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La magia avvolgente di Roma Hortus Vini fra eccellenze e natura
(Agen Food) – 19 giu. – di Olga Iembo – Un evento da sogno nel cuore di Trastevere, una passeggiata nella storia, nel gusto, nell’autenticità, in un’atmosfera magica e senza tempo, fra il verde della vegetazione e sotto l’azzurro del cielo, in un silenzio irreale per il centro della Capitale, allietato solo dalla musica che si fonde con il paesaggio, il cinguettio degli uccelli e il tintinnare di bottiglie che promettono sorprese esaltanti e inebrianti.
Questo è Roma Hortus Vini – Festival dei vitigni autoctoni del vigneto Italia, una tre giorni che celebra il vino sulla scia dell’entusiasmo straordinario generato dal “ritorno della vite al centro di Roma”. “Perché l’evento è conseguente alla creazione della vigna” ha voluto sottolineare Luca Maroni, patron de “I Migliori vini italiani” e della manifestazione, riferendosi al Vigneto Italia dell’Orto Botanico di Roma, con i suoi 155 vitigni autoctoni provenienti da tutte le Regioni d’Italia in 600 metri quadri.
Non a caso, i momenti più suggestivi dell’evento, iniziato venerdì 17 e che si concluderà oggi, sono state proprio le degustazioni serali sul prato accanto al Vigneto Italia tenute da Maroni, analista sensoriale di fama internazionale, esperto di vino e scrittore, autore della guida trentennale I Migliori Vini Italiani, nonché ideatore del progetto Vigneto Italia.
Oltre 100 le aziende espositrici a Roma Hortus Vini, con i migliori vini monovitigno prodotti da vitigni autoctoni italiani in libera degustazione nel corso della tre giorni animata anche dal “Teatro di…vino” di e con Michele La Ginestra, alla musica di Francigena in Jazz & Swing, The Swing Barriques – Enza Giuliano, Alberto Antonucci, Marco Cortese, Gipsy Legacy Project – Federico Procopio, Lorenzo Bucci, Federico Montemarano, Blue Monday Trio – Giampaolo Scatozza, Emanuele Rizzo, Dario Piccioni, gli Altavoce, e “Le Bolle di Idà”.
“Siamo nel mondo del vino dal 1987, e proponiamo a tutti i produttori di vino italiani di partecipare a questo evento – ha raccontato ad Agen Food Luca Maroni -. Vogliamo far capire a tutti quanto è bello questo mondo, soprattutto ai più giovani mostrare quanto questo potrebbe essere una realtà che li accoglie da un punto di vista lavorativo, tanto nell’applicazione viticola agronomica con la coltivazione della terra e dell’uva, quanto in quella enologica legata alla trasformazione. E’ un mondo che, a ben vedere, attrae i giovani tantissimo e li entusiasma. E’ un mondo, soprattutto, che rappresenta l’essenza della differenza italiana: ogni regione ha una storia a sé, in ogni regione gli elementi che danno l’uva lavorano in modo diverso, quindi non si può che entusiasmarsi di fronte a tutto questo”.
E di produttori orgogliosi a Roma Hortus Vini se ne incontrano decine, tutti fieramente pronti a raccontare la propria realtà e a condurre i presenti in un viaggio sensoriale che solo il vino sa regalare.
Uno fra tanti Riccardo Messina, founder di Tenute dei Ciclopi – Vini del Vulcano, che ha portato a Roma lo stupore delle vigne siciliane. “Il vino sull’Etna – racconta – s produce dal tempo degli antichi Greci, i Romani avevano trasformato l’Etna in un grande vigneto, fino al 1945 un terzo della superficie etnea era completamente ricoperta da vigne, 30.000 ettari su 90.000 ettari.
Poi un periodo di ‘stanca’ dal ’45 fino agli anni ’90 e adesso la rinascita. E i vini dell’Etna non potevano che stare a Roma, perché sono abituati a viaggiare con la loro grande carica di zolfo che non dipende dall’anidride solforosa che si aggiunge durante la vinificazione, ma viene dalla cosa più naturale: la terra, perché ogni anno l’Etna deposita circa 750.000 tonnellate di piroclasti sulle vigne, che le nutrono e le conservano”. Vini importanti, speciali, che sanno imporsi per il loro valore; una significativa quantità di bottiglie esportate negli Stati Uniti; una nuova produzione che dovrebbe essere lanciata fra pochi mesi; un connubio fra vino e ospitalità che sta prendendo forma sull’Etna; e soprattutto un entusiasmo incontenibile quello di Riccardo Messina.
Ma non solo suo, perché queste sono le caratteristiche delle “carte d’identità” dei tanti espositori protagonisti di Roma Hortus Vini che, stanotte, chiuderà i battenti lasciando la sua scia di brio che conduce diretta al Vigneto Italia presso l’Orto Botanico.
