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Al Don Alfonso 1890 il Matese diventa protagonista con i suoi prodotti

(Agen Food) – Massa Lubrense (Na), 24 lug. – Negli spazi del Don Alfonso 1890 si è svolta una nuova fase del progetto “Rigenerazione culturale e sociale dei borghi storici del Matese – Castello del Matese e Letino”, con workshop di cucina e due cene degustazione pensate per far incontrare gli operatori turistici del Matese con la grande cultura gastronomica della famiglia Iaccarino e con un racconto del territorio che nasce ai fornelli e si compie a tavola, in un clima di ascolto, collaborazione e umiltà condivisa tra chi produce, cucina e accoglie, per mestiere e vocazione.

L’invito rivolto agli operatori turistici del Matese è stato quello di cucinare, assaggiare e raccontare insieme i prodotti identitari della loro stessa terra: grembiuli indossati, mani in pasta, segreti di cottura condivisi nella cucina del Don Alfonso 1890 che ha fornito i propri metodi per trasformare la conoscenza del prodotto in competenza professionale, coerentemente con la storia dell’azienda fondata da Alfonso e Livia Iaccarino e portata avanti, oggi, dai figli Mario Iaccarino e lo chef Ernesto Iaccarino.
Due cene degustazione nel ristorante stellato hanno completato l’esperienza trasformando l’aula in convivio: intorno alla tavola i partecipanti hanno scambiato idee, memorie e progetti mentre assaggiavano il risultato del proprio lavoro, facendo della gastronomia una vera infrastruttura culturale capace di mettere in relazione persone, paesaggi e filiere locali.

Accolti e guidati dalla famiglia Iaccarino e dalle loro brigate, i partecipanti hanno potuto apprendere come racconto del prodotto, cucina e accoglienza formino un unico gesto culturale al servizio del territorio, vivendo un’esperienza a 360 gradi di cui fare tesoro, da replicare, a loro volta, per divenire essi stessi ambasciatori delle eccellenze del Matese.

IL PROGETTO

L’intervento denominato “A tavola nel borgo” ricade nel più ampio Progetto locale di rigenerazione culturale e sociale dei borghi storici del Matese: Castello del Matese e Letino, sostenuto dal PNRR M1C3 Intervento 2.1, “Attrattività dei borghi” – PNRR BORGHI. Il programma in generale prevede 18 azioni volte a connettere i borghi di Castello del Matese e Letino alle aree naturali e alle filiere agricole delle zone, con un forte accento su pratiche biologiche, tutela della biodiversità allevata e digitalizzazione dei processi. Tale programma sostiene interventi finalizzati alla valorizzazione del patrimonio culturale paesaggistico e identitario dei piccoli borghi, promuovendo processi di rigenerazione, sviluppo sostenibile e rafforzamento della coesione sociale attraverso un insieme coordinato di azioni integrate. L’intero programma è documentato e consultabile sul portale ufficiale Borghi del Matese, che raccoglie e descrive nel dettaglio tutti i 18 interventi previsti nell’ambito del progetto di rigenerazione dei due borghi. Sono coinvolte l’Università di Napoli Federico II, l’Università della Campania “Luigi Vanvitelli”, l’Università di Salerno e l’Università del Sannio. Avviato con il seminario itinerante del 23–25 ottobre 2025, il percorso si è concluso con l’intervento delle attività previste. I risultati saranno presentanti pubblicamente nel corso dell’evento finale in programma oggi, 24 luglio, dedicato alla restituzione del progetto e della condivisione delle prospettive future. Castello del Matese è uno dei borghi più suggestivi dell’Appennino campano. Adagiato ai piedi del Monte Miletto e affacciato sulla valle del Torano, conserva il fascino dei piccoli centri medievali, con vicoli in pietra, antichi palazzi e scorci che si aprono sul paesaggio del Matese. La sua posizione privilegiata lo rende una porta d’accesso al Parco Nazionale del Matese, tra boschi, sentieri, sorgenti e itinerari naturalistici che in ogni stagione offrono esperienze diverse, dal trekking fino alla raccolta del tartufo e alle attività legate alle produzioni agricole locali.

La gastronomia si conferma una leva strategica per la crescita delle aree interne e la creazione di nuove opportunità di sviluppo sostenibile. Nelle Terre Alte del Matese, il progetto di rigenerazione culturale e sociale dei borghi di Castello del Matese e Letino mira a contrastare i fenomeni di spopolamento e a rafforzare l’identità locale attraverso la promozione del patrimonio culturale, del paesaggio e delle tradizioni. In questo contesto, il Dipartimento di Agraria (prof. Gianni Cicia) e il Dipartimento di Architettura (prof.ssa Adelina Picone) dell’Università di Napoli Federico II, in collaborazione con Slow Food Matese (prof. Costantino Leuci), hanno promosso un articolato percorso di tutela e valorizzazione delle risorse agroalimentari del territorio. L’iniziativa ha portato alla nascita di due nuovi Presìdi Slow Food: la Sècena del Matese, antica varietà locale di segale, e i Mieli dei prati dei Monti del Matese. Parallelamente, è stata sviluppata la figura dello “chef ambasciatore”, interprete di una cucina capace di raccontare il territorio attraverso una rilettura contemporanea delle ricette della tradizione.

Un contributo decisivo è giunto dai Living Lab ospitati presso il ristorante Don Alfonso 1890, dove gli chef del Matese hanno lavorato fianco a fianco con gli chef della famiglia Iaccarino in un percorso di confronto e co-creazione basato su ingredienti identitari, memoria gastronomica e innovazione. Da questa esperienza è emersa una nuova narrazione culinaria delle Terre Alte del Matese, nella quale ogni piatto diventa espressione autentica del territorio e strumento di promozione culturale e turistica». È la dichiarazione che proviene dall’Università Federico II di Napoli.

“Abbiamo accolto l’invito dei Comuni del Matese con entusiasmo e una profonda responsabilità: la sopravvivenza delle produzioni tipiche e il loro futuro dipendono dalla capacità di metterle al centro, proteggerle e raccontarle. Per realtà come Don Alfonso 1890, lavorare ogni giorno con i migliori produttori locali, dal Matese e da tutta Italia, è un privilegio, ma anche una missione. Solo mantenendo viva questa connessione e valorizzando la filiera possiamo continuare a portare in tavola il vero carattere dei territori, offrendo agli ospiti un’esperienza che parla di autenticità, biodiversità e passione”, racconta Mario Iaccarino, responsabile dell’accoglienza e della direzione delle attività del brand Don Alfonso 1890 a livello internazionale.

“L’agricoltura biologica è sempre stata l’unica strada percorribile per me e la mia famiglia, a partire dall’anno di fondazione del ristorante, nel 1973. La nostra prima missione è difendere le specificità dei territori e dei prodotti perché mantengano odore, sapore e salubrità: su di essa abbiamo costruito la nostra intera vita – continua Livia Iaccarino -. L’essere stati scelti come ambasciatori per l’Italia e il mondo e garanti della qualità assoluta di questi quattro ingredienti è per noi motivo di grande responsabilità: dallo sviluppo di queste coltivazioni ne deriva anche la prosperità di un territorio”.

Redazione Agenfood

Redazione Agenfood

Agen Food è la nuova agenzia di stampa, formata da professionisti nel campo dell’informazione e della comunicazione, incentrata esclusivamente su temi relativi al food, all’industria agroalimentare e al suo indotto, all’enogastronomia e al connesso mondo del turismo.

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