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Consorzio Maestri Affumicatori Italiani: modello virtuoso Made in Italy
(Agen Food) – Bormio, 06 giu. – La case history di successo di CAMI – Consorzio Maestri Affumicatori Italiani è stata presentata oggi al 9° Forum Food&Beverage di Teha Club, in occasione dell’incontro dedicato a “Le distintività del territorio come motore di eccellenza della filiera agroalimentare italiana”.
Nato a dicembre 2023 dall’unione strategica di quattro aziende leader dell’industria del salmone lavorato in Italia (Foodlab, Sicily Food, Starlaks e Compagnia del mare, tramite il suo marchio Fjord) il Consorzio CAMI è oggi una realtà protagonista nel comparto dell’affumicatura ittica.
“CAMI rappresenta un modello industriale che unisce tradizione artigianale e visione strategica”, ha dichiarato Gianpaolo Ghilardotti, Presidente CAMI. “Al Forum abbiamo portato il nostro esempio di filiera condivisa, basata su qualità, trasparenza, innovazione e legame con i territori. Siamo convinti che la forza di CAMI stia nella capacità di fare rete per competere nel mercato globale, senza perdere l’anima locale e puntando sulla qualità dei prodotti e dei metodi di lavorazione”.
Qualità, tradizione e innovazione nella filiera ittica: la nascita di CAMI come risposta strategica
Nel quadro di una crisi strutturale che ha colpito la filiera ittica, il 2022 ha segnato un punto di svolta: il prezzo del salmone è schizzato da una media storica di circa 4,5 €/Kg fino a 13 €/Kg, generando un forte shock inflativo. Questo evento ha messo in luce la fragilità del sistema italiano e la necessità di ripensare l’intero modello competitivo.
È proprio in questo contesto che, sul finire del 2023, è nato CAMI – Consorzio Maestri Affumicatori Italiani: una risposta concreta a una pressione di mercato sempre più intensa, che da un lato richiede efficienza e capacità di scala, e dall’altro impone la tutela delle tradizioni e della qualità artigianale.
Qualità, responsabilità territoriale e visione industriale sono i valori condivisi dalle realtà consorziate, che collaborano attivamente con le comunità locali in cui operano, generando valore e occupazione: complessivamente sono oggi oltre 500 le persone impiegate, per più di 10.000 tonnellate di pesce lavorate ogni anno.
In questo primo anno di vita, CAMI ha registrato un fatturato aggregato superiore a 120 milioni di euro e una quota di mercato del 29%. Particolarmente significativo è stato l’aumento nei segmenti della GDO (iper e super), dove il tasso di crescita ha più che raddoppiato quello dell’anno precedente, a conferma dell’impatto positivo della qualità e dell’identità consortile sul consumatore italiano.
L’affumicatura del pesce è una lavorazione che nasce da saperi antichi, altamente specializzati. CAMI prende forma con l’obiettivo di proteggere e tramandare queste competenze, creando una rete di imprese che unisce forze produttive e identità locali. Non solo una difesa contro l’omologazione globale, ma un progetto attivo di valorizzazione delle eccellenze italiane, capace di offrire al mercato prodotti certificati, di alta qualità e dal forte radicamento territoriale.
