(Agen Food) - Roma, 27 ott. – Seu Pizza si aggiudica il premio speciale "I…

Tre Spicchi a VICO Pizza&Wine – Roma, squadra giovanissima e pizza contemporanea
(Agen Food) – Roma, 27 ott. – VICO Pizza&Wine – Roma riceve per il terzo anno consecutivo i 3 Spicchi Gambero Rosso nella Guida Pizzerie d’Italia 2027. Un riconoscimento che premia la passione, la ricerca e il grande lavoro di una squadra giovane, a cominciare dalla proprietà, Antonio Palumbo, 37 anni, il direttore Vincenzo Boffo, 35 e il pizzaiolo, Niccolò Bandiera, 27. “Un traguardo che ci rende felici e grati che venga riconosciuta la qualità del lavoro e l’eccellenza dei risultati grazie alla passione e alla dedizione instancabile di tutta la squadra: al forno e in cucina tutti giovani (sotto i 30 anni) e talentuosi. Questo riconoscimento è una spinta a migliorare e crescere sempre di più”, afferma con un pizzico di orgoglio Antonio Palumbo che a VICO, Roma e Capri (sede aperta solo nei mesi estivi), dedica idee ed energie.
L’eccellenza artigianale, la cura per il dettaglio e lo stile contemporaneo, nella pizza come nel servizio, così come il fascino della location sintetizzano la cifra di VICO che entusiasma i clienti insieme alla bellezza che circonda l’esperienza a tavola. Immersione in pieno Cinquecento con davanti una delle pizze più buone. Magari la Crunchy Diavola, ormai divenuta una signature di Vico che non esce mai dal menu. O per degustare le nuove di stagione, la Barolosa, la Fungumami, la Gamberi e Tartufo e la Vico’s Bunny, ma anche una Vegetariana che va nell’orto con le prime brume e una Boscaiola mai così golosa. Insomma è Autunno a piazza Rondanini…Ed è tutto nel nuovo menu stagionale di VICO Pizza&Wine che declinato a spicchi diventa un fuoco di fila di profumi di bosco, sentori vinosi, calde note speziate, la dolcezza matura del miele, per quanto piccante e agrumato, o della frutta secca, e un certo gusto avvolgente.
Così come avvolgente è l’ambiente, l’atmosfera, il servizio di una pizzeria ormai divenuta un indirizzo iconico.
VICO la trovi nel cuore di Roma, a due passi dal Pantheon, in un palazzo della fine del Cinquecento con tanto di soffitti affrescati e stemma dei Tudor che l’abitarono. Arredi liberty firmati Basile e opere d’arte contemporanea alle pareti, ma il primo capolavoro è la pizza, in quella che viene definita “la pizzeria più bella del mondo”. Il salotto buono, anzi goloso, della pizza. Un mix di arte pizzaiola, materie prime d’eccellenza, ospitalità e servizio, spazi e arredi sorprendenti, ottime etichette e una mixology di qualità. Una formula vincente fatta di golosità, gentilezza e convivialità. Si riassume così la chiave dello stile VICO.
“VICO Pizza&Wine ha spiazzato fin dall’inizio, sorpreso. E’ un unicum nel panorama romano, e non solo. Una pizza contemporanea di altissima qualità in uno spazio straordinario eppure informale, e dove l’eleganza è consuetudine gentile” racconta Antonio Palumbo, ideatore di VICO. Smentendo chi proprio per la sua unicità e bellezza ne parla come il ristorante della pizza, Antonio sottolinea: “VICO è una pizzeria non un ristorante, chi l’ha detto che una pizzeria non possa essere bellissima? Anzi, la più bella!”.
Un nuovo concept con dietro una nuova visione dell’essere pizzeria grazie ad un giovane imprenditore che arriva dall’esperienza della hôtellerie storica caprese e decide di scegliere l’universo pizza per lanciare un nuovo concetto di ospitalità a tavola, declinato intorno a quello che per storia e tradizione è il più pop degli alimenti, ma anche quello dove oggi c’è più fermento. E lo fa mettendo a punto una pizza eccellente, 3 Spicchi Guida Pizzeria d’Italia Gambero Rosso. E se pizza vuole dire convivialità, VICO ridefinisce il concetto di ospitalità, di condivisione della tavola e della serata fatta di atmosfera ed energia vibrante. E per farlo a dirigere il locale e in sala c’è Vincenzo Boffo, napoletano ma a lungo nella ristorazione di qualità londinese.
Per quanto qui giri tutto intorno alla tonda, protagonista indiscussa della scena, si fa notare anche il servizio, curato e gioioso, mai troppo formale. In poche parole qui si trascorre proprio una bella serata! Non c’è fretta. Un menu eclettico e dai risvolti gastronomici, fatto soprattutto di pizze, man non solo, e che rispecchia la ricerca, negli ingredienti come negli accostamenti, la puntigliosa passione di un giovanissimo innamorato della pizza, e dei suoi risvolti gastronomici, che è Niccolò Bandiera (27 anni), a VICO fin dall’apertura, e che è il segno della continuità. Accanto a lui a coadiuvarlo al forno Federico Martinelli (26 anni).
“Un lavoro nel rispetto e nel solco della tradizione, ma con quella scintilla, quel fuoco sacro della passione e gradualmente l’affermazione di una cifra stilistica sempre più autonoma, dinamica e di ricerca, con lo stile di pizza, riconoscibile e identitario, lo stile VICO frutto di una squadra di giovani tra forno, cucina e sala che si è fatta notare. Studio sugli impasti, la prova e l’uso di farine diverse, il lavoro sui topping sempre molto calibrati, la ricerca di prodotti di territorio e stagionali, una buona creatività sugli abbinamenti. E’ questa oggi la cifra di VICO, a partire da un impasto contemporaneo inconfondibile, utilizzato per diverse tipologie di pizza: fritta, al forno a legna, al forno elettrico”, racconta Antonio Palumbo.
Un menu d’Autunno quello appena varato, che è un vero carosello di proposte e di pizze da scegliere anche nel format da condividere a spicchi (dall’ottimo rapporto costo-qualità).
All’altezza gli abbinamenti nel calice: Carta dei vini importante (premiata come migliore Carta Vini Pizzeria) e una drink list mirata che oltre ai grandi classici ha alcuni signature VICO ed è sempre presente accanto alla ricca offerta vino. Una combo nel calice e nel piatto che fa di VICO un PIZZA Lounge tutto da vivere a molte ore della giornata oltre la cena (il sabato e la domenica anche a pranzo) e fino all’after dinner magari scegliendo anche solo da una ricca Carta dei dessert. Un mood rilassato ma anche un po’ glam su questa scena partenopea alla quale alludono anche le maschere e i costumi partenopei riuniti in un ‘Carosello napoletano’ di carta sopra il bancone.
