Skip to content

Mipaaf-Ismea: la filiera vitivinicola sempre più bio

Viti nelle campagne toscane

(Agen Food) – Roma, 03 ago. – Un nuovo trend coinvolge i vitigni italiani e non solo. Il bio avanza nella filiera vitivinicola: in Italia, nel 2020, quattro bottiglie di vino su 100 sono biologiche, e il fenomeno è in forte crescita in tutto il mondo, sia in termini di estensioni delle superfici vitate che di interesse del consumatore, sempre più attento all’impatto della produzione alimentare sull’ambiente.

Lo scatto sulla dimensione strutturale del settore e sulle tendenze in atto, con particolare riferimento al contesto italiano, è del report “La filiera vitivinicola biologica”, l’ultimo quaderno di una collana tematica dedicata al mondo del bio promossa dal Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali e realizzata dall’ Ismea in collaborazione con CIHEAM-Bari, nell’ambito delle attività del SINAB.

Ha spiegato Francesco Battistoni, sottosegretario all’agricoltura: “Questo quaderno tematico rappresenta un’importante fonte di informazione per gli attori della filiera vitivinicola biologica. Il biologico italiano è un prodotto di grande qualità, non a caso siamo primi esportatori europei e secondi a livello mondiale. Abbiamo il più alto numero di operatori biologici del vecchio continente ed un mercato costantemente in espansione. Il nostro modello di filiera è un esempio virtuoso, ma siamo consapevoli di avere ancora un grande margine di crescita. Per un agricoltore, dedicarsi al biologico rappresenta certamente una sfida, ma al tempo stesso anche una preziosa opportunità di fare impresa rispettando i canoni della sostenibilità economica, ambientale e sociale”.

Dei 7 milioni di ettari di superficie viticola complessivamente censita a livello mondiale, il 6,7% è coltivata secondo i metodi di produzione dell’agricoltura biologica, per un’estensione complessiva vicina ai 500 mila ettari, più del doppio rispetto a 10 anni fa. In Italia, al 2019 si contano 107.143 ettari di vigneto biologico (+109% nel decennio), con un’incidenza sulla superficie vitata complessiva di quasi il 19%, la più alta in Europa e nel mondo.
Più nel dettaglio, a livello regionale, emerge da parte del Centro-Nord il tentativo di recuperare nell’ultimo decennio il gap di superfici con il Mezzogiorno. Un percorso di crescita che ha portato a un maggior equilibro nella distribuzione di vigneti tra Nord (22,8%), Centro (22,5%), Sud (25,5%) e Isole (29,2%).
Sempre nel Belpaese inoltre, sono oltre 18 mila i viticoltori bio ai quali si aggiungono tutti gli altri attori della filiera, per un totale di operatori del settore vitivinicolo biologico vicino alle 25.000 unità. Sul fronte dei consumi, è invece soprattutto all’estero che il vino biologico gode di maggiore apprezzamento: la Germania e la Francia risultano capofila tra i Paesi consumatori, mentre l’Italia detiene un ruolo importante nelle esportazioni del settore.

“Questo lavoro ha il merito di consegnare il quadro del settore vitivinicolo biologico sia in ambito mondiale che nazionale e ci restituisce una fotografia di un Paese, il nostro, ancora una volta competitivo e sul podio per la viticoltura biologica, sia per superfici coltivate che per il ruolo che riveste nelle esportazioni del comparto – ha commentato Maria Chiara Zaganelli, Direttore generale di ISMEA -. L’analisi dei principali indicatori economici fa emergere a tutto tondo la vivacità del settore e le sue potenzialità nel contribuire all’accelerazione del processo di transizione ecologica del nostro sistema agroalimentare”.

#Ismea #Mipaaf #bio #biologico #vino #filieravitivinicola

Redazione Agenfood

Redazione Agenfood

Agen Food è la nuova agenzia di stampa, formata da professionisti nel campo dell’informazione e della comunicazione, incentrata esclusivamente su temi relativi al food, all’industria agroalimentare e al suo indotto, all’enogastronomia e al connesso mondo del turismo.

Torna su
Agenfood
×