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Lotta biologica, Italia all’avanguardia: risultati positivi
(Agen Food) – San Michele all’Adige (TN), 20 apr. – Sono positivi e incoraggianti i primi risultati che arrivano sia a livello nazionale che in Trentino dal programma di lotta biologica classica basato sull’uso di insetti per contrastare in modo sostenibile, riducendo l’uso dei fitofarmaci, la cimice asiatica e la Drosophila suzukii, due importanti emergenze fitosanitarie che preoccupano da alcuni anni il mondo agricolo.
Da un lato, i lanci durati tre anni delle vespine samurai contro la cimice che hanno visto la FEM in prima linea anche con campagne di raccolta dell’insetto con il coinvolgimento dei cittadini, e dall’altro, il rilascio negli ultimi due anni nell’ambiente naturale di Ganaspis brasiliensis, dimostrano il naturale insediamento dei parassitoidi a spese degli insetti che stanno causando notevoli danni all’agricoltura.
In Trentino il programma di rilascio degli insetti utili è stato gestito nell’ambito del progetto SWAT nato nel 2020 e finanziato dalla Provincia autonoma di Trento e che proseguirà per un altro anno.
Per la cimice è stata richiesta l’estensione dell’autorizzazione per il quarto anno e le prospettive sono che diventi una delle diverse specie fitofaghe del meleto da gestire normalmente con una provincia di Trento, che si è rivelata un areale ideale per l’insediamento dei parassitoidi. Anche per la drosofila i risultati sono positivi; si attendono i risultati del terzo anno per poter fare delle previsioni circa l’evoluzione e il programma di lotta biologica proseguirà anche nel 2023.
Il tema è stato affrontato, oggi, nell’ambito del convegno lotta biologica patrocinato dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, dal CREA e dalla Provincia autonoma di Trento, realizzato da FEM in collaborazione con il Servizio Fitosanitario Nazionale, preceduto ieri da un tavolo tecnico con esponenti del mondo accademico e degli enti di ricerca che hanno discusso delle strategie comuni da adottare per la gestione, anche preventiva, delle specie aliene a rischio di introduzione nel prossimo futuro e delle modifiche normative necessarie per accelerare i processi di autorizzazione al rilascio di antagonisti naturali.
In apertura è intervenuto il Presidente della Fondazione Mach, Mirco Maria Franco Cattani, che ha sottolineato come il convegno di oggi, costituisca la prima di una serie di iniziative di carattere tecnico/scientifico e culturale, predisposte da un comitato organizzatore presieduto dal prof Attilio Scienza, che culmineranno nella celebrazione che avrà luogo il 28 settembre 2024 per valorizzare i 150 anni di storia di questa istituzione fondata nel lontano 1874.
“Oggi, come allora – ha evidenziato il Presidente Cattani – l’attività della Fondazione prosegue nell’intento di trovare risposte concrete alle problematiche emergenti, l’odierno convegno ne è una tangibile testimonianza, impegnandosi nel contempo anche a prevenire, per quanto possibile, le nuove fitopatie spesso procurate da specie aliene ed a proporre innovazione nel comparto agricolo, mediante nuove tecniche colturali, varietà, idee, approfondimenti scientifici utili anche ad altri ambiti produttivi nelle varie accezioni di interesse. L’interrelazione stretta tra le diverse componenti della Fondazione e il suo proficuo effetto nell’assolvere al fine statutario di fornire servizio all’agricoltura, ne hanno fatto un punto di riferimento non solo per analoghi enti di ricerca e università, ma anche per regioni e stati esteri, che chiedono consulenza, talvolta per dotarsi di una struttura analoga”.
