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Succulenta: dove gustare l’autentica Genovese a Milano
(Agen Food) – Milano, 13 ott. – Ci sono profumi che non si dimenticano. Quello della Genovese che sobbolle per ore sui fuochi di casa, tra le cipolle che si sciolgono piano e la carne che diventa tenera come burro, è uno di quei ricordi che restano nella memoria come una carezza.
A Milano, questo profumo arriva da Succulenta, il ristorante di Matteo Mottola che ha portato nel cuore di CityLife l’anima più autentica della cucina del Sud.
La Genovese napoletana è molto più di un piatto: è una prova di pazienza, un rito d’amore, un gesto che si ripete da secoli nelle cucine campane. Da Succulenta prende vita nella sua forma più pura: ziti di Gragnano con ragù bianco a base di cipolle, grana e carne di manzo tagliata a punta di coltello, preparati come vuole la tradizione.
Nessuna scorciatoia, nessuna modernizzazione di facciata: solo fuoco lento, materie prime d’eccellenza e il rispetto per un sapere che si tramanda.
«La Genovese è il piatto delle domeniche, quello che raduna tutti attorno al tavolo – racconta Matteo –. È un inno al tempo lento, alla convivialità, all’attesa che fa parte del piacere».
E in effetti, il piatto di ziti alla Genovese di Succulenta sa di famiglia e di Sud, ma anche di Milano: è la dimostrazione che la memoria può diventare contemporanea, se trattata con rispetto.
Accanto alla Genovese, il menù di Succulenta è un viaggio nel gusto dell’Italia meridionale, tra Puglia, Campania, Calabria e Lazio, in un mosaico di sapori che celebra la cucina popolare con tecnica e passione.
I Fusilli freschi alla calabra sono un tributo al fuoco e al carattere del Sud, con ragù di pomodoro San Marzano DOP, ’nduja di Spilinga e pecorino romano.
Gli Spaghetti alle vongole, con vongole veraci, olio extravergine e un tocco di prezzemolo fresco, evocano immediatamente la brezza del Tirreno e i pranzi in riva al mare, tra profumi di sale e sapori puliti. Le orecchiette alle cime di rapa, invece, raccontano la Puglia contadina: un piatto di terra, intenso e autentico, dove l’amaro delle rape incontra la sapidità delle acciughe e la fragranza del pane profumato. Nella loro versione “alla pugliese”, la tradizione si fa ancora più golosa grazie alle polpette di Podolica: unpiccolo lusso ricercato, carne pregiata e succosa in grado di trasformare uno dei più classici piatti di casa, in una esperienza generosa ed appagante.
Non mancano i grandi classici della cucina romana – Carbonara e Amatriciana – accanto a preparazioni più essenziali ma sempre impeccabili come i Paccheri al pomodoro e basilico o i Fusilloni ai datterini gialli, dove la semplicità diventa eleganza.
Ogni piatto nasce da un gesto preciso, da una storia personale, da un ingrediente scelto con cura. È la stessa filosofia che guida Mottola da quando ha deciso di portare la sua eredità familiare – costruita tra Puglia e Campania – nel cuore di Milano, trasformando Succulenta in una trattoria contemporanea dove le radici non si nascondono, ma si esaltano.
Perché, in fondo, Succulenta non è solo un ristorante: è un luogo dove la cucina diventa racconto.
Un posto dove la cipolla della Genovese cuoce per ore come si faceva un tempo, e il tempo stesso sembra rallentare. Dove un piatto di pasta non è mai solo un primo, ma un modo per sentirsi a casa – anche a centinaia di chilometri dal Sud.
