Skip to content

Carne coltivata, il Sottosegretario Siracusano: inquina di più

(Agen Food) – Roma, 14 apr. – Prosegue il dibattito sulla carne “sintetica”, specialmente a seguito del recente provvedimento del Governo che ne ha vietato in Italia la produzione e l’immissione sul mercato. Un confronto che è arrivato a Montecitorio, dove il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Matilde Siracusano, ha risposto a un’interpellanza urgente di Eleonora Evi (Alleanza Verdi e Sinistra) sul Decreto introducendo, accanto al tema più diffuso dei potenziali rischi per la salute a seguito del consumo di prodotti a base cellulare, quello dell’inquinamento derivante dalla loro produzione.

Siracusano, infatti, ha definito tale processo più inquinante dei tradizionali allevamenti zootecnici, evidenziando che la produzione di carni da cellule è energivora e produce CO2, che resta in atmosfera centinaia di anni, mentre gli animali emettono metano, che resta in atmosfera 12 anni, registrando comunque il dissenso di Evi che nell’Aula della Camera si è dichiarata “non soddisfatta” della risposta del Governo.

“Mi consenta anche di dissentire sui benefici per l’ambiente – aveva detto Siracusano esprimendosi sul tema dell’inquinamento – per una serie di motivi. Il primo riguarda la mistificazione delle metriche: la produzione di carni da cellule è energivora e produce CO2, che resta in atmosfera centinaia di anni, mentre gli animali emettono metano, che resta in atmosfera 12 anni. Studi autorevoli e recenti tendono a stimare l’impatto climalterante della carne prodotta da cellule intorno ai 13,6 kg di CO2. La media degli allevamenti italiani indica 0,26 di CO2 Kg per chilo di pollo e arriva a circa 13,5 per le carni bovine (sono dati Faostat). E stiamo parlando di medie, quando sarebbe più corretto un confronto con gli allevamenti più performanti”.

“C’è poi da approfondire il tema degli impatti ambientali indiretti – ha aggiunto -, che spostano ulteriormente l’equilibrio a favore dell’agricoltura e dell’allevamento naturali: quali sarebbero i costi ambientali e sociali della sostituzione della campagna con i bioreattori? Senza contare, inoltre, che l’impatto della carne sintetica, frutto di attività di laboratorio, porterebbe all’abbandono progressivo delle attività zootecniche, che da millenni si incaricano di conservare l’ambiente e curare il buono stato del territorio per le generazioni future, con conseguenti fenomeni di spopolamento e desertificazione”.

Il deputato Evi, per parte sua, ha contestato i dati esposti da Siracusano sull’impatto ambientale maggiore della carne coltivata, affermando che: “Tutto dipende da come verrà prodotta questa carne coltivata. Se utilizzeremo fonti fossili, è evidente che ci sarà una maggiore emissione in atmosfera di CO2, ma se si utilizzeranno le rinnovabili per gli impianti, per questi stabilimenti e questi laboratori, è evidente che il tema della CO2 non si pone”. Il deputato, inoltre, ha sottolineato la problematicità del metano: “Rimane in atmosfera, è vero, meno tempo, ma ha un potere calorifico molto più elevato della CO2. Quindi, per ridurlo velocemente, si avrebbero dei maggiori benefici proprio per la lotta alla crisi climatica”.

Redazione Agenfood

Redazione Agenfood

Agen Food è la nuova agenzia di stampa, formata da professionisti nel campo dell’informazione e della comunicazione, incentrata esclusivamente su temi relativi al food, all’industria agroalimentare e al suo indotto, all’enogastronomia e al connesso mondo del turismo.

Torna su
Agenfood
×