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A Pizza Convention brilla la stella del Made in Italy, il prodotto italiano più venduto al mondo
(Agen Food) – Roma, 11 giu. – di Olga Iembo – La pizza è ambasciatrice dell’Italia nel mondo. La pizza è il simbolo della maestria degli italiani che sanno usare le “mani in pasta”. La pizza è espressione delle eccellenze del territorio italiano. La pizza è identità. La pizza è … il Tricolore nel piatto!
Tante, tantissime e tutte vere le definizioni che sono state date del prodotto italiano più venduto nel mondo oggi, a Roma, all’apertura di Pizza Convention, il congresso fieristico interamente dedicato a uno dei simboli più rappresentativi del made in Italy organizzato da Excellence, che si tiene fino a domani presso Officine Farneto.

Un evento che vuole essere certamente un tributo alla straordinaria creazione che è la pizza, ma anche un importante momento di confronto, di studio e di approfondimento rispetto a un prodotto che vive un momento di rinnovato successo e necessita più che mai di tutela e sostegno, e ad un vero e proprio “universo” nelle sue tante sfaccettature. Questa l’intenzione dell’organizzatore di Pizza Convention, l’imprenditore Pietro Ciccotti, ideatore della piattaforma Excellence, e della curatrice, Laura Mantovano, decana giornalista enogastronomica, che hanno strutturato la due giorni con incontri e show coocking, finalizzati ad esplorare tante tematiche che vanno dalla tutela giuridica della figura del pizzaiolo alla formazione professionale, dal valore della pizza come alimento simbolo della dieta mediterranea alla gestione di un brand nell’era dei social media, dall’importanza della sala, alle nuove frontiere del senza glutine, dall’uso consapevole delle farine alle problematiche relative alla progettazione di una pizzeria moderna.
“Questo che si concretizza oggi è un sogno che avevo nel cassetto da anni – ha detto Ciccotti stamattina all’inaugurazione dell’evento -. Credo che sia un’opportunità anche per la città, un passo importante per porsi al centro del dibattito enogastronomico che abbiamo potuto realizzare grazie a sponsor attenti e lungimiranti e all’amico Claudio Compagnucci, di Officine Farneto, che sa bene quanto volessi fare qui questo progetto”.
“E non poteva essere altrimenti – gli ha fatto eco proprio Compagnucci, general manager della struttura -, perché Officine Franeto è il luogo adatto per ogni evento, e più di tutto la casa ideale per Pizza Convention, tant’è che stiamo lavorando alacremente per la prossima edizione del 2026”.

Un appuntamento che, puntando su un prodotto talmente rappresentativo e diffuso, è pronto già a rinnovarsi e promette di andare lontano, dunque, e che non a caso ha ottenuto il coinvolgimento delle Istituzioni presenti questa mattina.
“La pizza è ambasciatrice del nostro paese nel mondo e della perfezione della qualità di tutta la filiera che rappresenta – ha sottolineato l’assessore all’Agricoltura di Roma Capitale, Sabrina Alfonsi -, che va dal grano via via fino ai prodotti con cui viene farcita. E’ un simbolo straordinario delle eccellenze del territorio, e troviamo che sia fondamentale per portare proprio questi grandiosi prodotti ancor di più nella ristorazione, compresi quelli che l’accompagnano, come ad esempio il vino. Lavoriamo anche e soprattutto per sostenere questo mondo, in cui Roma brilla certamente per qualità”.
Un mondo che va sostenuto ma anche protetto, come ha voluto rimarcare Giovanni Caudo, presidente della Commissione Speciale PNRR e Grandi Eventi di Roma Capitale, che ha spiegato come l’impegno della Regione Lazio sia nella direzione di valorizzare e proteggere i simboli dell’eccellenza in cucina come la pizza, assieme ai prodotti locali che questa regione esprime in quantità.
I numeri della pizza
Un concetto, quella della “protezione” della pizza made in Italy con tutti i prodotti che essa “impiega”, che è tornato anche nelle parole della rappresentante del Mimit che ha portato alla platea il saluto ed il messaggio del ministro Adolfo Urso, snocciolando i numeri di un prodotto che l’Italia non si può permettere di trascurare dal momento che nel 2024 la pizza ha fatto segnare 6 miliardi di export al paese; l’apertura di 22.000 nuovi locali che la vendono e che hanno portato il totale a quasi 89.000 esercizi; 15.000 persone che ci lavorano stabilmente; 15 miliardi di fatturato per 2,7 miliardi di pizze sfornate. Indispensabile, dunque, lottare in ogni modo contro i fenomeni che possono penalizzare il belpaese, come il famigerato italian sounding, che si cerca di fronteggiare rafforzando gli strumenti di tutela, come i marchi DOP e IGP, e investendo sulla qualità anche a sostegno delle nuove generazioni, come accaduto con la creazione del Liceo del Made in Italy o della Fondazione Imprese e Competenze per la formazione.

I “giovani”, certo, restano sempre il punto nodale e finale di ogni questione legata al Made in Italy, perché mantenere viva la tradizione e rinforzarne il valore non può prescindere dal fatto che siano loro a raccogliere e portare avanti il testimone. Il testimone di un prodotto come la pizza che, ha giurato oggi Sergio Paolantoni, presidente FIPE-Confcommercio Roma, ha mille e diverse facce, da quella tradizionale a quella contemporanea, da quella innovativa a quella gourmet, ma comunque “è certamente entrata a pieno titolo nel panorama dell’alta ristorazione, ed in quanto prodotto italiano più venduto al mondo merita certamente tutte le attenzioni possibili”.
Da qui è nato il progetto di Pizza Convention, un’idea complessa “con cui Roma vuole avviare una riflessione sistematica e articolata sul mondo della pizza coinvolgendo i migliori esponenti del settore, giornalisti, aziende leader dell’agroalimentare e nutrizionisti – ha spiegato Laura Mantovano -. Ogni anno cercheremo di approfondire i temi più caldi del momento con l’obiettivo di contribuire a un ulteriore salto di qualità di una delle bandiere del made in Italy nel mondo, ed anche a sollecitare il necessario costante confronto con le Istituzioni per una sempre maggiore tutela di questo nostro vanto italiano”.
Il premio ai “Padri della pizza contemporanea” che guardano ai giovani
Ogni prodotto di successo ha un “padre” che ne rappresenta la riuscita. Cosa che non è diversa per la pizza, che nei più grandi artisti dell’arte bianca trova l’espressione della competenza, della capacità e della maestria che l’hanno portata ai più alti livelli. “Maestri” o “padri”, che dir si voglia, o anche solo cuochi o panificatori o “uomini di cucina” come alcuni di loro si definiscono, ma che oggi alla cerimonia di apertura di Pizza Convention non potevano che essere premiati con un riconoscimento ad hoc, che le Istituzioni presenti gli hanno assegnato come riconoscimento del loro prestigio. Un premio dal titolo “Padre della pizza contemporanea” che è stato conferito a quattro indiscussi capiscuola del settore:

Gabriele Bonci – nessun bisogno di presentazione per un nome che tutti conoscono come l’indiscusso artista di impasti e pizza. “Ringrazio tutti – ha commentato – e ci tengo a suggerire quanto sia fondamentale che oggi la pizza guardi al territorio e all’ambiente, rispetto ai quali servono filosofia e tecnologia adeguate”.
Renato Bosco – noto a tutti come il “pizza ricercatore”, che ha voluto indicare ai giovani l’indispensabile fattore di “saper essere imprenditori rispetto a un mondo che può darvi grandi soddisfazioni”.
Simone Padoan – inventore della “pizza a degustazione”, per spingersi ancora più in là in un’esperienza culinaria, “perché la pizza non ha limiti”.
Franco Pepe -, semplicemnete “panificatore” la definizione che lui ama. Anche per Pepe il primo pensiero sono i giovani: “Quando mi riferisco a loro parlo dei miei colleghi e anche di me raccomandando una cosa precisa, guardate e imparate, ma trovate la vostra identità. Perché ciascuno deve avere la propria filosofia”.
Una identità e una filosofia “vincente” come quella dei quattro “padri della pizza contemporanea” protagonisti, in seguito, di due esclusivi faccia a faccia destinati a fare il punto su passato, presente e futuro della pizza, offrendo una prospettiva privilegiata sull’evoluzione di questo settore e sulle sue prospettive di sviluppo.

Pizza sempre più cara? Se ne mangia di meno ma è più buona
In una giornata dedicata a uno dei prodotti più diffusi ed amati non si poteva evitare di fare una sia pur rapida analisi di un mercato “impietoso” che, nell’aumento generale del costo delle materie prime, vede inevitabilmente “lievitare”, è proprio il caso di dirlo, il costo della pizza.
A fare il punto è Gabriele Bonci, che senza tanti giri di parole spiega: “La pizza non è cara. La pizza ha il suo costo, ed è adeguato ai costi di mercato”. Costi altissimi per materie prime di eccellenza. E allora la sintesi è semplice: “Aumenta il costo, diminuisce il consumo, ma la qualità è molto maggiore” spiega Bonci che non appare niente affatto impensierito dal trend. “I cittadini stanno nel consumo, non rinunciano alla pizza solo perché è inevitabilmente aumentata, direi anche di due o tre volte rispetto a 10 anni fa. Solo che se prima la mangiavano una volta a settimana ora la mangiano magari una volta al mese. I consumi sono scesi, siamo passati da mezzo chilogrammo di pizza consumato pro capite a circa 30 grammi pro capite. Ma, lo ripeto, la qualità adesso è molto alta e quella volta che si mangia la pizza italiana si capisce che quel prezzo lo vale”.

