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JB Burger debutta nel cuore di Milano: Joe Bastianich porta a Brera il gusto degli Stati Uniti
(Agen Food) – 03 nov. – C’è una cultura statunitense fatta di diner, steakhouse, ricette tramandate e sapori intensi, dove l’hamburger non è semplicemente un piatto, ma l’espressione di un patrimonio gastronomico. Ed è proprio questo contesto, autentico e lontano dagli stereotipi del fast food, che Joe Bastianich porta a Milano con JB Burger, il brand nato dall’incontro fra la sua esperienza nella ristorazione internazionale e il know how di BUN Spa, la società che detiene anche il marchio Bun Burgers. Il 4 novembre, in via dell’Orso, nel cuore di Brera, apre il primo flagship milanese del marchio. Una posizione strategica per un progetto che ambisce a ridefinire il concetto di hamburger contemporaneo, elevandone la qualità senza tradirne la natura popolare. La filosofia è quella dell’essenzialità: pochi ingredienti, ricette originali, una ricerca rigorosa sul prodotto e un’identità riconoscibile. Imprenditore, ristoratore e profondo conoscitore della cultura gastronomica statunitense, Joe Bastianich non presta semplicemente il proprio volto al progetto. Ne è fondatore e guida gastronomica, occupandosi direttamente dello sviluppo delle ricette, della selezione delle carni, della definizione del pane e della sperimentazione di nuove proposte. Un ruolo che riflette la sua identità, sospesa tra due mondi: quello oltreoceano, dove è cresciuto e ha costruito parte della propria carriera, e quello italiano, da cui provengono le sue radici familiari e la sua sensibilità gastronomica.
“Con JB Burger vogliamo creare qualcosa che lasci il segno: una proposta diversa, capace di raccontare una storia, fatta di assaggi, incontri e sapori unici. Il risultato è un progetto in cui l’intensità del gusto tipicamente statunitense incontra l’attenzione italiana per la qualità, la cura dei dettagli e la cultura del mangiare bene: vogliamo recuperare l’essenzialità e la semplicità tipiche del fast food, alzando però in modo significativo la qualità del prodotto”, spiega Vincenzo Ferrieri, amministratore delegato di BUN S.p.A. Alla base dell’offerta c’è una scelta precisa: recuperare l’immediatezza e la riconoscibilità dell’hamburger, attraverso un lavoro approfondito sulle materie prime e sulle tecniche di preparazione. Il pane nasce da una ricetta originale sviluppata da Bastianich, mentre la carne è selezionata per restituire un sapore intenso, vicino a quello di una bistecca statunitense. Il menu ruota intorno a grandi classici reinterpretati con personalità. Dal New York Cheeseburger, con cheddar, cipolla stufata, cetriolini e salsa JB, al Crispy Bacon Burger, arricchito da bacon croccante e salsa smoke. Accanto a questi, lo Sloppy Joe, omaggio a una ricetta profondamente radicata nella tradizione a stelle e strisce, con doppio cheddar, ragù di carne e salsa Alabama. A completare l’offerta, specialità pensate per raccontare territori, suggestioni e nuove interpretazioni della cultura food d’oltreoceano. La vera novità del flagship milanese è però il debutto del Pastrami Reuben, una delle preparazioni più rappresentative della tradizione gastronomica newyorkese.
“Abbiamo lavorato a questa ricetta per mesi, partendo dalla punta di petto di manzo Black Angus, caratterizzata da una marezzatura che contribuisce a conferire morbidezza e intensità al prodotto. La carne viene insaporita con una miscela di spezie tradizionali e sottoposta a una lenta cottura al barbecue, durante la quale assorbe gli aromi del fumo e del legno. Sulla superficie si forma così il bark, la caratteristica crosta speziata che racchiude il sapore del pastrami”, racconta Joe Bastianich. Nel nuovo locale la preparazione diventa parte integrante dell’esperienza: il pastrami viene tagliato a mano, davanti agli ospiti, e utilizzato per farcire il Pastrami Reuben insieme a formaggio Monterey Jack, crauti e salsa Alabama. Un piccolo rituale gastronomico che restituisce il fascino dei grandi delicatessen di Manhattan, dove la preparazione del cibo è anche spettacolo, artigianalità e racconto.
L’introduzione del Pastrami, però, rappresenta molto più di un ampliamento dell’offerta gastronomica: è il primo passo nell’evoluzione di JB Burger verso un format capace di andare oltre il mondo degli smash burger, per diventare un punto di riferimento della cultura gastronomica statunitense. Una visione sintetizzata nel payoff “It’s not just a smash. It’s culture”, che esprime l’ambizione del brand di raccontare e interpretare l’autenticità della tradizione d’oltreoceano attraverso prodotti, sapori ed esperienze. In quest’ottica, il flagship store milanese si configura non soltanto come un nuovo indirizzo della ristorazione, ma come un luogo in cui il cibo diventa espressione di una cultura e di uno stile di vita.
Il locale interpreta l’incontro tra cultura americana e sensibilità italiana attraverso un’estetica essenziale, materica e fortemente identitaria. Protagonisti sono la radica, utilizzata per conferire calore e profondità agli ambienti, e l’acciaio, che introduce una dimensione più tecnica e industriale, evocando l’universo delle cucine professionali e dei diner americani. L’illuminazione integrata valorizza la matericità dei rivestimenti e costruisce un’atmosfera raccolta, lontana dall’immagine impersonale della ristorazione veloce. La disposizione degli arredi privilegia una convivialità informale, con piccoli tavoli, sedute alte e panche continue lungo le pareti. Alle pareti, una sequenza di fotografie ripercorre la carriera di Joe Bastianich, dalle esperienze televisive ai ristoranti di New York, fino agli incontri con protagonisti della gastronomia internazionale, dando vita a un racconto visivo che trasforma lo spazio in un archivio personale, rendendo riconoscibile l’identità del brand anche a un pubblico internazionale. Particolare attenzione è dedicata alla cucina, completamente a vista. La preparazione degli hamburger e il taglio del pastrami diventano elementi centrali del progetto, riportando il prodotto e il lavoro di chi lo realizza al centro dell’esperienza. Una scelta che unisce trasparenza, spettacolarità e autenticità, recuperando quel rapporto diretto con la cucina che appartiene tanto alla tradizione delle trattorie italiane quanto alla cultura gastronomica americana. A questo si aggiunge la volontà di trasformare il flagship milanese in un laboratorio gastronomico, destinato a ospitare sperimentazioni e nuove ricette, che accompagneranno lo sviluppo del marchio con nuove aperture previste a Rescaldina, Cagliari, Novara e un ulteriore indirizzo milanese.
