(Agen Food) – Roma, 19 ott. - Per secoli il Tevere è stato la via…

Elogio della misura: ad Artimino la scienza ha rilanciato il modello mediterraneo
(Agen Food) – Artimino (Po), 10 mag. – di Nicoletta Curradi – La Fondazione Giuseppe Olmo ha acceso i riflettori su uno dei temi più urgenti del nostro tempo: il rapporto tra alimentazione, salute e cultura.
L’8 maggio 2026, nei prestigiosi spazi della Villa Medicea La Ferdinanda di Artimino, (Po) patrimonio Unesco e sede della Fondazione, si è svolta la giornata di studio “Elogio della misura. Verità scientifiche per difendere il modello mediterraneo”.
Un appuntamento che ha riunito alcuni tra i più autorevoli studiosi italiani per affrontare questioni decisive: dalla diffusione dei cibi ultra-processati al progressivo allontanamento dalla Dieta Mediterranea, fino al ruolo del vino tra evidenze scientifiche e tradizione.
L’incontro è stato aperto dal saluto istituzionale della Presidente Annabella Pascale e organizzato dal prof. Fulvio Mattivi, in collaborazione con il prof. Attilio Scienza. Tra i relatori, figure di primo piano come Licia Iacoviello, Fabiola Sfodera, Giovanni de Gaetano e Fulvio Ursini. L’obiettivo dell’incontro era restituire complessità e rigore scientifico a temi spesso semplificati, promuovendo un dialogo interdisciplinare che prosegue il percorso avviato dalla Fondazione nel 2025.

Negli ultimi anni, i cibi ultra-processati hanno modificato in profondità le scelte alimentari degli italiani, incidendo su salute e longevità. Questo fenomeno, sempre più evidente, rende difficile applicare nella quotidianità il modello della Dieta Mediterranea, riconosciuto a livello internazionale come uno dei più efficaci per la prevenzione e il benessere.
Proprio da questa consapevolezza è nata la giornata di studio promossa dalla Fondazione Giuseppe Olmo. Come sottolinea la Presidente Annabella Pascale, riportare al centro il valore della misura significa offrire strumenti di lettura basati su evidenze solide, capaci di contrastare semplificazioni e polarizzazioni. La misura, infatti, non è solo un principio scientifico: è un approccio culturale che permette di interpretare correttamente fenomeni complessi.
Un panel di esperti per leggere il presente e immaginare il futuro
Il programma ha riunito studiosi di discipline diverse, chiamati a dialogare su temi che toccano la salute pubblica e gli stili di vita contemporanei. La prof.ssa Licia Iacoviello ha presentato la prospettiva epidemiologica sulla Dieta Mediterranea, mentre la prof.ssa Fabiola Sfodera ha analizzato i comportamenti di consumo e le dinamiche di mercato. Il prof. Giovanni de Gaetano ha offerto una lettura aggiornata della ricerca cardiovascolare, mentre il prof. Fulvio Ursini ha approfondito il ruolo della misura nei sistemi biologici, dove effetti e conseguenze dipendono da dose, contesto e capacità di adattamento dell’organismo.
Il vino, elemento identitario della cultura mediterranea, è stato affrontato con un approccio equilibrato: tra benefici e rischi, tra scienza e tradizione, tra consumo moderato e responsabilità.
La Villa medicea La Ferdinanda, luogo, simbolo del dialogo tra tradizione e innovazione, è stato il contesto ideale per una riflessione che unisce scienza, cultura e territorio. Qui la Fondazione Giuseppe Olmo porta avanti il suo impegno per la ricerca e la divulgazione, proseguendo un percorso iniziato nel 2025 e orientato a costruire un dibattito pubblico più consapevole.
La giornata di studio si è rivelata quindi un momento di confronto interdisciplinare, capace di restituire profondità a temi spesso trattati in modo superficiale. Un invito a recuperare la misura, non come limite, ma come chiave per comprendere e vivere meglio la complessità del presente.
