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Guida Vini d’Italia 2027, la Sardegna del vino racconta i suoi luoghi

(Agen Food) – Cagliari, 28 set. – Diciotto vini, dal granito della Gallura alle sabbie del Sulcis, dalle vigne d’altura dell’Ogliastra e della Barbagia ai calcari del Coros. Sono i vini con cui la Sardegna entra nella quarantesima edizione della Guida Vini d’Italia del Gambero Rosso, che sarà presentata a Roma il 25 ottobre. È un’edizione che conta, perché da quarant’anni questa guida misura come il vino italiano cambia. E dice che anche il vino sardo sta cambiando.

Il Cannonau è ancora il vitigno più rappresentato, con dieci riconoscimenti, seguito dal Vermentino con cinque e da Carignano e Nuragus. Ma la guida mette in luce qualcosa che va oltre i numeri: in Sardegna si passa dal vitigno al luogo. Un Cannonau di Oliena non è un Cannonau di Talana, e un Vermentino dei graniti galluresi non è un Vermentino del Logudoro. Sempre più spesso i vini dell’isola raccontano con precisione da dove vengono: suoli, altitudini, microclimi. Accanto ai vitigni più noti cresce anche l’attenzione per le varietà meno conosciute, come Bovale, Monica, Cagnulari, Nasco, Nuragus e Vernaccia.

A questo racconto partecipano anche sette cantine della rete Sardinia Terroirs, che riunisce produttori artigiani di diverse zone dell’isola: Antonella Corda, con il Cannonau di Sardegna 2024; Quartomoro di Sardegna, con il Cannonau di Sardegna CNS Memorie di Vite 2022; Olianas, con il Cannonau di Sardegna Le Anfore di Elena Casadei 2024; Iolei, con il Cannonau di Sardegna Oliena Nepente di Oliena Vosté 2024; Tenute Perda Rubia, con il Cannonau di Sardegna Perda Rubia Riserva 2023; Giovanni Maria Cherchi, con il Vermentino di Sardegna Tuvaoes 2025; Saraja, con il Vermentino di Gallura Vendemmia Tardiva Kari dì Pétra 2023.

Sono vini del Parteolla, dell’Oristanese, del Sarcidano, della Barbagia, dell’Ogliastra e della Gallura. Stanno accanto ai nomi storici dell’enologia sarda e a molti giovani produttori, e insieme mostrano un’isola che continua a crescere e a evolversi nella cultura del vino.

“Questi Tre Bicchieri sono prima di tutto un risultato della Sardegna – dice il presidente di Sardinia Terroirs Gianni Irde -. Diciotto vini di territori così diversi, premiati nell’edizione che festeggia i quarant’anni della guida, dicono che il vino sardo si presenta fuori dall’isola con un’identità chiara e con la voglia di farsi capire. Per anni ci hanno riconosciuti per uno o due vitigni. Oggi chi assaggia in Italia e nel mondo cercai luoghi, le origini, le altitudini, le storie, le mani che lavorano la vigna. Siamo orgogliosi che dentro questo racconto ci siano anche le nostre cantine. Ma ne siamo ancora più orgogliosi perché lo condividiamo con tanti produttori sardi, grandi e piccoli, storici ed esordienti. Il nostro compito, come rete, è portare questa ricchezza nel mondo e farlo insieme”.

I Tre Bicchieri, però, sono solo l’inizio del racconto. La Guida Vini d’Italia è una fotografia fedele di un movimento, e il suo valore va oltre i vini premiati. Ci sono i Due Bicchieri Rossi, cioè i vini arrivati alle degustazioni finali. Ci sono le schede delle cantine, i giudizi sulle annate, le storie di chi lavora la vigna. Per questo sarà importante tornare a parlarne quando la guida sarà uscita, e leggerla tutta. Solo così si potrà capire davvero come sta cambiando il vino in Sardegna: quali territori crescono, quali vitigni ritrovano spazio, quali persone lo stanno portando avanti.

Redazione Agenfood

Redazione Agenfood

Agen Food è la nuova agenzia di stampa, formata da professionisti nel campo dell’informazione e della comunicazione, incentrata esclusivamente su temi relativi al food, all’industria agroalimentare e al suo indotto, all’enogastronomia e al connesso mondo del turismo.

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