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Pallini,150 anni in un sorso di Italia

(Agen Food) – Roma, 05 giu. – di Giordana Oddi – A Roma, a pochi passi dai monumenti che hanno fatto la storia, batte ancora oggi l’anima di un’impresa familiare che ha attraversato cinque generazioni senza mai perdere la propria identità: Pallini

Fondata nel 1875 ad Antrodoco, questa storica distilleria ha trovato nella Capitale il terreno fertile per diventare ambasciatrice del gusto italiano nel mondo, portando con sé profumi, sapori e valori che raccontano un’intera cultura.

In un mondo che cambia rapidamente, Pallini ha saputo restare fedele a sé stessa, innovando con rispetto, e arrivando a esportare in oltre 70 Paesi non solo liquori di qualità, ma una vera esperienza di italianità. Ne abbiamo parlato con Micaela Pallini, attuale guida dell’azienda, per scoprire cosa significa oggi rappresentare 150 anni di storia in un solo sorso.

Che significato ha avuto, e ha tutt’oggi, il trasferimento nel cuore di Roma nel 1922? Quanto ha influito la città eterna nell’anima e nell’immaginario dei vostri prodotti?

Pallini è un’azienda profondamente romana, orgogliosa delle sue origini abruzzesi ma ormai da oltre 100 anni presente nella Capitale. Il trasferimento a Roma ha mutato radicalmente l’azienda: ci ha permesso di crescere, di strutturarci, e ha creato i contatti e le premesse per le nostre prime esportazioni. È stata una scelta determinante per diventare ciò che siamo oggi.

Il Pallini Limoncello è oggi il più venduto al mondo: cosa c’è, secondo lei, in quel giallo vivo che conquista così tanti cuori? È un simbolo d’Italia che cambia?

Passione, qualità e the real Italian Way of Life. Il nostro marchio ha sempre voluto comunicare che “Pallini” è sinonimo di qualità, a partire dagli ingredienti – come il Limone Costa d’Amalfi IGP, le cui bucce sono l’unico ingrediente utilizzato per l’infuso – fino al servizio e al valore della famiglia. Sono tre elementi che rappresentano la nostra cultura alimentare. Chi beve un sorso di Limoncello Pallini si sente trasportato sulla Costiera Amalfitana, e sogna un sorso d’Italia.

Come si riesce, dopo cinque generazioni, a innovare senza mai tradire le proprie radici? Qual è il vostro equilibrio tra passato e futuro?

Abbiamo sempre innovato un passo alla volta, seguendo i trend con attenzione ma senza snaturarci. Le nostre radici sono forti, e la nostra competenza è specifica: siamo liquoristi, e tali vogliamo rimanere. È con questo spirito che si inserisce anche l’acquisizione di Amaro Formidabile, un prodotto coerente con il nostro DNA, ma con un’identità moderna.

L’export rappresenta il 78% del vostro fatturato. Quando un vostro prodotto varca i confini italiani, cosa si porta dietro? E cosa desiderate arrivi a chi lo beve dall’altra parte del mondo?

Esportiamo i nostri prodotti dagli anni ‘60: è ormai parte del nostro DNA. Oggi siamo presenti in oltre 70 Paesi, dalla Patagonia alla Svezia. Quello che cerchiamo di trasmettere ovunque è il valore del nostro marchio e della nostra famiglia: qualità, servizio e italianità. Ogni bottiglia porta con sé la nostra storia, le nostre radici, e l’idea di un’Italia autentica.

Il Mistrà torna in una veste nuova. Come si riesce a rendere attraente per le nuove generazioni un prodotto così radicato nella memoria dei nonni?

Abbiamo voluto rendere omaggio al nostro prodotto storico per eccellenza, rinnovandolo con un packaging più ricco e attuale. La bottiglia è innovativa e moderna, mentre l’etichetta richiama alcuni motivi del passato. Speriamo che questo mix tra tradizione e novità riesca a incuriosire anche i più giovani, facendo scoprire loro un sapore che ha accompagnato intere generazioni.

Con Limonzero e i ready to drink, Pallini ha saputo intercettare nuovi stili di consumo. È questa, oggi, una delle sfide più grandi dell’industria del beverage?

Assolutamente sì. I consumatori di oggi sono sempre più esigenti e mutevoli, e stare al passo con le loro richieste è una sfida continua. In questo contesto ci siamo resi conto anche di un’altra necessità: comunicare meglio il nostro impegno verso la sostenibilità, sia ambientale che sociale. Abbiamo portato avanti molte iniziative, ma spesso non riusciamo a raccontarle come meriterebbero.

Il francobollo commemorativo del MIMIT è un riconoscimento raro. Quando lo ha visto, ha pensato più a chi c’è stato prima di lei o a chi verrà dopo?

Il francobollo arriva dopo un lungo percorso, tra cui il riconoscimento di marchio storico. Quando il MIMIT ci ha confermato l’emissione ci siamo emozionati tutti: è stato un meraviglioso traguardo, che premia cinque generazioni. Un momento in cui si intrecciano il rispetto per chi ci ha preceduto e la responsabilità verso chi verrà dopo.

Dal piccolo emporio di Antrodoco alla distribuzione in 70 Paesi: se dovesse racchiudere in un solo sorso 150 anni di storia Pallini, che sapore avrebbe?

Direi dissetante… un sorso al limone con una punta di anice, da assaporare all’ombra del Colosseo.

Dalla Costa d’Amalfi al Colosseo, dai mercati internazionali ai piccoli gesti quotidiani, la storia di Pallini è quella di un’Italia che sa evolvere senza dimenticare. In ogni bottiglia c’è una famiglia, una tradizione, una visione che guarda al futuro con passione e responsabilità. E se oggi un francobollo commemorativo celebra questo percorso, è perché ogni tappa, dal piccolo emporio di Antrodoco ai cocktail bar di New York, ha lasciato un segno.

Un sorso di Limoncello, una nota d’anice, e il tempo si ferma. Perché la vera eccellenza non ha età, ma ha sempre un sapore riconoscibile. Come quello di casa.

Redazione Agenfood

Agen Food è la nuova agenzia di stampa, formata da professionisti nel campo dell’informazione e della comunicazione, incentrata esclusivamente su temi relativi al food, all’industria agroalimentare e al suo indotto, all’enogastronomia e al connesso mondo del turismo.

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