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Nasce il progetto “Boschi per il Futuro” promosso da Misura

  • Redazione Agenfood
  • FOCUS, ZNL

(Agen Food) – Roma, 31 ott. – Piantare alberi è importante, ma serve farlo in modo corretto, affrontando le criticità sul tema delle forestazioni che gli effetti sempre più evidenti del mutamento climatico stanno facendo emergere. Nasce così “Boschi per il futuro”, il nuovo progetto promosso da Misura che prevede la realizzazione di vivai in campo aperto a Mogliano Veneto, Palena e Terelle che saranno a disposizione della collettività per produrre alberi per i prossimi anni. Il progetto nasce da una realtà che nel corso del tempo si sta delineando con sempre maggiore chiarezza: per ridurre l’inquinamento, contrastare il dissesto idrogeologico, ripristinare i paesaggi, sanare le isole di calore urbane bisogna forestare in modo corretto e per questo è fondamentale l’uso di sementi autoctone e con un ricco patrimonio genetico, per assicurare piante più resilienti anche per affrontare i mutamenti climatici.

“Un progetto innovativo” ha commentato Elisabetta Boccali, Marketing Manager del Gruppo Colussi. “Non si tratta solo di piantare alberi, ma di farlo in maniera corretta, usando varietà autoctone, con un ricco patrimonio genetico. Quello di Colussi è un impegno serio e convinto, perché crediamo fortemente che le aziende debbano fare la loro parte per affrontare quella che senza dubbio è la sfida più importante dei nostri tempi: quella ambientale”.

Il progetto, che ha il supporto scientifico di Veneto Agricoltura, dell’Orto Botanico di Roma Università La Sapienza e della banca del germoplasma del Parco Nazionale della Maiella, prevede che vengano messi a dimora arboreti da seme capaci di generare alberi per il futuro. Nel corso dell’autunno verranno raccolte in natura le sementi nelle tre aree geografiche destinate alla realizzazione dei boschi. I semi saranno fatti germinare e le piantine nate saranno messe a dimora in vivai naturali e controllate, poiché continueranno a produrre semi e alberi per gli anni a venire.

A Mogliano Veneto, in provincia di Treviso, nell’azienda agricola Diana, Veneto Agricoltura realizzerà un arboreto da seme di 5 ettari, con esemplari di quercia farnia di 5 provenienze diverse, oltre ad altri alberi quali frassino ossifillo, carpino bianco, acero campestre ma anche numerosi arbusti. La farnia è la specie più importante, perché è cruciale per le foreste della Pianura Padana delle cui foreste originarie era la principale componente. A Palena (Chieti), nel Parco Nazionale della Maiella, verrà realizzato nel 2024 un bosco da seme, tra i 5 e i 10 mila metri quadrati. Le piante messe a dimora sono prodotte nel vivaio del parco stesso. Infine a Terelle (Frosinone) sarà realizzato il bosco con specie tipiche di questa area geografica.

L’iniziativa “Boschi per il futuro” fa seguito alla “CicloAppennina”, la green fondo promossa da Misura con Legambiente, ViviAppennino e Appennino Bike Tour che si è svolta lo scorso 18 giugno a L’Aquila. L’obiettivo della pedalata, a cui hanno preso parte oltre 500 iscritti, era racchiuso nello slogan: “Più pedali, più alberi pianti”. Alla partenza ogni partecipante ha infatti avuto in dotazione delle foglie di cartone da depositare in appositi contenitori lungo il percorso. Ogni foglia corrispondeva a un numero di alberi.

La “buona” riforestazione

Le foreste svolgono un ruolo chiave nel contenere i drammatici effetti del cambiamento climatico e della perdita di biodiversità. A livello globale, si stima che circa il 30% delle emissioni di gas serra di derivazione antropogenica venga assorbito dalle foreste e che i sistemi forestali europei assorbano circa il 10% delle emissioni dell’UE. Secondo FAO e UNEP (UN Environment Programme), le foreste ospitano l’80% della biodiversità terrestre e sono fonte di sussistenza e reddito per centinaia di milioni di persone. L’importanza delle foreste per il pianeta e il loro ruolo strategico per il futuro delle società umane sono incontrovertibili.

L’incremento della domanda di servizi ecosistemici, di lotta ai disservizi (tra cui, erosione, alluvioni, inquinamento, isole di calore) e di richiesta di aree verdi e boscate – soprattutto da parte delle popolazioni urbane – con un’attenzione sempre maggiore verso i temi che correlano piante, foreste e salute hanno determinato una forte sensibilità verso il “piantare alberi”. Il ruolo delle foreste e dei nuovi interventi di forestazione per la mitigazione dei cambiamenti climatici, soprattutto se a “compensazione” di emissioni, deve essere considerato in una prospettiva ecosistemica che non si limiti al mero atto di mettere a dimora alberi, ma che ponga le basi per la cura e l’ottimizzazione dei sistemi forestali che si svilupperanno nel tempo.

Un primo aspetto da considerare in termini di scelta della specie e produzione delle piante, riguarda il fatto che gli effetti della crisi climatica possono indurre criticità in sistemi forestali di neo-realizzazione qualora non vengano valutate attentamente le condizioni ambientali e colturali. Tali criticità possono limitare la fissazione e i processi di assorbimento di carbonio nel tempo ma anche, in ultima istanza, portare al fallimento dei progetti di rimboschimento inducendo una mortalità diffusa degli individui arborei. La pianificazione accurata, la progettazione di qualità e la gestione adattiva degli interventi di forestazione diventano condizioni fondamentali per rispondere agli ambiziosi obiettivi a livello globale e locale. Nel caso delle esperienze italiane, uno dei nodi preliminari da sciogliere è una razionale riorganizzazione della filiera vivaistica che possa rispondere in modo adeguato ed efficace alle sfide ecologiche che competono al settore.

L’obiettivo dove possibile deve essere quello di costruire habitat più vicini possibile alla naturalità. Tale approccio è riconosciuto come cruciale anche nelle Linee guida per produzione e impiego di specie autoctone di interesse forestale. Un approccio complesso, tuttavia, nella pianificazione e nella realizzazione, soprattutto quando si tratta di grandi numeri. Il settore vivaistico forestale italiano è attualmente inadeguato a soddisfare la domanda di piantine arboree per le campagne nazionali. La produzione vivaistica forestale è caratterizzata da aziende regionali o locali notevolmente diverse tra loro per organizzazione ed efficienza. È quindi urgente sviluppare una ristrutturazione complessiva dell’intero settore per poter rispondere alle esigenze specifiche dei progetti forestali in Italia e in Europa. La creazione in tutto il Paese di centri in grado di mettere a disposizione sementi e giovani piante della flora autoctona è dunque un obiettivo strategico di una politica nazionale volta al rilancio a grande scala delle attività di forestazione.

Redazione Agenfood

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Agen Food è la nuova agenzia di stampa, formata da professionisti nel campo dell’informazione e della comunicazione, incentrata esclusivamente su temi relativi al food, all’industria agroalimentare e al suo indotto, all’enogastronomia e al connesso mondo del turismo.

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