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Lollobrigida: la nostra ristorazione miglior “distribuzione” al mondo

(Agen Food) – Roma, 14 ott. – di Olga Iembo – La ristorazione italiana? La migliore al mondo. Ci sono circa 250.000 attività di ristorazione italiana nel mondo e ciascuna grande città, in ogni angolo della terra, ha diversi ristoranti italiani. La cosa non vale per alcun altro paese… e il mercato è sempre depositario della verità. Questa la sintesi del ragionamento del ministro dell’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Francesco Lollobrigida che oggi, intervenendo all’assemblea di Fipe Confcommercio Roma, presso la Tribuna Autorità dello Stadio Olimpico nell’ambito di Excellence Food Innovation 2024, non ha avuto esitazioni nel definire la nostra ristorazione, appunto, la migliore al mondo.

“Dalla terra alla tavola: il ruolo della ristorazione romana nella valorizzazione della filiera agroalimentare” il tema dell’incontro in cui anche gli altri relatori, moderati da Nerina di Nunzio, hanno esaltato il valore di un settore strategico per il Paese. “Strategico non solo sul piano economico – ha evidenziato Pier Andrea Chevallard, presidente Confcommercio Roma -, ma anche componente fondamentale del sistema di accoglienza, senza tralasciare poi l’enorme importanza che gli esercizi commerciali hanno come luoghi di socialità, perchè è tutto questo che fa grande la ristorazione”.

Ristorazione che è “ponte di collegamento fra produttori, territorio e utenti” ha rimarcato Sergio Paolantoni, presidente Fipe Roma, spiegando come le 25.000 attività di ristorazione di Roma rappresentino da sole l’8 per cento di tutta la ristorazione italiana, e snocciolando poi altri dati che ne definiscono la fisionomia di grande valore, con un 27 per cento di attività “in rosa” che mostrano la valorizzazione delle donne e un 16 per cento di attività il cui titolare non è italiano, a conferma della capacità di integrazione che il settore offre. Una ristorazione, quella italiana, la cui ricchezza poggia proprio sulla straordinaria varietà del patrimonio agroalimentare locale, come testimoniato dal fatto che 25 miliardi di prodotti agroalimentari sono venduti a questo settore, con ben 54 miliardi di valore aggiunto al Pil, e con un ulteriore aspetto “meritorio” che è il coinvolgimento di un milione e 400.000 lavoratori in questo ambito.

Tutti dati che accrescono ulteriormente l’importanza di questi pubblici esercizi che fa dei ristoratori “gli ambasciatori dell’accoglienza e del Made in Italy, e della ristorazione un pilastro dell’impresa turistica, più che mai in una città come Roma” ha ribadito Paolantoni raccontando, a simbolica conferma delle sue parole, come nel periodo della “chiusura” dovuta al Covid le parole più digitate nelle ricerche in rete siano state proprio “cucina romana”. Perché il nostro cibo e la nostra cucina sono espressione della nostra cultura, e “i ristoratori sono custodi di tradizioni millenarie e al tempo stesso pionieri dell’innovazione” che continua a fare grande il made in Italy, ha aggiunto infine il presidente di Fipe annunciando in anteprima il progetto che sarà attuato in occasione del Giubileo: l’app “Amici del pellegrino”, un network per l’accoglienza di pubblici esercizi che offriranno i loro servizi a prezzi agevolati a turisti e pellegrini, ma anche ai cittadini di Roma.

E sull’inestimabile valore del lavoro dei ristoratori e di tutti i collaboratori che operano in questo mondo, compresi i fondamentali “operatori di sala”, si è soffermato lungamente anche il ministro Lollobrigida, partendo dall’importanza che la distribuzione ha per dare il giusto valore ai prodotti. Ebbene “l’Italia è debolissima nella distribuzione – ha sottolineato il ministro -, visto che occupiamo in tal senso solo il nono posto in Europa. Ma la più forte ‘rete di distribuzione’ per noi è quella della ristorazione italiana, che è imbattibile nel nostro Paese e nel mondo intero. Con i 250.000 ristoranti italiani nel mondo è il mercato che ci assegna la qualifica della miglior cucina – ha ragionato Lollobrigida -, e se la nostra Nazione non vincerà mai sul piano della quantità, su quello della qualità può eccome. Ecco perché è necessario investire sulle imprese che fanno ristorazione, risorsa fra le più preziose. Ecco perché – ha aggiunto – ci è sembrato ovvio e doveroso candidare la cucina italiana a Patrimonio dell’Unesco, ed ecco perché siamo impegnati a ‘esportare’ la nostra formazione degli operatori, come infatti stiamo facendo con apposite strutture in altri Paesi, considerato che gli operatori della ristorazione sono ambasciatori della qualità italiana nonché dell’eccezionale capacità di accoglienza che vuol dire anche e soprattutto ‘racconto’ dei prodotti che sono fondamento della grandezza della nostra cucina. Ecco perché, inoltre – ha insistito Lollobrigida –, stiamo cercando di rovesciare una visione sbagliata che ancora vede la formazione presso gli Istituti tecnici, gli Alberghieri, gli Agrari, i Nautici, come fosse di serie B, diffondendo un messaggio devastante in termini di prospettive di crescita di un settore così vitale. Ecco perché infine – ha concluso il ministro – abbiamo deciso di puntare anche sul ‘riconoscimento’ istituzionale del valore dell’operato di chi lavora nell’ambito della ristorazione a tutti i livelli, immaginando su suggerimento del grande pasticcere Iginio Massari il premio per i vari ‘Maestri’ del settore, che consentirà a chi lo otterrà di poter insegnare per tramandare quella che, nei vari ambiti, è e resta una vera arte”.     

Redazione Agenfood

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Agen Food è la nuova agenzia di stampa, formata da professionisti nel campo dell’informazione e della comunicazione, incentrata esclusivamente su temi relativi al food, all’industria agroalimentare e al suo indotto, all’enogastronomia e al connesso mondo del turismo.

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