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Il gusto di sentirsi bene: un brindisi alle eccellenze italiane in Piazza Barberini
(Agen Food) – Roma, 29 set. – di Giordana Oddi – La Fontana del Tritone ha brillato sotto le luci della sera ed è diventata lo sfondo di un evento che ha profumato di eccellenze italiane. Nella storica Piazza Barberini, Signorvino ha ospitato lo scorso giovedì “Il gusto di sentirsi bene”, un incontro dove il piacere del buon cibo si è intrecciato con la scoperta di vini autentici e biologici, in collaborazione con Pasta Rummo e la cantina Tenimenti Leone.

Il menu ha celebrato la semplicità colta della tradizione:
- Roma Bianco “Vulc Num” Bio di Tenimenti Leone, abbinato a una selezione di salumi, sfizi della casa e lievitati fragranti.
- Lazio Bianco “Caliga” Bio, a sposare i Fusillotti al pomodoro, impreziositi da Parmigiano Reggiano 48 mesi e stracciatella pugliese.
- Lazio Rosso “Aspis” Bio, in dialogo con i classici Spaghetti n.5 cacio e pepe, arricchiti da scaglie di tartufo.
Il gran finale ha previsto un abbinamento dolce a sorpresa e la selezione di dessert firmati Signorvino.

Ma la vera sorpresa è stata l’arrivo di Luca Argentero, accolto da un pubblico euforico entusiasta e fremente. L’attore ha presentato Sodamore, la sua birra analcolica, ricordando come il “mondo del beverage” stia abbracciando sempre di più anche le opzioni senza alcol.
A raccontare la filosofia dell’evento è stato Federico Veronesi, proprietario di Signorvino e della cantina Tenimenti Leone: “Non è affatto assurdo parlare di birra qui, è tutto parte di un universo in fermento. Tenimenti Leone nasce ai Castelli Romani, un territorio che qualcuno crede dimenticato, ma che è invece radice antichissima della nostra cultura. Gli etruschi, i greci, i romani: il vino è sempre stato il compagno della civiltà. Qui il terreno custodisce ancora un vulcano sotterraneo, da cui i nostri vini traggono mineralità e sapidità uniche. Coltiviamo vitigni autoctoni, in biologico, senza diserbanti chimici, per restituire al Lazio l’anima che gli appartiene.”

Il “Vulc Num”, primo vino servito, ha raccontato proprio questo legame: eleganza minerale e rispetto profondo per la terra. La seconda portata ha celebrato invece un’autentica eccellenza di Pasta Rummo: i Fusillotti al pomodoro, un formato che porta all’estremo la tradizione del fusillo. Come ha spiegato Riccardo Carnevali, chef di Pasta Rummo: “L’elica è stata ingrandita al massimo per raccogliere il sugo in ogni spirale: non è un semplice condimento, ma un abbraccio completo che avvolge ogni boccone.”
Ad accompagnare il piatto, il Lazio Bianco “Caliga” Bio di Tenimenti Leone, il cui nome ha evocato le antiche navi ritrovate nel lago vulcanico di Nemi. Federico Veronesi ha spiegato: “Così come quelle navi sono state riscoperte, abbiamo voluto riportare alla luce vini autentici e dimenticati del nostro territorio. La sapidità e la morbidezza del Caliga si sono sposate perfettamente con il pomodoro, esaltandone il carattere.”

Il viaggio sensoriale è proseguito con i classici Spaghetti n.5 cacio e pepe, impreziositi da scaglie di tartufo e pepe tostato in padella. Il Lazio Rosso “Aspis” Bio ha accompagnato questa portata, evocando il serpente simbolo di fertilità e abbondanza dei Castelli Romani: “Nel tempio di Giunone Sospica a Lanuvio, le fanciulle offrivano focacce all’aspide: se le mangiava, il raccolto sarebbe stato buono; in caso contrario, una fanciulla vergine sarebbe stata sacrificata al serpente. Quest’anno, fortunatamente, il raccolto è stato ottimo, non dobbiamo temere nulla!”, ha raccontato Veronesi. Il vino, speziato e armonico, si è rivelato il compagno ideale del formaggio e del tartufo, creando un dialogo perfetto tra storia e gusto.

A chiudere la serata, un brindisi dolce con Amarone della Valpolicella, prodotto dall’azienda La Giuva, accompagnato dai dessert firmati Signorvino: tiramisù, cannolo siciliano e altre prelibatezze della tradizione italiana. La dolcezza avvolgente del vino ha suggellato un percorso gastronomico che ha unito sapori, cultura e territorio.
Tra vini biologici, pasta di qualità, bollicine analcoliche e sorrisi, la serata in Piazza Barberini ha celebrato le eccellenze italiane come un abbraccio caloroso tra passato e presente. Un evento che ha ricordato a tutti che “il gusto di sentirsi bene” è un’arte che non ha tempo né scadenze.
