Skip to content

Milano, nuova meta del gusto: arriva INNO tra Messico e Giappone

(Agen Food) – Milano, 31 mar. – Un nuovo indirizzo gastronomico è arrivato in città, pronto, dal 31 marzo a ridefinire i confini della cucina contemporanea. Inno è il primo ristorante di Milano che fonde in modo audace e inedito l’esplosiva anima della tradizione messicana con l’eleganza minimalista e la precisione della cucina giapponese. Situato in Piazza Duomo, angolo via G. Mazzini 2, al secondo piano di un palazzo storico, con un terrazzo e ampie vetrate che regalano una vista spettacolare del Duomo di Milano, Inno si propone come un’esperienza esclusiva, riservata a un pubblico che cerca emozione, raffinatezza e sorpresa in ogni boccone. Lo chef Marcos Cardoso propone una cucina mai vista prima a Milano, in una location caratterizzata da velluti, luci calde e l’esposizione delle opere di Enrico Dicò, artista di fama internazionale. I quadri raffiguranti personaggi icone di stile come Marilyn Monroe, James Dean, ma anche classici della storia dell’arte rivisitati in chiave pop, come La ragazza con l’orecchino di perla, completano la fusione tra arte, cibo e convivialità, in un’esperienza unica e coinvolgente. 

La cucina e lo chef

La cucina, guidata dallo chef Marcos Cardoso, è frutto di un dialogo creativo tra due culture lontanissime eppure sorprendentemente affini nei loro contrasti: da un lato il calore, la vivace piccantezza, l’acidità vibrante e la convivialità della tradizione messicana; dall’altro la purezza, la tecnica millimetrica, il rispetto assoluto della materia prima e l’equilibrio umami della cucina nipponica.

Il risultato è una proposta mai vista prima a Milano: pollo in tempura passato al forno con gelato al mango e l’aggiunta di mango fresco; filetto di manzo preparato con tortillas di mais, coriandolo, panna, formaggio Manchego e peperoncino secco; purè di banana (platano maduro) e l’imperdibile Tartare di Salmone dedicata all’artista Enrico Dicò, composta da salmone, sale di Maldon, olio d’oliva e soia ai funghi, scalogni e Vichyssoise (porro, patata, olio di girasole e burro, zucchero, sale, dashi, latte e panna).

Lo chef Marcos Cardoso, nato in Brasile e cresciuto in Spagna, formatosi da autodidatta ispirandosi al padre – maestro nella lavorazione del pesce – e con esperienze in Austria e a Palma di Maiorca, dove dal 2013 dirige con successo Emilio Innobar, oggi porta a Milano una sua visione personale e contemporanea, un vero e proprio intreccio delle influenze accumulate nei paesi in cui ha vissuto e lavorato. Ne è un esempio il dessert Salzburger Nockerl, specialità austriaca, composto da soufflé con frutti di bosco, ma soprattutto i diversi tagli di pesce (San Pietro, tonno, salmone, ricciola giapponese) da preparare per tartare e sashimi e la ceviche messicana.

“Appena sono arrivato a Milano, l’ho sentita subito come casa mia – racconta chef Marcos Cardoso –. Ho percepito una forte connessione: la vitalità della città, l’affinità culturale con le persone che la animano e una sinergia perfetta con questo progetto ambizioso. Inno è il posto ideale per dare vita alla mia visione”.

I piatti sono tutti da condividere, per vivere un’esperienza unica e provare vari sapori, tutti nuovi. Grazie all’utilizzo di spezie asiatiche e sudamericane, come curcuma, zenzero, lime, peperoncino e mescal, ogni portata è caratterizzata da una forte personalità.

Lo chef ha un’attenzione maniacale nella selezione degli ingredienti, in particolar modo nel pesce: solo materie prime di qualità altissima e freschissima, essendo spesso lavorato a crudo. Le tecniche di lavorazione sono lunghe, articolate e spesso invisibili all’occhio del commensale; soprattutto le salse, che richiedono lunghe cotture, riduzioni e bilanciamenti precisi. Ma è proprio questa dedizione che permette di valorizzare al massimo ogni prodotto scelto, trasformandolo in un elemento protagonista del piatto.

La cucina è autenticamente originale: ogni piatto viene completamente reinterpretato dallo chef, che trasforma ingredienti e tecniche tradizionali in creazioni uniche, mai viste prima a Milano.

L’esperienza inizia già al momento dell’ordinazione: un vero e proprio dialogo intimo e coinvolgente con il team di sala, altamente preparato. Gli esperti accompagnano il cliente con spiegazioni accurate e appassionate, illustrando nel dettaglio gli ingredienti scelti, le ispirazioni dietro ogni creazione e le rivisitazioni personali che rendono unico ciascun piatto.

Lo chef ha l’abitudine di uscire dalla cucina con i piatti di pesce, per poi tagliare i sashimi al tavolo e completare il piatto davanti al cliente.

L’eleganza si percepisce anche nella mise en place, con la tovaglia bianca elegante, le bacchette e le posate.

Beverage

La selezione dei vini è curata dal sommelier Marcelo Cardozo. In carta sono presenti etichette d’eccellenza, come Cheval Blanc, Château Lafite-Rothschild, Château d’Yquem, i grandi Champagne, i Pinot Noir e gli Chardonnay di Borgogna, grandi italiani da Nord a Sud e Isole, ma anche diverse referenze internazionali e il Sake dal Giappone.

Particolare attenzione è dedicata ai cocktail, creati appositamente per accompagnare ogni portata. Da non perdere Margarita by Inno (Jose Cuervo Platino, super lime, agave, Ancho reyes e soia); Maria Sakura Mary (Vodka Beluga, limone, succo pomodoro, soluzione salina, passion fruit, salsa Teriyaki) e Cura (Hibiki Suntory, Vida mezcal, pimento dram, zenzero, lime e zucchero).

La location

L’ambiente è intimo ed esclusivo: 60 coperti all’interno e 12 in terrazza. Arredi in legno, luci soffuse e un design che richiama al contempo l’artigianalità messicana e la pulizia estetica giapponese. Quando si arriva in via G. Mazzini 2, all’ingresso del palazzo storico, l’accesso a Inno avviene attraverso un ascensore privato, dove le hostess accolgono gli ospiti e li accompagnano al secondo piano, nella sala principale, con la cucina a vista. Sulla destra c’è l’angolo bar e andando avanti si accede alla seconda sala, sempre con la cucina a vista. Alle pareti sono esposti 25 quadri dell’artista Enrico Dicò, scelti come prima esposizione in occasione dell’apertura. Realizzati con tecnica mista con acrilico, neon flex, sagome di legno e combustione di plexiglas, le opere rappresentano miti intramontabili come Marilyn Monroe, David Bowie, James Dean, ma anche La ragazza con l’orecchino di perla e lo spettacolare tributo a Joan Mirò. 

Le opere dell’artista, presenti nelle case delle star di Hollywood, donano un’intensa e avvolgente sensazione di calore. L’atmosfera è calda e accogliente, illuminata da un maestoso lampadario di cristallo, realizzato su misura con settemila fili fatti a mano, uno per uno. 

Ad accompagnare l’esperienza, il sottofondo della musica lounge e bossa nova. 

Da prenotare con largo anticipo, e solo per tavoli da due persone, i posti a sedere sul balcone esterno, che affaccia su una delle viste più iconiche del mondo, tra Cordusio e il Duomo. 

Inno non è solo un ristorante, è un viaggio sensoriale, un dialogo tra continenti, un’esperienza riservata solo a chi desidera stupirsi.

Per informazioni e prenotazioni

(si consiglia la prenotazione con largo anticipo)

Redazione Agenfood

Redazione Agenfood

Agen Food è la nuova agenzia di stampa, formata da professionisti nel campo dell’informazione e della comunicazione, incentrata esclusivamente su temi relativi al food, all’industria agroalimentare e al suo indotto, all’enogastronomia e al connesso mondo del turismo.

Torna su
Agenfood
×