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Bridgerton e il banqueting: come diventare il regista di un evento gastronomico di successo
(Agen Food) – Roma, 20 mar. – Tavole scenografiche, ricevimenti raffinati e arte dell’ospitalità sono tornati al centro dell’immaginario collettivo anche grazie al successo globale della serie Netflix Bridgerton. L’ultima stagione ha riportato in primo piano l’estetica dei grandi ricevimenti aristocratici, tra mise en place elaborate, cura degli ospiti e rituali di convivialità che trasformano il banchetto in un vero e proprio evento sociale. Se nella finzione televisiva questi momenti evocano il fascino della società londinese dell’Ottocento, nella realtà contemporanea la progettazione e la gestione di banchetti, ricevimenti e grandi eventi rappresentano un ambito professionale strutturato e sempre più strategico nel settore dell’ospitalità.
Secondo alcune ricerche e analisi di settore condotte dall’Italian Food Academy, ente leader nella formazione del settore fondato dall’imprenditore Nicola Carbonara, negli ultimi anni si registra una crescente domanda di figure specializzate nella progettazione e nella gestione dei servizi di ristorazione per eventi complessi: matrimoni, ricevimenti aziendali, eventi istituzionali, feste private e manifestazioni culturali. In questo contesto emerge con sempre maggiore chiarezza il ruolo del Banqueting Manager, un professionista che opera come regista dell’evento gastronomico. A lui spetta il coordinamento dell’intero processo organizzativo: dalla progettazione dell’allestimento alla definizione del menu, dalla gestione del personale di sala e cucina fino al rapporto con clienti e fornitori.
L’organizzazione di un banchetto contemporaneo richiede infatti un insieme articolato di competenze. Non si tratta soltanto di gestire l’elemento ristorazione, ma di costruire un’esperienza coerente sotto il profilo estetico, logistico e relazionale. Tra le attività principali rientrano la definizione dei preventivi e dei contratti, la ricerca della location più adatta, la pianificazione logistica del servizio e la gestione degli aspetti normativi e di sicurezza.
Un elemento sempre più rilevante riguarda anche la dimensione scenografica dell’evento: progettazione degli spazi, scelta dei colori e degli oggetti, definizione delle moodboard, disposizione dei tavoli e cura della mise en place. L’attenzione alla dimensione estetica, che richiama proprio l’immaginario evocato da produzioni come Bridgerton, si affianca oggi alla necessità di interpretare le nuove sensibilità del pubblico, dalla sostenibilità ambientale alla valorizzazione delle filiere agroalimentari.
Le ricerche dell’Italian Food Academy sottolineano come il Banqueting Manager contemporaneo debba quindi possedere un profilo multidisciplinare, capace di integrare cultura gastronomica, organizzazione aziendale, comunicazione e conoscenze normative. Per analizzare queste trasformazioni e i nuovi trend del settore, l’istituto si avvale del contributo di esperti provenienti da ambiti differenti. Tra questi la giornalista e scrittrice Roberta Schira, autrice e critica gastronomica, che da anni studia l’evoluzione del gusto e del galateo contemporaneo; l’architetto e food designer Angela Simonelli, impegnata nella ricerca sull’estetica del cibo e sull’esperienza visiva della tavola; il giurista Michele Stocola, specializzato in legislazione alimentare ed etichettatura; la docente di discipline giuridiche ed economiche Federica Bellifemine; la food & beverage manager Ursula Chioma, con lunga esperienza nel turismo di lusso internazionale; e l’esperto di processi organizzativi e gestione del rischio Ivan Massi.
Il loro contributo evidenzia come la professionalità richiesta oggi nel settore del banqueting sia il risultato di competenze trasversali: dalla progettazione dell’esperienza gastronomica alla conoscenza delle normative, dalla gestione del personale alla pianificazione logistica, fino alla capacità di interpretare i cambiamenti culturali che attraversano il mondo del cibo e dell’ospitalità.
<<Il ruolo del banqueting manager ai nostri giorni richiede sicuramente una formazione specifica perché non si occupa soltanto di organizzare un servizio di ristorazione, ma di progettare e dirigere un’esperienza complessa, nella quale ogni dettaglio incide sulla percezione finale dell’ospite. Nel segmento luxury, in particolare, non è sufficiente che un evento sia ben eseguito: deve essere impeccabile, coerente, elegante e memorabile. Per questo motivo servono competenze tecniche, organizzative e relazionali molto solide>>, spiega Ursula Chioma, <<Un banqueting manager deve conoscere a fondo il food & beverage, la gestione del servizio, il coordinamento delle brigate di sala e cucina, la pianificazione logistica, la gestione dei tempi, dei fornitori e dei budget. Ma deve anche possedere sensibilità estetica, capacità di leggere i desideri del cliente e di interpretarli con precisione, traducendoli in un progetto concreto, strutturato e perfettamente coerente con la sua visione>>
Se le feste aristocratiche raccontate in Bridgerton appartengono ad un’epoca lontana, il fascino del banchetto come momento di rappresentazione sociale continua a vivere anche nel presente. Cambiano i contesti, le tecnologie e le sensibilità, ma resta immutato il valore simbolico della tavola come luogo di incontro, celebrazione e racconto collettivo. Ed è proprio in questa dimensione, sospesa tra organizzazione e creatività, che si definisce oggi la figura del Banqueting Manager: il professionista chiamato a trasformare un semplice servizio di ristorazione in un evento capace di lasciare un ricordo nella mente di ciascun ospite.
<<Oggi, infatti, un aspetto molto rilevante è proprio la capacità di costruire un progetto visivo dell’evento. Non basta ascoltare il cliente: bisogna aiutarlo a visualizzare in anticipo l’atmosfera che verrà creata, attraverso render e concept visivi, capaci di far comprendere al cliente, già in fase progettuale, l’atmosfera e l’impatto emozionale dell’evento. Questo permette di condividere una visione chiara, definire con precisione l’impatto scenografico desiderato e trasformare le aspettative del cliente in un’esperienza reale, armonica e altamente personalizzata. Nella mia esperienza nel turismo di lusso internazionale e negli eventi di alto profilo, ho imparato che la vera differenza la fa la preparazione: conoscere il protocollo dell’ospitalità, saper prevenire le criticità, gestire la pressione, curare la mise en place, l’atmosfera, il ritmo del servizio e l’armonia complessiva dell’evento>>, sottolinea ancora la Chioma e conclude: <<Nulla può essere lasciato all’improvvisazione. Oggi il mercato richiede professionisti completi, capaci di unire visione strategica, precisione operativa e cultura dell’ospitalità. Ecco perché la formazione specifica è indispensabile: perché il banqueting manager non è solo un organizzatore, ma il regista di un’esperienza che deve emozionare il cliente e lasciare un ricordo distintivo in ogni ospite>>.
