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Assocarni e Uniceb contro il “meat naming”

(Agen Food) – Roma, 30 lug. – Assocarni e Uniceb replicano alle dichiarazioni di Salvatore Castiglione, responsabile Qualità e sicurezza Danone e presidente del Gruppo Prodotti a base vegetale di Unione Italiana Food sulla crescita del comparto della fake meat e di prodotti analoghi a base vegetale. “La crescita della fake meat e dei prodotti analoghi a base vegetale è solo apparente in quanto tali prodotti, pur trovando spazio negli scaffali grazie a cospicui investimenti, girano poco perché il consumatore assaggiandoli tende poi a non ricomprarli”. Luigi Scordamaglia, presidente Assocarni, pone l’accento anche sul ‘meat naming’, evidenziando che “rappresenta una vera e propria frode per il consumatore in quanto lo induce a credere di acquistare un prodotto ad alto valore nutrizionale con le proteine nobili della carne per trovarsi poi in mano un prodotto in cui spesso l’unica componente è l’acqua o vegetali ultraprocessati che di naturale non hanno più niente”. Come sottolineano le due associazioni, produttori e i principali sostenitori di questi prodotti fake sono le stesse multinazionali che propongono il nutriscore per contrastare le eccellenze alimentari italiane e puntare a un’omologazione dell’alimentazione globale in contrasto anche con la visione emersa dall’Onu Food systems presummit in svolgimento in questi giorni a Roma. “Il settore dei prodotti di origine vegetale dovrebbe essere più creativo – dichiara Carlo Siciliani, presidente Uniceb – Queste aziende dovrebbero lavorare su nuovi concetti di marketing, per ottenere il riconoscimento dei consumatori e risolvere il paradosso fondamentale dell’industria delle imitazioni vegetali. Un’industria che si sforza di diventare di tendenza non ha bisogno di costruire il proprio successo servendosi di un marketing incentrato su prodotti pre-esistenti e sulla lotta a questi ultimi”.
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