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Le Città del Miele festeggiano 25 anni e guardano al futuro
(Agen Food) – Lazise (Vr), 25 set. – Venticinque anni di attività per Le Città del Miele, la rete dei territori che danno origine e identità ai mieli italiani, nata il 5 ottobre 2001 dall’iniziativa dei Sindaci di Lazise e Montalcino e oggi composta da 52 tra città e territori in 18 Regioni. Un impegno dedicato alla promozione del miele italiano e, soprattutto, alla valorizzazione del suo legame con i territori, la biodiversità, la cultura e le tradizioni locali. “Le Città del Miele rappresentano un grande valore collettivo, un lavoro unitario perseguito e mantenuto con costanza per un quarto di secolo – commenta Jean-Claude Daudry, Sindaco di Châtillon e Presidente de Le Città del Miele –. La visione è rimasta immutata nel tempo: la qualità e la diversità dei tanti mieli italiani trovano il loro legame nei territori che li originano. Il miele non è solo un prodotto delle api, ma uno straordinario testimone del territorio e un interprete del patrimonio di biodiversità, cultura e tradizioni che caratterizza tante località italiane”.
Un modello di promozione territoriale che ha superato i confini nazionali: nel 2021 la FAO, all’interno del report “Buone pratiche per un’apicoltura sostenibile”, ha citato l’esperienza de Le Città del Miele, riconoscendone l’impegno collettivo a favore dell’apicoltura territoriale. Il cuore dell’attività è da sempre la promozione “a rete”, attraverso l’agenda annuale “…Andar per miele”, che riunisce sagre, fiere, feste e mostre mercato organizzate dalle Città associate con il coinvolgimento di apicoltori, associazioni e amministrazioni locali. Un calendario che oggi genera un investimento promozionale collettivo di circa 350 mila euro e richiama ogni anno oltre 400 mila partecipanti. In oltre vent’anni, gli appuntamenti hanno raggiunto complessivamente più di 8 milioni di consumatori, contribuendo anche alla nascita dell’apiturismo, nuovo modo di scoprire il mondo delle api, del miele e dei territori.
In questo percorso è cambiato anche il modo di percepire e consumare il miele. Dal 2001 a oggi il consumo pro capite in Italia è passato da 200 a 600 grammi, mentre il prodotto è progressivamente uscito dalla sola dimensione del “rimedio naturale” per conquistare un ruolo pieno nell’alimentazione quotidiana. Parallelamente, è cresciuta l’attenzione verso la naturalità del miele e verso il ruolo delle api e dell’apicoltura nella tutela dell’ambiente e della biodiversità.
Accanto alla promozione nazionale, Le Città del Miele hanno sviluppato negli anni iniziative specifiche dedicate alla qualità, alla formazione e alla valorizzazione culturale e turistica dei territori. Dal debutto dei mieli italiani a Vinitaly nel 2010 alla nascita del Premio Nazionale “Il miele del Sindaco”, fino ai concorsi territoriali, alle attività di aggiornamento per gli apicoltori e alla creazione di musei dedicati alla storia dell’apicoltura. Nel 2023 è nata inoltre La Strada del Miele di Macerata, primo format operativo nazionale dedicato all’apiturismo, che coinvolge apicoltori, ristoratori, strutture ricettive e realtà locali.
Il venticinquesimo anniversario diventa così anche un punto di partenza per una nuova fase. Tra le iniziative del 2026/2027 c’è la Scuola Apiarius, nata dall’accordo con l’Università di Camerino, che proporrà una formazione interdisciplinare rivolta agli apicoltori e orientata alle nuove sfide del settore, con iscrizioni previste da dicembre 2026. Nel 2027 debutterà inoltre a Châtillon “Miels Alpins”, primo concorso europeo dedicato alla qualità dei mieli dell’arco alpino, con il coinvolgimento di sette Regioni alpine italiane e di sette Paesi europei. Completa il programma “Raccontami… l’ape, il miele e la natura”, progetto rivolto alla Generazione Alpha che nell’anno scolastico 2026-2027 coinvolgerà circa 8.000 studenti delle scuole delle Città associate, con l’obiettivo di avvicinare le nuove generazioni alla cultura ambientale e al mondo dell’apicoltura.
Un percorso che continua a partire da una ricchezza unica: l’Italia conta oltre 60 tipologie di miele, espressione della straordinaria varietà delle fioriture e dei territori, per una produzione nazionale complessiva di circa 22 mila tonnellate l’anno. Un patrimonio che coinvolge tutte le Regioni italiane e che trova nell’apicoltura, riconosciuta e regolamentata dalla Legge 313 del 24 dicembre 2004, un importante presidio agricolo e territoriale.
