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Pertosa festeggia il carciofo bianco: al via la 28ª sagra dell’eccellenza italiana
(Agen Food) – Pertosa (Sa), 22 apr. – Torna la Sagra del Carciofo Bianco di Pertosa, in programma dal 2 al 4 e dal 9 all’11 maggio 2025. Giunta alla 28ª edizione, la manifestazione rappresenta uno degli appuntamenti più significativi del calendario enogastronomico campano, richiamando l’attenzione nazionale su un prodotto raro e simbolico dell’agricoltura italiana.

Il Carciofo Bianco di Pertosa, uno dei Presìdi Slow Food più piccoli al mondo, è al centro dell’evento. Varietà senza spine, dal colore chiarissimo e dal gusto delicato, è apprezzato per la sua versatilità e la possibilità di essere consumato anche crudo. Coltivato tra i 300 e i 700 metri di altitudine, il carciofo ha rischiato l’estinzione negli anni ’90, ma è stato salvato grazie all’impegno del Comune, della Parrocchia e dei cittadini, diventando un simbolo di rinascita e identità territoriale.
Durante i due weekend della sagra, gli stand gastronomici saranno attivi in Piazza De Marco (2 e 9 maggio a cena; 3, 4, 10 e 11 maggio a pranzo e cena) con piatti tipici, zuppe, primi e il rinomato carciofo crudo in pinzimonio con olio extravergine. Protagoniste della cucina le famiglie del borgo, in particolare le nonne, custodi delle ricette della tradizione.
L’iniziativa è promossa dalla Parrocchia Santa Maria delle Grazie con il patrocinio del Comune di Pertosa. L’evento offre anche momenti musicali, intrattenimento per bambini e occasioni di scoperta del territorio, tra cui la visita alla panchina gigante, alle vie storiche del borgo e alla fontana ispirata alle omonime Grotte, tra i complessi carsici più apprezzati in Europa.
Pertosa, 700 abitanti nel cuore del Geoparco del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, si conferma così laboratorio di ruralità autentica e modello di accoglienza tra tradizione e innovazione, grazie anche a servizi pubblici smart come le panchine solari dotate di ricariche USB e Wi-Fi gratuito. Nata come festa in onore del patrono San Vittorio Martire, la sagra continua a unire spiritualità, cultura contadina e valorizzazione del patrimonio agroalimentare.
