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Fiera Mondiale del Peperoncino, il patron Rositani: numeri incredibili per un evento che è di tutti e rappresenta la vittoria del territorio

(Agen Food) – Rieti, 18 set. – di Olga Iembo – La Fiera Campionaria Mondiale del Peperoncino è ormai un “patrimonio” di Rieti, e il territorio la vive ormai se non senza sforzo, quantomeno con grande sicurezza. Ma questa edizione 2025 ha rappresentato una sfida ulteriore che poteva far paura: raddoppiare una durata già considerevole, organizzare e tenere alta la tensione e l’attenzione non più per 5 ma per ben 10 giorni, realizzando uno dei più imponenti e partecipati eventi del centro Italia. Ma a Rieti paura non ne hanno avuta. La Fiera è andata avanti dal primo all’ultimo giorno, con favore dei nembi che si sono tenuti alla larga, e ha consentito di raggiungere risultati che hanno impressionato il più convinto degli organizzatori, un Livio Rositani – presidente dell’associazione Rieti Cuore Piccante che gestisce l’evento -, che non ha nascosto la sua gioiosa sorpresa di fronte a numeri da record.  

Rositani, non possiamo che partire da un’immediata considerazione su questa edizione che lei ha definito “da record”… E’ più stanco o più felice?

“Sono veramente tanto stanco, ma molto più felice perché è stata la migliore edizione delle Fiera da quando esiste. In 14 anni non abbiamo mai visto un tale risultato, un flusso continuo di gente, compresi tanti turisti, che hanno riempito alberghi, ristoranti, bar, negozi… Insomma sono davvero soddisfatto perchè l’obiettivo per il quale nasce questa manifestazione è proprio questo, raccontare e mostrare a tutti un territorio così bello, ricco e pieno di competenza, energia, capacità. Al centro di tutto c’è il peperoncino, ma dopo viene l’intero territorio”.

La Fiera del 2025 ha battezzato l’impresa dei 10 giorni, una sorta di “azzardo” in termini di impegno organizzativo. Sfida vinta?

“La sfida è stata pienamente vinta, posso dirlo senza alcuna remora. E’ vero che dieci giorni sono tanti e che è stato un azzardo, ma diciamo che la fortuna aiuta gli audaci e poi ormai la manifestazione è cresciuta talmente tanto, ed è arrivata a un livello talmente alto, che era inevitabile il successo che ha riscontrato. Questo esordio dei 10 giorni era scontato per chi già conosce e vive quest’evento, e io stesso sapevo che sarebbe andata benissimo. Certo, c’è sempre un fattore di rischio, ma in termini di comunicazione e di promozione abbiamo dato il massimo, siamo andati a livelli altissimi, siamo arrivati sulle radio nazionali, in pubblicità nazionale, con un panel di ospiti e di artisti straordinario, quindi io non avevo dubbi che avremmo riscosso un grande successo. Un azzardo in termini organizzativi lo è stato, perché parliamo di qualcosa di complicatissimo, ma la squadra che abbiamo creato negli anni funziona alla perfezione. E’ la squadra che vince, senza quella non si va da nessuna parte. Nel corso del tempo sono riuscito a creare un gruppo prettamente del territorio reatino fatto di professionisti, di gente affidabile, di gente onesta, di gente capace e, pertanto, anche se la fatica la sentiamo tutti ce la dividiamo e così ce la facciamo. Io guido la macchina, cerco di dare input e indicazioni, ma devo dire che il segreto della Fiera è esattamente la squadra, con il suo affiatamento, la sua credibilità, il tanto lavoro e la tanta fatica che mettiamo per un intero anno”.

Una squadra in cui ciascuno svolge il suo peculiare compito per questa imponente manifestazione, a cominciare dall’impegno profuso dalle associazioni di categoria…

“Assolutamente sì. Le associazioni sono la spina dorsale dell’evento, hanno un ruolo fondamentale perché rappresentano il mondo che prioritariamente la Fiera vuole coinvolgere. Confcommercio, Coldiretti, e la Camera di Commercio che ‘racchiude’ tutte le realtà, sono stati in prima linea nella realizzazione della manifestazione con iniziative straordinarie e una grande competenza e capacità. Ma comunque voglio sottolineare con forza che questa Fiera non ‘appartiene’ a nessuno in particolare, non ‘è’ di nessuno, ma piuttosto è di tutti. Tutti ci lavoriamo, tutti ci impegniamo ciascuno a proprio modo, ma questo evento non è mio, né della Camera di Commercio né di altri. La Fiera è della città di Rieti, è di tutti, è del territorio, è della provincia e della regione, è della gente”.  

Notevole riscontro lo avete avuto, ancora una volta, dalle Istituzioni che ci credono sempre di più, presenti a tutti i livelli, dal padrone di casa, il sindaco di Rieti, via via fino ad arrivare al ministro Lollobrigida…

“Devo dire questo nostro grande ‘successo’ è anche il risultato della partecipazione fattiva di tutte le Istituzioni, che non ringrazieremo mai abbastanza. Il Comune, la Provincia, la Prefettura e tutte le Forze dell’ordine, tutti hanno contribuito per far sì che la manifestazione venisse al meglio, che ci fossero le condizioni migliori di sicurezza, di viabilità, di protezione civile, si è mobilitato l’intero tessuto sociale e istituzionale della città, con un’energia straordinaria che fa la differenza. Istituzioni fino ai più alti livelli, fino al Ministro Lollobrigida che ancora una volta ci ha dato il massimo della gratificazione, partecipando in maniera veramente sentita e non formale. E’ stato in Fiera il sabato 6 settembre, e si è trattenuto per oltre 4 ore, ha voluto visitare tutto e girare in tante strade, ha voluto vedere gli stand, fare un po’ di chiacchiere con dei produttori di peperoncino a cui ha chiesto dei consigli – perché anche al ministro piacciono molto i peperoncini –; ha mangiato ai tavoli della Fiera, abbiamo preso un panino con l’hamburger di pecora fatto da alcuni ragazzi di Rieti, insomma ha avuto modo anche di degustare delle ottime cose che si trovavano in manifestazione condividendo pienamente questa esperienza. Era molto rapito dalla marea di gente presente e dall’atmosfera della Fiera, ha ribadito l’orgoglio in quanto rappresentante del Ministero nel partecipare all’evento, e la volontà di far crescere ancora di più questa manifestazione ovviamente nei termini in cui sarà fattibile. Devo dire con un’immensa soddisfazione che il ministro era davvero impressionato dalla macchina organizzativa che è riuscita a realizzare un impegno così poderoso in una cittadina come Rieti, e io ne sono orgoglioso”.

Contributi di grande pregio, ancora una volta, anche dal mondo scientifico-professionale e universitario…

“Assolutamente. E’ un vanto per noi. Abbiamo avuto l’Università della Tuscia, l’Università di Perugia, abbiamo avuto il Crea, abbiamo avuto gli universitari che hanno fatto convegni, hanno promosso degustazioni anche con la Camera di Commercio, con l’Associazione provinciale degli Chef in un altro spazio di grande successo che è stato quello della Regione Lazio e dell’Arsial dove sistematicamente, tutti i giorni, a tutte le ore, c’erano chef che cucinavano, che facevano promozione dei prodotti del territorio, dei prodotti laziali. Ecco, il contributo del mondo universitario è impagabile, perché rappresenta un lavoro che, a partire dalla Fiera, poi prosegue anche tutto l’anno, portando avanti ancora la ricerca, il campo catalogo, e tante iniziative fondamentali in questo comparto. Sul campo catalogo lavoriamo con tanto impegno, vogliamo che il lavoro dell’Università di Perugia venga esaltato e laddove fosse possibile anche incrementato. Altro stakeholder importante è stata l’Università della Tuscia, che ha fatto un convegno mirato sul comparto agricolo e il peperoncino, importantissimo, di livello altissimo, c’erano 7-8 professori; è arrivata anche l’Università della Sapienza con il sottosegretario Frassinetti a fare un incontro sullo sviluppo della Sapienza a Rieti e di vari altri canali di studio che si intendono aprire. Le università sono state presenti in maniera preponderante, abbiamo avuto il professore del CREA e il presidente dell’ISMEA, tutte strutture che portano avanti il fondamentale aspetto dello studio e della ricerca, che devono ricevere la massima attenzione secondo me”.

Ultimi, ma non meno importanti, gli sponsor che, da privati, dimostrano di credere in un evento divenuto letteralmente “pubblico”…

“Sì, è proprio così, si tratta di è un evento fieristico aperto a tutti, tutto quello che viene offerto è gratuito – al di là dei prodotti degli espositori ovviamente -. E questo è possibile soprattutto grazie agli sponsor, che ci supportano sia dal nostro territorio ma anche da ‘fuori’. Di anno in anno intercettiamo sempre di più nuovi sponsor e per questa edizione abbiamo avuto anche sponsor di caratura nazionale. E’ stato un crescendo, rispetto allo scorso anno le percentuali in termini di sponsorizzazioni private e relative ad aziende di caratura nazionale  sono state molto maggiori”.

Ancora tante le presenze delle Ambasciate estere, sono state implementate ulteriori proficue collaborazioni?

“Assolutamente sì, noi ormai siamo in perfetto collegamento con i loro territori. Queste Ambasciate le stiamo mettendo in relazione con il tessuto locale, per quanto riguarda i rapporti di import e di export. E’ fondamentale mettere in comunicazione questi Paesi con le tante realtà che hanno la forza di esportare il proprio prodotto, perché all’estero cercano moltissimo il prodotto italiano: dall’olio, al macchinario di produzione agricola, a tane altre cose e alle conoscenze che noi possiamo trasmettere a questi territori che spesso rispetto ad alcuni comparti si trovano molto indietro. Solo per fare un esempio dico anche che con l’Angola ormai da un anno e mezzo stiamo collaborando perché vogliono replicare la Fiera del peperoncino a Luanda, la loro capitale, ovviamente in misura “ridotta”, ospitando le tante aziende italiane che vogliono promuovere il loro prodotto”.

Rositani, parliamo dei numeri della Fiera Campionaria 2025

“Sono numeri impressionanti al di là di ogni aspettativa. Ben oltre 300.000 presenze per un indotto stimato di 4.8 milioni di euro, 9.000 pernottamenti, 350.000 visualizzazioni e quasi 85.000 visitatori unici sul sito web della Fiera nei soli giorni dell’evento, 6 milioni di visualizzazioni sui social network dell’evento (facebook, Instragam e TikTok) di cui oltre 4 milioni nei giorni dell’evento, oltre 3mila visitatori nelle mostre d’arte e della Texas Instrument, sold out entrambe le visite guidate organizzate dal Gruppo Fai Rieti. Mi piace sottolineare questa cosa: noi abbiamo avuto quasi 7 milioni di visualizzazioni in 10 giorni dell’evento tra Instagram e Facebook. Se a questi si aggiungono i 9,2 milioni che ha avuto il nostro media partner locale RietiLife tra Facebook e Instagram, arriviamo a 15 milioni di persone che hanno interagito con la Fiera sui social nelle varie modalità. In tutto questo non ho ancora i dati delle due radio, Radio Subasio e Radio 105, che ringrazio fortemente per la partecipazione e la partnership, ma credo che in termini di ascolto nei 20 giorni di promozione che hanno fatto a livello nazionale, secondo me arriveremo a più di 20 milioni di contatti. E’ veramente impressionante”.

La Fiera quest’anno rappresentava una nuova scommessa, chi ne sono i veri vincitori?

“Il vero vincitore della Fiera è il territorio. In prima battuta la città, quindi il comune di Rieti, ma in seconda battuta la provincia di Rieti, in terza battuta la regione Lazio, in quarta battuta tutte le associazioni di categoria, le Istituzioni della città, della provincia, della regione, questi sono i veri vincitori perché, come dicevamo prima, si è fatta squadra, si sono creati i presupposti affinché si mettessero le basi per il grande successo che abbiamo ottenuto”.

Qual è stato il momento più difficile? Ha mai temuto che non ce l’avreste fatta?

“Il più grande momento di difficoltà e di ansia è stato legato alle condizioni metereologiche, perché prima della Fiera sembrava che proprio nei giorni della manifestazione dovese venire giù il finimondo, ma come ho detto la fortuna aiuta gli audaci! Un altro momento particolarmente difficile è stato legato a una serie di difficoltà dovute alle programmazioni artistiche, ma le beghe organizzative ci sono sempre, bisogna avere la calma e la profesionalità per risolverle”.

L’immagine di questa XIV edizione che per lei simboleggia tutto l’evento?

“Sicuramente la foto aerea scattata la sera del 7 settembre: una piazza stracolma, una città illuminata, un’atmosfera festosa e colorata, una Rieti bellissima piena di volti sorridenti. Quella foto secondo me rende il vero sentiment della manifestazione, il vero successo, la vera anima della città con i suoi meravigliosi abitanti e tantissimi, tantissimi turisti da tutta Italia e anche dall’estero” . 

Rositani, la domanda è d’obbligo…. Sappiamo da tanti amici della Fiera sentiti da Agen Food che già sono sul tavolo novità per l’anno prossimo… cosa ci può svelare?  

“Come prima cosa confermeremo la durata dei dieci giorni e stiamo pensando di anticipare leggermente il periodo della Fiera all’ultima decade di agosto. Ci sono alcuni ‘aggiustamenti’ che ci siamo resi conto servono e, realisticamente, l’area fieristica sarà incrementata in maniera significativa anche perché a quel punto saranno terminati i lavori nel centro storico che quest’anno ci hanno limitato. Rinnoveremo la partnership con Radio Subasio e con Radio 105, che sono state un vero valore aggiunto e poi ci saranno tante altre novità in termini di intrattenimento e altre cose… ma non posso ancora svelare nulla”.

Redazione Agenfood

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Agen Food è la nuova agenzia di stampa, formata da professionisti nel campo dell’informazione e della comunicazione, incentrata esclusivamente su temi relativi al food, all’industria agroalimentare e al suo indotto, all’enogastronomia e al connesso mondo del turismo.

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