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Guerra della mozzarella tra Campania e Puglia, il caso The Guardian e la replica di Unexpected Italy
(Agen Food) – Bari, 30 set. – Una frase sulla mozzarella è bastata per scatenare, nel giro di pochi giorni, una vera e propria polemica mediatica tra Puglia e Campania. Tutto nasce dal reportage pubblicato dal The Guardian sulla provincia di Barletta-Andria-Trani, realizzato dalla giornalista Liz Boulter durante il viaggio organizzato con Unexpected Italy. Un articolo che racconta la BAT attraverso i suoi luoghi, la gastronomia, i produttori, le tradizioni e soprattutto le persone che rendono questo territorio unico. Ad aprire il reportage è una frase di Savio Losito, co-fondatore di Unexpected Italy e originario di Barletta: “I don’t eat mozzarella outside Puglia. It’s not the same”. Tradotto: non mangio mozzarella fuori dalla Puglia. Non è la stessa cosa”.
Savio è cresciuto mangiando mozzarella fresca, fatta in giornata; suo padre lo portava a mangiarla appena prodotta. Per questo, quando fuori dalla Puglia gli viene proposta una mozzarella pugliese definita “fresca”, tende a rifiutarla: se ha dovuto viaggiare per arrivare fino a lì, non può essere la stessa mozzarella appena prodotta che mangerebbe ad Andria magari ancora calda. E la stessa logica vale per la mozzarella di bufala campana e altri prodotti freschi che a detta di Savio vanno mangiati in giornata per coglierne il vero sapore.
Va precisato che l’articolo parla diffusamente della provincia di Barletta-Andria-Trani. La mozzarella fiordilatte di Andria e la burrata sono parte del racconto di viaggio, nel quale, tra le altre cose, si visita un caseificio, si assaggia la mozzarella appena fatta e si sperimenta direttamente cosa significhi mangiare un prodotto nel luogo e nel momento in cui viene prodotto. Il tema, quindi, non è Puglia contro Campania. Ma artigianale contro industriale. Freschezza contro lunga conservazione. Prodotto assaggiato nel suo territorio contro prodotto pensato per essere trasportato.
“Non sto dicendo che fuori dalla Puglia o dalla Campania non si possa fare una buona mozzarella”, spiega Savio Losito in un video su Instagram che sta raccogliendo decine di migliaia di visualizzazioni, centinaia di commenti, condivisioni e like. “Qualche mese fa ho mangiato una mozzarella in Valtellina, prodotta in un caseificio con il latte delle mucche allevate nella stalla accanto. Era buonissima. Ed è proprio questo il punto. La qualità non appartiene a una regione. Non è una gara tra territori. La qualità nasce quando ci sono persone che conoscono la materia prima, la lavorano con cura, rispettano i tempi e hanno un rapporto diretto con il territorio”.
Per Unexpected Italy, la vicenda racconta però anche qualcosa di più profondo. “È curioso che una frase nata per parlare di freschezza, artigianalità e territorio sia stata trasformata in una guerra tra regioni”, commenta Elisabetta Faggiana, CEO e co-founder di Unexpected Italy. Invece di pensare a come fare sistema e celebrare insieme ciò che abbiamo di straordinario, finiamo troppo spesso per sprecare energie in lotte interne e campanilismi che non servono a nessuno”.
Questo è il motivo per cui Unexpected Italy è nata. L’app non si limita a raccontare la storia e la cultura dei luoghi, ma porta i viaggiatori a conoscere le persone che stanno facendo la storia dell’Italia oggi: artigiani, produttori, agricoltori, chef, gelatieri, artisti e realtà dell’ospitalità indipendente. Anche il cibo viene raccontato partendo dalle persone e dai territori. All’interno dell’app sono disponibili guide enogastronomiche organizzate per stagione, provincia e tipologia, con racconti dedicati. Perché conoscere un prodotto significa anche capire chi lo produce, dove lo produce, come lo produce e perché proprio lì ha quel sapore.
