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Intervista all’on. La Salandra (FdI): sosteniamo Localtourism.it perché mette in rete bellezza, promuovendo prodotti, territorio e cultura
(Agen Food) – Roma, 05 feb. – di Olga Iembo – I prodotti italiani rappresentano l’identità del territorio, è questo che li fa grandi nel mondo ed è questo, dunque, che si deve raccontare al consumatore proprio attraverso il prodotto o il servizio che questi sceglie e che, grazie ad un’etichetta “parlante”, può farsi ambasciatore di bellezza e cultura.
Questo è il principio messo in pratica attraverso il progetto Localtourism.IT, un’innovazione di processo ideata immaginando che ogni prodotto o ogni struttura ricettiva divenga una suggestiva proiezione in immagini e parole, con lo story telling dell’azienda, le informazioni specifiche non solo dei prodotti e dei servizi, ma anche del territorio, suggerendo i punti di interesse culturali di un determinato luogo, le strutture di hospitality e gli eventi più significativi e tradizionali.
L’etichetta applicata al prodotto o al contesto in cui si offre il servizio “parla” grazie a uno speciale QR code che intrattiene il cliente, mettendo l’azienda in una vetrina senza margini in cui mostrare la propria esperienza, innestando la propria storia in un contesto costellato da altre esperienze attrattive e uniche, diverse dalla propria, in un sistema virtuoso che si autoalimenta, certificando il valore di un Made in Italy testimoniato dal un eloquente “.IT” e trasformando il consumatore del prodotto o il fruitore del servizio in un turista esperienziale.
Il progetto è stato illustrato nel corso di un incontro sul tema l’Etichetta Parlante del Made in Italy (registrazione disponibile sulla WebTV della Camera dei Deputati), promosso dal deputato di Fratelli d’Italia Giandonato La Salandra, che si è svolto mercoledì 29 gennaio nella Sala Stampa della Camera dei Deputati alla presenza, fra gli altri, dell’on. Aldo Mattia, l’on. Marco Cerreto, l’on. Gianluca Caramanna, il sen. Luca De Carlo, presidente della 9ª Commissione Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare, Enzo Dota (delegato nazionale di AssoretiPMI Marketing territoriale e presidente di Rete del Mediterraneo, ideatore di LocalTourism.it) e la prof.ssa Marie Pierre Escoubas (Sapienza Università di Roma che sta lavorando al protocollo Localtourism.IT con un progetto di ricerca). E sui contenuti della conferenza stampa ha risposto ad Agen Food il “padrone di casa”, on. La Salandra.

Onorevole, lei è stato il promotore di un incontro finalizzato a raccontare la piattaforma Localtourism.it, cosa l’ha convinta del progetto e le ha fatto credere nella sua utilità aprendogli le porte della Camera?
“L’idea, l’idea che portava in sé questa piattaforma. L’idea che un prodotto sia ambasciatore di un territorio e di una storia da raccontare. L’idea che un prodotto agroalimentare possa raccontare monumenti, piazze, strade. L’idea che un prodotto agroalimentare possa dirti dove mangiare, dove dormire, e raccontare di un’agricoltura che diventa protagonista del territorio. L’Italia è un paese esportatore, e noi esportiamo la nostra tradizione agricola e la nostra tradizione culinaria, con un Qrcode noi esportiamo anche la nostra Italia e guidiamo al nostro territorio e alla nostra cucina”.
L’etichetta parlante racconta il prodotto con la storia di chi lo produce ed anche con il suo territorio di provenienza, secondo lei il Made in Italy si valorizza proprio spiegando e mostrando dove affonda le sue radici?
“Io ho invitato, tra gli altri, l’on. Marco Cerreto che ci ha raccontato della Scorzetta di Bernalda, il comune di origine di Francis Ford Coppola, paese della Lucania dove esiste, per volontà del famoso regista, un hotel tra i più importanti del mezzogiorno, ed ho invitato il sen. De Carlo, presidente della Commissione Agricoltura, Industria e Turismo del Senato. Mi piace molto il suo racconto del Made in Italy. A Calalzo di Cadore, nel 1897 compare sull’asta degli occhiali la prima marchiatura Made in Italy. Ecco, il Made in Italy che racconta una storia che anticipa la nascita del più famoso brand al mondo. Li parlavamo di occhiali, ma l’agricoltura è il Made in Italy per eccellenza, e spesso le specificità agroalimentari nascono in territori talvolta sconosciuti che, per le proprie competenze agricole o agroalimentari, con le proprie produzioni portano l’Italia nel mondo, e credo sia giusto che il mondo conosca dove nascono, ad esempio, i friggitelli, che sono peperoni verdi dolci, del Foggiano che spesso vengono confusi con i friarielli del napoletano. Questa piattaforma digitale con Innovazione di Processo offre alle aziende enogastronomiche la possibilità di valorizzarsi insieme al loro territorio, creando una conoscenza della agricoltura in termini esperenziali”.
Il fatto che l’etichetta dia informazioni, oltre che sul prodotto, anche sul contesto locale, con l’indicazione di punti di interesse turistico, di eventi, di luoghi destinati all’ospitalità e al consumo enogastronomico, secondo lei, ha anche un valore etico e solidale: promuovere gli altri per dare forza a tutti?

“Io mi sono laureato in giurisprudenza e non certo in studi economici, ma in economia c’è una branca che viene chiamata economia etica, quella che, all’incontro, mi ha portato a citare Federico Caffè e quella idea, quella volontà di ragionare di economia cogliendo le implicazioni umane e culturali essenziali per il benessere degli individui. Molti prodotti agricoli italiani vengono dalle cosiddette Aree Interne e, come ho detto, se è vero che le aree interne sono spesso aree isolate, é certo che le comunità che le abitano, con le loro storie, le loro chiese, piazze o monumenti, non possono essere isolate o dimenticate. Le innovazioni digitali possono aumentare la conoscenza, e mettere insieme agricoltura e turismo é un atto dovuto”.
Questo Governo ha dichiaratamente puntato moltissimo sul Made in Italy, con diversi sforzi in vari contesti per esaltarne il valore e impegnarsi a sostenerlo. Anche uno strumento come Localtourism.it è funzionale a questi obiettivi e va quindi promosso?
“Il Ministro Lollobrigida ha restituito al mondo agricolo una dignità e una centralità che per molto tempo si avvertiva come perduta tra gli agricoltori, e con il Governo Meloni ha portato la Cucina Italiana ad essere patrimonio immateriale dell’Unesco. Patrimonio immateriale dell’Unesco é la cucina, i suoi prodotti e i suoi territori, quella terra che rende caratteristico un prodotto dell’agricoltura con proprietà organolettiche estremamente eterogenee e qualificanti i diversi piatti della cucina italiana. Questa piattaforma dimostra come il settore primario non è tale solo in termini di classificazioni economiche, credere nel settore primario vuol dire credere in uno dei settori produttivi che sono stati alla base dell’idea fondatrice dell’Europa. La piattaforma è lo strumento con cui un prodotto si fa ambasciatore di un territorio bellissimo e straordinario quale è l’Italia. Io dico sempre: guardando il nostro paese dall’alto per un terzo é terre coltivate, per un terzo é bosco, per un terzo è area urbana, il nostro paese è praticamente per due terzi agricoltura, é per due terzi bellezza. Questa innovazione di processo permette di portare bellezza sulla rete, una bellezza fatta di agricoltura e storie da raccontare”.
