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Emergenza Granchio Blu, nuovi incontri alla ricerca di soluzioni
(Agen Food) – Roma, 22 ago – di Olga Iembo – Domani dalle ore 11.30 al porto di Pila (Porto Tolle, Rovigo), il presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, visiterà il Delta del Po afflitto dal problema della proliferazione del granchio blu. Incontrerà i pescatori al rientro dalle attività di pesca, da mesi compromessa dalla proliferazione dei granchi blu che stanno distruggendo gli ambienti lagunari, in particolar modo gli orti di mare dove si svolge la tradizionale molluschicoltura polesana. Oltre alle istituzioni del territorio, saranno presenti i rappresentanti di Coldiretti regionali e locali.
Ieri, intanto, il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, assieme agli assessori all’Agricoltura e pesca, Alessio Mammi, e al Bilancio, Paolo Calvano, ha incontrato i sindaci di Goro e Comacchio, gli operatori del settore e le loro rappresentanze economiche nell’area del Delta del Po, per discutere di aiuti, ristori, più ricerca per contrastare la proliferazione del granchio blu, e interventi strutturali per difendere gli allevamenti. Bonaccini ci ha tenuto a evidenziare il “bisogno che si capisca a Roma che questo disastro mette in crisi la vita di migliaia di famiglie e di imprese. E rischia di essere distrutta un’economia che non solo dà da vivere a una comunità, ma che è una eccellenza italiana ed europea, assieme ad altre produzioni identitarie di questa regione”.
Sulla questione è intervenuto anche il Partito democratico, con una risoluzione firmata da Marcella Zappaterra (prima firmataria) e Marco Fabbri, per sollecitare proprio la Regione Emilia-Romagna affinchè “chieda al più presto al governo lo stato di emergenza nazionale per la situazione del granchio blu e la relativa quantificazione dei danni ambientali ed economici subiti dal territorio e dalle imprese coinvolte”. Zappaterra ha spiegato che “secondo Fedagripesca-Confcooperative, il danno economico attuale causato dal granchio blu in Italia sarebbe già attorno ai 100 milioni di euro”, e per questo i due esponenti del Pd ritengono necessario che l’Unione europea rimoduli i fondi Feamp (Fondi europei specifici per il settore pesca) per il contrasto al granchio blu, in modo che possano essere liberate risorse in fretta per sostenere le imprese”.
Allo stesso tempo, però, Gennaro Scognamiglio, presidente nazionale di Unci AgroAlimentare, ha rassicurato che: “La campagna di contrasto all’invasione del granchio blu nei mari italiani diventa operativa, con l’obiettivo di limitare i danni provocati da questa specie proveniente dall’Atlantico del Nord e cercare di trasformarla in una risorsa”. “Grazie al governo nazionale – ha sottolineato Scognamiglio – si è riusciti a mettere in piedi un piano di intervento per la gestione del problema, con l’intento di creare nuove opportunità per il comparto ittico, attraverso la cattura sistematica e la commercializzazione della specie killer, la cui carne è considerata pregiata e prelibata. E’ tempo dunque di entrare nel vivo delle operazioni con la pubblicazione del decreto, che consente l’utilizzo di attrezzi appositi”.
E, sempre ieri mattina, il presidente della IX Commissione – Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare, il senatore Luca De Carlo, è stato in sopralluogo nel Rodigino a Porto Tolle, nella Laguna del Canarin con il vicesindaco Raffaele Crepaldi e con il presidente del consorzio dei pescatori del Polesine, Luigino Marchesini, per seguire in prima persona le operazioni di pesca del Granchio blu e le tecniche impiegate. “E’ stata un’occasione importante per vedere da vicino le diverse operazioni di pesca e i risultati – ha spiegato De Carlo -. I numeri sono impressionanti: con l’ostreghero, una sola barca ha raccolto 2,5 quintali di granchi blu in due ore, mentre con le gabbie lasciate 12 ore in acqua ne è stato accolto un altro quintale”. “E’ indubbio che è un problema che va eradicato in maniera decisa, ed in questo è fondamentale il ruolo dei pescatori: il Governo ha attivato già le prime misure economiche e normative per sostenerli, e si stanno sviluppando e promuovendo forme di consumo alimentare”.
Soluzioni che però non convincono Cia-Agricoltori italiani Veneto, da cui giungono pesanti critiche poiché, ha affermato il presidente Gianmichele Passarini, la criticità del granchio blu, non può essere trattata “alla stregua di uno show cooking. L’unico obiettivo che siamo tenuti a perseguire – ha detto – è la redazione, per quanto possibile, di un programma di contenimento del granchio blu nelle nostre acque. Il Veneto è chiamato a diventare un faro pure per le altre regioni afflitte dal medesimo problema”. “Di certo – ha aggiunto – non si può ridurre un’emergenza di tale portata, che sta mettendo in crisi migliaia di attività, con pesantissime ricadute negative in termini economici, a un ‘ricettario’ nel quale esaltare la bontà del granchio blu. Oggi “è l’intero comparto veneto della pesca ad essere a rischio”, gli ha fatto eco Pescagri Cia Veneto, l’associazione dei pescatori per la tutela, lo sviluppo e la valorizzazione della pesca e dell’acquacoltura perché, ha spiegato, “non solo la ‘Cozza di Scardovari Dop’ e le vongole. Il granchio blu si ciba di quasi tutti i tipi di pesce attualmente presenti nell’area dell’Alto Mar Adriatico”.
