzione, Domenico Brisigotti, direttore generale di Coop Italia, ha parlato di un mercato maturo in cui “i volumi non cresceranno”, ma cambieranno le caratteristiche dei consumi. Le prospettive restano positive per frutta, verdura e fresco, più complesse per le carni, mentre si rafforza il legame tra cibo, salute e qualità della vita. Sul fronte retail, Brisigotti ha indicato un processo ormai inevitabile: concentrazione e trasformazione dei modelli, con investimenti sostenibili solo per operatori di dimensioni adeguate. “La qualità e la sostenibilità – ha sottolineato – non sono negoziabili: il consumatore non si aspetta passi indietro”.

Dalle prime sessioni del Forum emerge così l’evoluzione dell’offerta agroalimentare: il futuro dei consumi non sarà guidato dal prezzo, ma dalla capacità di offrire valore, alimentato da fiducia e sostenibilità, in un mercato che cambia rapidamente ma non rinuncia alla qualità.

Per informazioni: www.ipagroalimentare.it

Redazione Agenfood

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Agen Food è la nuova agenzia di stampa, formata da professionisti nel campo dell’informazione e della comunicazione, incentrata esclusivamente su temi relativi al food, all’industria agroalimentare e al suo indotto, all’enogastronomia e al connesso mondo del turismo.

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