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Melagrane, cavitazione idrodinamica: il metodo per utilizzare gli scarti
(Agen Food) – Roma, 28 feb. – di Pol. Cla. – E’ stato pubblicato su Nutrients uno studio innovativo di ricercatori italiani, circa un metodo sostenibile che ha mostrato il potenziale di alcuni sottoprodotti, nel combattere l‘ipertensione, come dimostrato in modelli nei ratti. Si tratta di una tecnica di estrazione innovativa nota come cavitazione idrodinamica per ricavare estratti dai componenti non commestibili delle melagrane, come bucce e semi, tipicamente scartati durante la spremitura.
Le melagrane, ricche di polifenoli e altri composti bioattivi, sono da tempo riconosciute per i loro benefici per la salute. Tuttavia, ora l’attenzione si è spostata sull’utilizzo degli scarti del frutto per applicazioni nutraceutiche.
Lo studio ha confrontato l’efficacia degli estratti del frutto intero e delle sue parti non commestibili nel ridurre i rischi cardiovascolari. L’estratto dei sottoprodotti di scarto ha mostrato proprietà antipertensive simili a quelle dell’estratto del frutto intero. Ciò include l’inibizione dell’aumento della pressione arteriosa sistolica in modo efficace, come il farmaco per l’ipertensione Captopril, e la dimostrazione di significativi effetti antifibrotici e antinfiammatori. Anche la bioaccessibilità di questi estratti attraverso la via gastrointestinale è risultata elevata, nonostante l’assenza di alcuni metaboliti nel flusso sanguigno, attribuita a fattori metabolici e pre-sistemici. Questi risultati aprono la strada a ulteriori esplorazioni sull’uso medicinale delle parti non commestibili delle melagrane, contribuendo alla lotta contro le malattie cardiovascolari.
Inoltre la ricerca sottolinea il duplice vantaggio dell’estrazione con cavitazione idrodinamica dagli scarti delle melagrane, ovvero offrire una soluzione sostenibile ai sottoprodotti dell’industria alimentare ed evidenziare il loro potenziale nello sviluppo di nutraceutici antipertensivi.
