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Agea: il futuro quantistico dell’Italia passa anche per l’agricoltura
(Agen Food) – Roma, 17 ott. – L’agricoltura italiana guarda al domani attraverso la lente della tecnologia quantistica. Presso la sala convegni della sede di Agea in Via Gaeta, si è tenuta una giornata formativa interamente dedicata al Quantum Computing applicato al settore primario. L’incontro è stata l’occasione per presentare il progetto sperimentale Rinascimento Agricolo, un’iniziativa che punta a inserire stabilmente l’Agenzia tra i protagonisti dell’innovazione quantistica nazionale e europea. Ad approfondire le straordinarie potenzialità di questa tecnologia è stato il Direttore di AGEA, Fabio Vitale, che ha ospitato un relatore d’eccezione: il Prof. Marco Pistoia, Ph.D. e Chief Executive Officer di IonQ Italia Srl. – laurea in matematica a Tor Vergata, Dottorato alla NY University, posizioni apicali in IBM e JP Morgan.
La disamina è partita dai concetti fondamentali dell’informatica quantistica: a differenza dei sistemi tradizionali, i computer quantistici traggono la loro straordinaria potenza dai principi della fisica microscopica e della meccanica quantistica. Sfruttando queste leggi, i nuovi sistemi accedono a metodologie matematiche avanzate, superando i limiti della tecnologia computazionale classica nella risoluzione di problemi ad altissima complessità. Durante il dibattito sono state analizzate le future applicazioni e l’impatto concreto che il Quantum Computing potrà avere sul sistema agricolo. Il settore sta infatti attraversando uno dei periodi più complessi della storia umana, caratterizzato da sfide persino superiori alle grandi carestie del passato. Il cambiamento climatico, l’instabilità geopolitica con i relativi rincari dei costi produttivi, l’aumento della popolazione mondiale e il progressivo invecchiamento demografico sono fattori che generano una profonda incertezza globale, con il rischio che l’insicurezza alimentare diventi l’elemento critico del XXI secolo. Nonostante ciò, la consapevolezza con cui si muove il Governo, ha reso l’agricoltura il motore di sviluppo cruciale e una priorità che viene perseguita attraverso tre canali principali: stanziamenti record, riforme di sistema e un pressing costante sui tavoli delle trattative europee. In questo scenario, l’accelerazione tecnologica rappresenta lo strumento principale per governare il cambiamento e mitigare i rischi. Il progetto pilota sul Quantum Computing promosso da Agea getta le basi per la costruzione e il rafforzamento di un ecosistema tecnologico del comparto, ponendo le premesse per quella che, nel lungo periodo, si preannuncia come la vera Quarta rivoluzione agricola.
Il Dr Pistoia ha ribadito come anche per le applicazioni del Quantum Computing si può parlare propriamente di Made in Italy dal momento che “tutta la tecnologia quantistica che oggi abbiamo presentato e messo a confronto con il settore primario, verrà sviluppata completamente in Italia, secondo la logica di quella unicità che ci contraddistingue a livello mondiale, da sempre. Avere la possibilità predittiva in campo agricolo mette l’Italia nella condizione di poter diventare il leader europeo del Rinascimento dell’agricoltura, in chiave quantistica”.
Il Direttore Vitale ha sottolineato come “le grandi trasformazioni non nascono per caso. Sono il risultato di una visione, della capacità di innovare e del coraggio di superare le resistenze al cambiamento. In Agea abbiamo intrapreso un percorso che ci ha consentito di andare oltre la funzione tradizionale di Organismo Pagatore, trasformando l’Agenzia in un’infrastruttura strategica al servizio dell’agricoltura italiana. Oggi siamo pronti ad affrontare una nuova sfida: esplorare le potenzialità del Quantum Computing, attraverso un progetto sperimentale che possa aprire nuove prospettive nella gestione dei dati, nell’organizzazione dei processi e nell’analisi del sistema produttivo agricolo. L’Italia rappresenta una quota estremamente ridotta della superficie agricola mondiale, ma esprime un patrimonio di qualità, competenze e tradizioni che ci rende un punto di riferimento internazionale. Difendere il Made in Italy, nella traduzione data dal ministro Lollobrigida di qualità, di essere ben fatto e rispettoso delle regole di produzione, significa anche investire nella capacità di conoscere, monitorare e valorizzare le nostre produzioni, contrastando le frodi e rafforzando la competitività delle imprese. È in questa direzione che si inserisce anche l’evoluzione verso AGEAIT, dove IT significa Innovazione Tecnologica. Non un semplice cambiamento di denominazione, ma il riconoscimento di una nuova funzione, che amplia quelle già attive puntando sul ruolo di Smart Agency.”
“La nostra ambizione è essere pionieri di un nuovo modello di innovazione agricola, capace di integrare ricerca, tecnologia e conoscenza del territorio, fino a diventare un riferimento anche a livello europeo. Abbiamo avuto il coraggio di cambiare. Ora vogliamo contribuire a costruire un nuovo Rinascimento agricolo” ha concluso Vitale.
