(Agen Food) – Perugia, 13 ott. – Presentata stamattina a Perugia, presso l'Osteria a Priori,…

Essere Animali: “Colombe pasquali di Bauli e Melegatti minacciano le galline ovaiole, serve responsabilità”
(Agen Food) – Milano, 24 mar. – A pochi giorni dalle feste pasquali, Essere Animali diffonde una nuova analisi che mostra quali delle principali aziende italiane produttrici di colombe si sono già impegnate ad abbandonare l’uso di uova da galline in gabbia. Tra queste, alcuni nomi importanti come Bauli e Melegatti spiccano negativamente, per non aver ancora preso nessun impegno concreto su uno dei prodotti simbolo della Pasqua.
Dal report emerge che:
- Cinque delle otto aziende analizzate, Balocco, Galup, Paluani, Tre Marie Ricorrenze e Vergani, hanno già implementato politiche pubbliche che prevedono l’impiego di uova di galline allevate a terra;
- Maina ha pubblicato un impegno a eliminare le uova di galline in gabbia entro Pasqua di quest’anno;
- Bauli e Melegatti sono le sole a non essersi ancora impegnate pubblicamente per tutti i loro prodotti contenenti uova, fatta eccezione per i croissant a marchio, le uniche referenze per cui fanno uso di uova da galline allevate a terra.
Ogni anno in Italia vengono allevate in gabbia oltre 17 milioni di galline, obbligate a vivere l’intero ciclo produttivo confinate in spazi ristretti. Anche nelle cosiddette gabbie arricchite ogni gallina ha a disposizione uno spazio poco più grande di un foglio A4, senza la possibilità di esprimere i comportamenti naturali più basilari. Non possono razzolare, pulirsi facendo bagni di polvere, spiegare completamente le ali o trovare riparo dagli altri animali.
Il nostro Paese si posiziona tra i principali produttori europei di uova insieme a Francia, Germania e Spagna, ma non ha ancora introdotto – come invece hanno fatto altri – un divieto all’utilizzo di ogni tipo di gabbia per le galline ovaiole. Se dal 2012 la legislazione comunitaria ha vietato l’utilizzo delle gabbie convenzionali in tutta l’Unione Europea, quelle arricchite sono già vietate in Austria e Lussemburgo. In Germania è prevista un’eliminazione completa entro il 2026–2029 e la Francia ha vietato la costruzione di nuovi allevamenti in gabbia a partire dal 2018. Pur non avendo ancora introdotto un divieto formale, in Svezia non vengono più allevate galline in gabbia grazie alla transizione del settore produttivo, mentre Repubblica Ceca e Slovenia hanno entrambe introdotto il divieto che entrerà in vigore rispettivamente nel 2027 e nel 2029.
In Italia, secondo l’ultimo Eurobarometro sul benessere animale, oltre il 90% degli italiani è favorevole al divieto dell’allevamento di animali in gabbia. Proprio per rispondere alla richieste di cittadini e aziende già impegnate in questa transizione, Essere Animali ha lanciato una proposta di legge di iniziativa popolareper vietare l’allevamento in gabbia in Italia per tutte le specie. L’obiettivo è raccogliere almeno 50.000 firme entro settembre in modo da chiedere formalmente al Parlamento di discutere e avviare un percorso legislativo su questo tema, come già avvenuto in altri Paesi membri dell’UE.
La proposta di legge è stata depositata alla Corte Suprema di Cassazione il 12 marzo scorso insieme a The Good Lobby e a persone della società civile che provengono da mondi e sensibilità diverse come l’atleta olimpionico Riccardo Bugari e la fumettista Zuzu.
«Aziende come Bauli, che da sola detiene circa un terzo delle quote di mercato delle colombe pasquali, possono fare una grande differenza per centinaia di migliaia di galline che ancora oggi sono allevate in gabbia. Non si tratterebbe solo di migliorare le condizioni di allevamento e di benessere animale, ma di andare incontro anche alle richieste dei consumatori che vogliono vedere una transizione a sistemi cage-free anche in Italia e verso i quali le aziende possono fare molto grazie alla pubblicazione di politiche aziendali chiare e trasparenti. La stragrande maggioranza degli italiani si è già dichiarata contraria alla sofferenza degli animali in gabbia e a favore di un divieto su scala nazionale, per questo – oltre all’azione virtuosa che possono mettere in atto gli operatori del settore e alle scelte che possono fare i consumatori – è fondamentale che ci sia anche un’azione istituzionale e politica. Firmare la proposta di legge di iniziativa popolare che abbiamo lanciato è più importante che mai, affinché la politica si faccia carico delle istanze dei cittadini anche quando le aziende le ignorano o i processi sono troppo lenti rispetto alle esigenze e alle richieste dei cittadini e delle cittadine italiane ed europee», dichiara Simone Montuschi, presidente di Essere Animali.
