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Macfrut2021: Cia, finanziare ricerca e investimenti su “difesa attiva” ortofrutta

(Agen Food) – Rimini, 08 set. – Un sistema di indennizzi snello e una buona copertura assicurativa, sono indiscutibilmente necessari per far fronte, a posteriori, ai danni che l’ortofrutta italiana subisce per effetto delle calamità, siano essi eventi atmosferici estremi o attacchi di parassiti vegetali e animali.
Cambiamenti climatici, Covid, crisi economica lungo la filiera e pressioni commerciali a livello globale, rendono però sempre più urgente una gestione integrata del rischio che metta al centro la prevenzione, grazie a più risorse e ricerca su soluzioni di “difesa attiva”.
Dobbiamo provare a ridurre l’effetto delle calamità di almeno il 40%.
E’ quanto sostenuto da Cia-Agricoltori Italiani al Macfrut 2021 con un convegno che fa appello a università e istituzioni, per lavorare sul campo a progetti mirati e che colgano opportunità straordinarie come i 500 milioni del PNRR per innovazione e meccanizzazione.
L’ortofrutta nazionale, sottolinea Cia, sta affrontando per il secondo anno consecutivo, la crisi per le gelate tardive che hanno procurato, in questo 2021, oltre 800 milioni di danni alla frutticoltura estiva e primaverile (albicocche, pesco, susino e ciliegio) e poi su pere, kiwi e frutta in guscio con particolare riferimento alle nocciole (-70%). Gestire l’emergenza è di fatto ormai anacronistico, sostiene Cia, come lo è pensare che le aziende possano contare solo sul sistema assicurativo con costi di accesso crescenti, o confidare nel Fondo di Solidarietà nazionale che va assolutamente ripensato.
“I produttori ortofrutticoli non possono lavorare per essere risarciti, devono poter raccogliere – ha ribadito il Presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Dino Scanavino-. Teniamo a mente che anche in pandemia, non è mai mancato cibo sulle nostre tavole e il settore ortofrutticolo incide per il 25,5% sull’agroalimentare, coinvolgendo oltre 300 mila aziende. Chiediamo a università e istituzioni di collaborare con gli agricoltori sulla ‘difesa attiva’ che è anche strumento di tutela fitosanitaria, alleata della qualità e punto di svolta per una produzione sempre meno invasiva. E’ anche questa, l’agricoltura sostenibile, grazie a innovazione e meccanizzazione, che ben richiama il PNRR. Infine – ha concluso Scanavino – quel ‘patto di sistema’ più equo, moderno ed efficace, lungamente sostenuto da Cia, puntando su catena del valore e della distribuzione, su nuove sinergie produttive nel Mediterraneo e rilancio dell’export, non può, dunque, che partire da garanzie di tenuta per le aziende e dalla difesa delle produzioni”.
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