(Agen Food) - Roma, 01 ott. – Dal pranzo alla cena, passando per l’aperitvo. Scambio…

Note dal Sol Levante nel Bloody Brunch nel cuore della Capitale
(Agen Food) – Roma, 01 ott. – Una vera e propria istituzione dell’accoglienza capitolina. L’Hotel Locarno rappresenta da più di un secolo un tassello luminoso nel mosaico di Roma, una storia che ha inizio nel 1925, quando viene fondato in occasione del Giubileo da una famiglia svizzera. Situato a pochi passi da Piazza del Popolo, l’albergo conserva un fascino analogico raffinato, valorizzato dalla gestione di Caterina Valente, che ha ereditato la struttura dalla madre Maria Teresa Celli ponendo l’accento sulla preservazione degli arredi d’antiquariato e sul contatto umano, mantenendo persino le storiche chiavi in metallo per le stanze del piano nobile. Riconosciuto internazionalmente con la Chiave Michelin e l’inserimento nella guida 50 Best Discovery, l’indirizzo vanta un forte legame con il mondo dell’arte e del cinema, a partire dallo storico logo disegnato da Anselmo Ballester, illustratore del cinema muto, fino ad essere stato il rifugio romano di Federico Fellini, Giulietta Masina e Wes Anderson.
La miscelazione di Nicholas Pinna: la continuità fra estate e autunno
Dopo aver caratterizzato la stagione calda con una linea di miscelazione essenziale e rigorosa, figlia di un intenso periodo di studio trascorso a Tokyo, l’Head Bartender Nicholas Pinna trasporta la medesima precisione tecnica all’interno del Bloody Brunch. La nuova stagione autunnale non rinnega l’impostazione orientale sviluppata al bancone, ma la integra con misura all’interno dell’offerta del fine settimana. La ricerca dell’equilibrio e l’attenzione al dettaglio si confermano così la cifra stilistica del bar, garantendo una perfetta continuità di visione tra l’esperienza estiva e la proposta autunnale. La carta dei Bloody Mary celebra la natura di questo cocktail, tipicamente mattutino, attraverso un’esplorazione tecnica articolata su combinazioni nette e profili aromatici decisi. Oltre alla versione tradizionale, a base di vodka, e al Red Snapper miscelato con gin, la proposta si spinge verso sfumature internazionali e piccanti. Spiccano El Chapo, che unisce tequila e mezcal a una finitura di Togarashi o Five Spice, e Focu Meu, in cui la ‘nduja e il finocchietto selvatico incontrano un rim di tarallo. La dimensione d’ispirazione orientale trova la massima espressione nel Karai, dove la vodka si arricchisce delle note di shiso e di un rim al sale di wasabi.
La proposta gastronomica: tra memoria, cultura pop e suggestioni orientali
In cucina, lo chef Domenico Smargiassi affianca ai capisaldi della sua proposta delle nuove ricette, in un dialogo fra interpretazioni orientali e grandi classici dell’immaginario italo-americano. Sul fronte nipponico fa il suo ingresso il Chicken Karaage Burger, nato da una marinatura del pollo in soia, zenzero e mirin, la cui intensa persistenza aromatica viene bilanciata dalla freschezza di una maionese al wasabi homemade. La ricerca sul Sol Levante prosegue con il Tamago Sando, il tipico sandwich della tradizione giapponese, un inserimento studiato per completare la carta delle uova da brunch. I riferimenti d’oltreoceano prendono forma attraverso due ricette ricche di citazioni culturali. Il Tony’s Mac and Cheese, sviluppato dallo chef insieme al suo collaboratore Valerio, nasce come omaggio ad Anthony Bourdain, riproponendo con precisione le grammature e la ricetta codificata dal celebre chef americano nel suo libro. La componente narrativa continua con gli Spaghetti Meatballs, con polpette di manzo, piatto evocativo legato al ricordo cinematografico della pellicola Big Night, in cui la cucina italiana di immigrazione risponde alle abitudini dei commensali americani.
Tra le conferme della scorsa stagione spicca il Kebab di agnello, elaborato in sinergia con Faruk (altro storico membro della brigata) e servito con salsa allo yogurt, cetrioli e pomodori, risultato tra i cinque piatti più apprezzati dal pubblico. La sezione delle carni si arricchisce con il Carpaccio di manzo extra marezzato, d’ispirazione vicina alla Cecina de León e condito con olio, limone e mandorle tostate, e con il Galletto al mattone, la cui cottura per compressione dona una consistenza croccante alla pelle. Completa la linea calda la Porchetta di pancia di maiale al finocchietto, ingolosita in cottura da una leggera nota di salsa di soia. A garantire la continuità gastronomica restano i grandi primi dello chef Smargiassi, tra cui spiccano l’immancabile Amatriciana Grand Cru e i Tagliolini al gambero rosso di Mazara del Vallo. Nella selezione dei dolci, infine, il passaggio di testimone stagionale vede l’ingresso del Waffle, che prende il posto del pancake per arricchire la linea delle tradizionali proposte della casa come il Tiramisù e la Crostata ricotta e visciole.
Un’esperienza di ospitalità nel cuore della Capitale
Il Bloody Brunch dell’Hotel Locarno si conferma una parentesi di gusto capace di coniugare il ritmo rilassato del fine settimana con la ricercatezza di un grande albergo d’epoca. Tra l’eleganza degli ambienti storici e il dinamismo del bancone bar, l’esperienza proposta da Caterina Valente e dal suo team rinnova la vocazione cosmopolita della struttura, offrendo un punto di incontro unico in cui la memoria capitolina dialoga con il gusto contemporaneo.
